Il progetto "INVITRO", stagione teatrale on demand: sette spettacoli in sette teatri cooperativi lombardi da non perdere

Il progetto “INVITRO”, stagione teatrale on demand: sette spettacoli in sette teatri cooperativi lombardi da non perdere

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Appuntamenti, cinema, Cultura

INVITRO E’ UNA STAGIONE TEATRALE ON DEMAND: SETTE SPETTACOLI MESSI IN SCENA IN SETTE TEATRI COOPERATIVI LOMBARDI, DISPONIBILI ONLINE E VISIBILI ATTRAVERSO COMPUTER, SMARTPHONE E TABLET: UN SEGNO DI RILANCIO E SPERANZA PER IL FUTURO.

Milano, Italia.

Il progetto Invitro è un’interessante iniziativa che si propone di rappresentare una vera e propria stagione teatrale on demand: sette spettacoli, messi in scena appositamente da sette teatri cooperativi lombardi, disponibili online e fruibili attraverso computer, smartphone e tablet. Sulla piattaforma – www.invitro.coop gli utenti scelgono se acquistare gli accessi per una singola opera teatrale oppure l’intero abbonamento (7 spettacoli) on line per la durata dell’intera stagione (dal 14 aprile al 30 settembre 2021).

Invitro è un esperimento cooperativo al quale hanno aderito i teatri milanesi – Teatro dell’Elfo, Teatro del Buratto, MTM Manifatture Teatrali Milanesi, Teatro Menotti, Teatro della Cooperativa, Teatro Magro di Mantova e Industria Scenica di Vimodrone.

Il progetto, sviluppato e coordinato da Coopservizi, è nato nell’ambito delle iniziative di innovazione digitale promosse da Fondazione Pico, Digital Innovation Hub di Legacoop, e nello specifico dal nodo territoriale di Pico Lombardia, con Legacoop Lombardia, in collaborazione con partner appartenenti al mondo cooperativo lombardo: Gnucoop, Hagam, Multimagine, Genera e Smart.

Grande è stato l’entusiasmo da parte di coloro che hanno collaborato, un’idea alternativa di teatro che possa combaciare con quelle che sono le attuali esigenze e limitazioni dovute al Covid, di cui il mondo degli eventi, dello spettacolo e del teatro in particolare ha particolarmente risentito. I Teatri Cooperativi Lombardi,e non solo, vivono infatti da tempo una situazione economicamente instabile a causa di diversi fattori, che l’emergenza sanitaria ha gravemente accentuato. Invitro vuole essere uno strumento utile per affrontare il presente e, al contempo, un’occasione per ripensare il futuro. Attilio Dadda, Presidente Legacoop Lombardia, ha così dichiarato: “Una grande economia circolare e un’intera filiera cooperativa. Invitro è un prodotto della cultura collaborativa – dalla creatività alla produzione fino alla prima platea di spettatori – con cui sperimentiamo una nuova dimensione del teatro, un nuovo modo di essere utili ai lavoratori dello spettacolo e una proposta culturale alternativa per le nostre comunità”. Anche Luca Conte, presidente di Coopservizi, ha mostrato la propria euforia, affermando: “Siamo orgogliosi di aver costruito un ‘progetto speciale’ con i teatri cooperativi: un’occasione per mantenere saldi, pur in un momento tanto difficile, i rapporti con il proprio pubblico, guardando anche oltre i soliti confini e avvicinando nuovi possibili spettatori”.Anche Giancarlo Ferrari, presidente Fondazione PICO, si è positivamente espresso: “Crediamo fortemente in questo progetto e stiamo lavorando affinché questa piattaforma evolva a tutti gli effetti in una prima sperimentazione di piattaforma digitale cooperativa; una piattaforma in cui la condivisione dei dati tra i fruitori del servizio ne permetta anche la condivisione equa di tutti i vantaggi generati. Invitro rappresenta un modello dal grande potenziale e presto ci auguriamo, con il contribuito di PICO Lombardia, di poterlo estendere su base nazionale”.

Alla piattaforma Invitro è abbinata una campagna di raccolta fondi a favore dei lavoratori dello spettacolo, corrispondente al 5% sugli incassi, cioè vendita di spettacoli e abbonamenti, sponsorizzazioni. 

Per realizzare questo progetto, sono stati coinvolti 7 teatri e realizzati 7 spettacoli; hanno collaborato 138 persone e sulla scena sono saliti 16 artisti; la durata totale degli spettacoli in minuti è di 420, le parole nei copioni 42.817, le poltrone vuote 1741, i siti coinvolti 22, gli account social correlati 72, i soci dei teatri 81, i soci degli sponsor 826.360, i tamponi effettuati 85, le riunioni su Zoom 80, i sostenitori 8 e i partner 5: numeri molto significativi, indicanti come l’esito finale sia frutto di un duro e dettagliato lavoro, svolto da tutti coloro che hanno deciso di prenderne parte.

Gli spettacoli proposti sono: “Far finta di essere sani” di G. Gaber e S. Luporini, presso il Teatro Menotti; “Janis – Take Another Little Piece of My Heart”, al Teatro del Buratto; “Nome di Battaglia Lia”, presso il Teatro della Cooperativa; “Cyrano sulla Luna”, presso MTM Manifatture Teatrali Milanesi; “Mary, una sarta per Shakespeare”, al Teatro dell’Elfo; “SN|1604 – Corpo Celeste”, al Teatro Magro; “WEBulli”, all’Industria Scenica.

In merito alle tematiche proposte, Paola Leati, la vice Presidente Coopservizi ha così affermato: “Ogni teatro è stato lasciato libero di portare in scena uno spettacolo a sua scelta, senza un coordinamento artistico iniziale. Eppure, dopo aver visto tutti e 7 gli spettacoli, ci siamo accorti che esistono dei fili conduttori… dei temi trasversali, che attraversano e uniscono gli spettacoli tra loro, offrendo un percorso non solo artistico, ma anche culturale e sociale”.

Ecco alcuni dei temi trasversali:
Bullismo / cyber bullismo (Janis, Cyrano, WEBulli)
La scoperta dello Spazio (SN 1604 / Cyrano)
Teatro nel teatro (Janis, Mary, Cyrano)
Diritti delle donne (Janis, Mary, Lia)
Rock (Janis, SN 1604, WEBulli)
Musica live (Janis, Far finta)
Filmati storici (Janis, SN 1604, Lia)

Visti i temi culturali e sociali trattati dai vari spettacoli, di cui alcuni ideati e prodotti proprio per un pubblico di giovani, anche se coinvolgenti per tutti, Invitro propone convenzioni a Scuole (secondarie), Enti e Istituti Universitari, Associazioni / Enti e Fondazioni Culturali. Per quanto riguarda i costi, l’accesso al singolo spettacolo costa 8€, l’abbonamento ai 7 spettacoli 30€.

Tanti possono essere i motivi per cui decidere di abbonarsi a Invitro. Principalmente, questo progetto si propone come un momento di speranza, di rinascita per l’arte teatrale, ferma da oltre un anno, ormai caratterizzata dallo scenario da brividi dei teatri vuoti. Un momento molto delicato e difficile per questo settore così come tanti altri, specialmente quelli legati al divertimento e al rendere più piacevoli e spensierati i momenti di libertà e socializzazione. Invitro può essere un modo per tornare a rivivere quell’emozione, quel brio, quella bellezza che solo il teatro è in grado di offrire, in attesa di poterlo fare dal vivo.

Ecco alcune dichiarazioni degli attori:

“Penso che a casa ci siano tante persone che hanno voglia di ritornare a teatro e questo è un compromesso per farlo, un bellissimo modo, perché è stata fatta rete da sette teatri, che hanno creduto in questa cosa e hanno portato il loro lavoro, si sono adattati, si sono riscoperti, stanno provando nuove strade…” (Marta Mungo, Janis)

È importante trovare nuovi modi, soprattutto per sostenere il teatro in questo momento di grande difficoltà, perché il teatro non apre da 12 mesi a questa parte, …, quindi se dovesse esserci qualche modalità nuova, anche per il teatro, che in qualche modo lo aiuti, lo sostenga, ben venga!”  (Pietro De Pascalis, Cyrano)

“L’abbonamento a Invitro è molto importante per gli addetti ai lavori, per me e i tecnici che hanno lavorato alla messa in scena di Mary è un’occasione per rimettersi in gioco, riprendere a lavorare, tornare ad allenarsi. Per il pubblico è importante ricordarsi che il teatro esiste. Io amo il teatro dal vivo, ma è importante che si possa vedere anche su queste piattaforme, dove si vedono anche dei dettagli che magari dal vivo non si vedono” (Elena Russo Arman, Mary)

“Il Teatro alimenta l’anima, e dato che ci manca tanto ‘dal vivo’ questa è un’opportunità per potersi curare l’anima, perché tutti curano il corpo, ma al resto si pensa poco e invece è fondamentale” (Andrea Mirò, Far Finta)
Credit foto Giulia Gibilaro

Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.