L’Oltrepò Pavese è un territorio interessante, collocato a meno di 50 km a sud di Milano, dove la qualità, l’innovazione e la dedizione nel mondo del vino svolgono da perno principale, grazie anche alla presenza del Consorzio Classese Oltrepò Pavese, riconosciuto quale unico organismo preposto alla Promozione, la Protezione e Gestione delle sette denominazioni interessate.
Oltrepò Pavese, Lombardia, Italia.
L’Oltrepò Pavese è un territorio interessante, collocato a meno di 50 km a sud di Milano, dove paesaggi collinari e distese di vigneti caratterizzano un’area di indubbia bellezza ed eterogeneità, dove poter trascorrere giornate di piacere e relax a contatto con la natura, tra borghi arroccati e degustazioni di prodotti enogastronomici. La cultura del vino e la dedizione che viene riservata alla sua produzione nelle innumerevoli aziende locali, rende l’enoturismo una dei punti principali che maggiormente si sta sviluppando, grazie soprattutto all’impegno del Consorzio Classese Oltrepò Pavese, presente per valorizzare una zona ancora poco conosciuta ma dal potenziale altissimo.

Il Consorzio
Il Consorzio Classese Oltrepò Pavese è il Consorzio di Tutela ufficialmente riconosciuto dal Ministero dell’agricoltura quale unico organismo preposto alla Promozione, la Protezione e Gestione delle sette denominazioni interessate: DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico, DOC Pinot Nero Oltrepò Pavese, DOC Oltrepò Pavese, DOC Oltrepò Pavese Pinot Grigio, DOC Buttafuoco, DOC Bonarda e DOC Sangue di Giuda. Uno degli scopi principali è anche la promozione e la tutela dei vini IGP Pavia.
Nato nel 1977, ad oggi annovera 155 aziende associate direttamente e centinaia di soci indiretti, conferito delle realtà cooperative. La produzione interessata proviene da circa 11.000 ettari vitati, l’areale viticolo più importante della Lombardia, e riguarda circa 25.000.000 di bottiglie prodotte annualmente.
Il marchio Classese
Dal 2025 il Consorzio ha adottato anche il marchio consortile Classese, volto a valorizzare la tipologia Pinot Nero della DOCG Metodo Classico. Sempre nel 2025 il Consorzio ha adottato un innovativo statuto, unico ad oggi in Italia, che conferisce ai piccoli produttori un’equa rappresentatività, per assicurare un governo del territorio che garantisca gli interessi di tutti i soggetti coinvolti.
Il territorio
L’Oltrepò Pavese, a meno di 50 km a sud di Milano, è una perfetta combinazione tra le regioni che abbraccia quella virgola della Lombardia che separa e unisce Piemonte ed Emilia Romagna. Terra di confine sin dal Medioevo, è il risultato originale dell’incontro fra le caratteristiche delle quattro province che gravitano intorno a questa terra a forma di grappolo d’uva: Pavia, Alessandria, Genova e Piacenza.
Il territorio si sviluppa tra la piana del Po e le vette dell’Appenino Ligure, sino ai 1724 metri del Monte Lesima, disegnando un paesaggio di colline e montagne talvolta impervie, che da sempre ospitano la vitivinicoltura.

L’area vinicola
L’area vinicola si distende lungo il cosiddetto parallelo del vino, il 45°, concentrandosi in quattro vallate principali che occupano la porzione più nord-orientale e che, quasi parallele, risalgono rapide verso i bastioni appenninici: da est, la Valle Versa, la Valle Scuropasso, la Valle Coppa e la Valle Staffora.
L’alternarsi di campi coltivati, boschi e vigneti garantisce una grande varietà ecologica: il vino dell’Oltrepò nasce in un ambiente che conserva biodiversità, nel quale sopravvivono endemismi preservati anche grazie alla presenza di numerose aree naturali protette.
I vigneti si collocano ad altitudini che vanno dai 120 ai 550 metri sul livello del mare, taccando i 600 talvolta. Le giaciture presentano inclinazioni spesso molto elevate, che non di rado raggiungono il 30%, segno visibile del carattere impervio e deciso del territorio.
Anticamente i terreni oltrepadani erano il fondale di un baia tropicale, sommersi da acque che qualche milione di anni fa si sono ritrate lasciando emergere l’Appennino.
I suoli hanno risentito di questa storia e sono ricchi di formazioni calcaree, che frequentemente prendono la forma di affascinanti ritrovamenti di fossili marini. Nella grande varietà che li contraddistingue, è possibile riconoscere tre tipologie principali di suoli: marne gialle con lenti calcaree (formatesi soprattutto durante il Messianico), marne azzurro-biancastre con strati di arenaria e calcare (quelle depositatasi sul fondo di quel mare che occupava l’Oltrepò, risalenti al Langhiano), strati di arenaria e argilla scistosi e galestri ricoperti di marne calcaree (ascrivibili all’Acquitaniano). Le tessiture sono prevalentemente fini, con aree a tessitura più franca, lo scheletro è quasi ovunque scarso e le profondità da medie a profonde.

Il profilo meteoclimatico
Sotto il profilo meteoclimatico, l’Oltrepò Pavese si caratterizza per una certa mitezza, interrotta da inverni piuttosto rigidi ed estati anche molto calde. La ventilazione è buona e costante durante tutto l’anno, mentre le precipitazioni, relativamente moderate, presentano una tendenza incrementale lungo la direttrice ovest-est.
I vini
Oggi, in Oltrepò Pavese sono presenti sette denominazioni rivendicate, sei DOC e una DOCG.
• Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG
Il primo metodo classico italiano per storicità, si caratterizza soprattutto per l’uso di Pinot nero come base. Si tratta di vini che esprimono una struttura decisa, rotonda ed elegante, con buona mineralità ed acidità, perlage fine, che si prestano ad un abbinamento a tutto pasto. Ad oggi — ma è già oggetto di un cambio di disciplinare in corso di approvazione ministeriale — l’affinamento minimo sui lieviti è di 15 mesi (24 per i millesimati), mentre la composizione ampelografica prevede: minimo 70% Pinot Nero (85% per “Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero, 100% per Cruasé) e altre uve (Chardonnay, Pinot grigio, Pinot bianco) per il 30% (o 15%).

• Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC
È un vino elegante e di corpo, prodotto a partire dalla seconda metà del ‘900 sul territorio: in Oltrepò, assume caratteristiche particolari, conferendo al vino una struttura ricca, con tannini fini e una buona capacità di invecchiamento. Deve essere composto per il 95% di Pino nero (è consentito al
massimo un 5% di altre uve a bacca rossa non aromatiche autorizzate per la Lombardia). La riserve devono avere un affinamento minimo di 24 mesi, dei quali almeno 6 in legno.
• Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC
Bandiera storica del territorio, realizzato in versione frizzante o ferma, è un vino rosso brioso, dal tannino deciso e l’intenso aroma fruttato; grazie alla sua acidità, è ideale per abbinamenti con salumi e preparazioni grasse o dalla nota prevalente di umami. Si può impiegare la Croatina (autoctona) dall’85% sino al 100%, eventualmente tagliandola con Barbera, Ughetta (Vespolina) e Uva rara (fino a un massimo del 15%).
• Oltrepò Pavese Pinot Grigio DOC
Denominazione dedicata all’uva a bacca bianca maggiormente piantata in Oltrepò Pavese, prevede al minimo l’85% di Pinot grigio, congiuntamente a Pinot nero o altri vitigni a bacca bianca non aromatici fino al 15%.

• Oltrepò Pavese DOC
È la denominazione originaria, che racchiude l’ampia base ampelografica che da sempre caratterizza questo territorio, che a fine Ottocento contava ben oltre 200 varietà autoctone. Racconta di un territorio particolarmente vocato alla coltivazione della vite e di una lunga abitudine a sperimentare. Si presenta in 36 diverse tipologie, bianche, rosate e rosse, che comprendono: Barbera, Riesling, Cortese, Malvasia, Moscato, Pinot nero vinificato bianco o rosé, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon e uvaggi diversi.
• Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese DOC e Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese DOC
Sono due denominazioni facce di una medesima medaglia, costituita dal cuore storico e autoctono del territorio, in particolare di un’areale ristretto posto nella parte più orientale dell’Oltrepò Pavese.
Raccontano la storia del territorio e, con i loro nomi curiosi, leggende popolari che mostrano il radicamento del vino nel patrimonio culturale immateriale dell’Oltrepò Pavese.
Il Buttafuoco e il Sangue di Giuda condividono la base ampelografica — Barbera e/o Croatina dal 25% al 65%, Uva rara e Ughetta (Vespolina) max 45% (nel caso del Sanque di Giuda è consentito anche il Pinot Nero nel 45%) —, il primo, però, è di corpo, intenso, potente e adatto a un lungo invecchiamento, il secondo, invece, molto fruttato, dolce e dal colore rosso rubino intenso può essere fermo, frizzante o spumante.
Il Classese
Nel 1984 in Oltrepò Pavese esisteva una sola DOC, che comprendeva tutti i diversi vini prodotti sul territorio. Un gruppo di produttori di Metodo Classico, la vera eccellenza del territorio, si riunì con uno scopo preciso: distinguere e valorizzare quel blanc de noirs, tanto difficile da produrre con l’elegante e capriccioso Pinot nero, che per tutti loro rappresentava l’identità e il futuro dell’Oltrepò Pavese. La soluzione fu quella di creare un’associazione volontaria di produttori, dotandola di un nuovo marchio e di un nuovo nome, che sapesse incarnare questa unicità: la scelta ricadde su Classese, un mix fra Classico e Pavese.
Il progetto si basava su un passaggio storico fondamentale per la vitivinicoltura italiana, ossia l’introduzione del Pinot Nero e l’avvio della produzione di metodo classico, due fasi distinte ma intimamente collegate, che muovono i primi passi in Valle Scuropasso..
L’intuizione che l’Oltrepò Pavese potesse diventare la terra del blanc de noirs si è consolidata nel corso degli anni, fino ad arrivare a quel fatidico 1984. Oggi, a distanza di altri quarant’anni, l’Assemblea Soci del Consorzio, con voto quasi unanime, ha scelto di riprendere in maniera decisa la valorizzazione del metodo classico da Pinot Nero, reintroducendo il marchio “Classese”. Questa volta, però, non si tratta di un nome o di un ristretto gruppo di produttori: Classese, infatti, è l’affermazione dell’unicità del metodo classico oltrepadano, destinato a diventare il nome della DOCG, non appena si concluderà l’iter burocratico necessario, ma inizierà presto a leggersi sulle etichette grazie all’adozione di un marchio collettivo.

“Oltrepò: Terra di Pinot Nero”
Il 20 e 21 settembre 2025 ha riscosso grande successo la quinta edizione di “Oltrepò: Terra di Pinot Nero”, la manifestazione organizzata dal Consorzio Classese Oltrepò Pavese per celebrare i 160 anni del blanc e rosè de noirs italiano e per valorizzare il Pinot Nero.
L’evento si è svolto nello splendido borgo di Golferenzo e ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e appassionato, tra wine lovers, giornalisti, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni.
I banchi d’assaggio con 29 cantine protagoniste, le degustazioni e gli approfondimenti dedicati al blanc e rosè de noirs hanno offerto al pubblico e agli addetti ai lavori un percorso unico nella cultura e nell’identità vitivinicola dell’Oltrepò.
La manifestazione ha confermato la sua duplice anima: da un lato, un momento di festa e di incontro per il pubblico; dall’altro, un’occasione di confronto tecnico e professionale di alto livello, capace di generare nuove prospettive per la denominazione e di rafforzare il legame tra territorio, istituzioni e operatori, promettendo di valorizzare una storia lunga 160 anni e costruire, attraverso qualità, identità e innovazione, il futuro di una grande denominazione italiana.
INFO
Per altre informazioni, consultare www.consorziovinioltrepo.it
Credit photo dall’alto: Foto Linda Vukaj – Agenzia AICOD. Courtesy of AB Comunicazione. Foto Linda Vukaj – Agenzia AICOD. Courtesy of AB Comunicazione. Foto Linda Vukaj – Agenzia AICOD (2). Courtesy of AB Comunicazione.



