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I tesori del Monte Rosa

Sci, benessere e la febbre dell’oro rendono indimenticabile una vacanza nella Val d’Ayas.

Champoluc, Valle d’Aosta, Italia.

Sci, benessere e la febbre dell’oro rendono la Val d’Ayas la meta perfetta ai piedi del Monte Rosa per un week end lungo, magari approfittando delle giornate sempre più lunghe e miti in vista della primavera.

Sole e neve ai piedi del Monte Rosa   

Proprio in fondo alla valle, lungo il corso del torrente Evançon, Champoluc è la base ideale per organizzare un viaggio all’insegna della natura e dello sport visto che dai 1568 metri di altezza del villaggio alpino parte la telecabina che porta alla ski area del Crest, mentre a qualche chilometro di distanza dal centro del paese, una funicolare conduce agli impianti di Frachey. Non solo. Dagli oltre 2700 metri di altezza del colle di Bettaforca si può proseguire, sempre sci ai piedi, verso con il comprensorio di Gressoney e, successivamente, Alagna.

In tutto nel  carosello del Monterosa Ski si possono percorrere 180 chilometri di piste a cavallo tra Piemonte e Val d’Aosta, per la quasi totalità servite da innevamento artificiale, variando paesaggi e tracciati, ammirando i 4mila che circondano i comprensori ed esplorando le numerose baite lungo le piste.
Per informazioni monterosaski.eu.

Ma anche rimanendo a Champoluc il divertimento non manca. Qui, fino al 21 aprile, si scia su 28 km di piste, adatte per lo più a sciatori intermedi (14 tracciati sono rossi), che attraversano boschi di larici e pini al cospetto della catena del Monte Rosa dominata dalle cime del Breithorn, dai suoi giganti gemelli Castore (4226 metri) e Polluce (4091 metri) e da Punta Dufour (4638 metri).

Da tempo inoltre si parla di collegare proprio Champoluc con Cervinia con un impianto tra Frachey a Cime Bianche che cambierebbe il profilo della Valle e del comprensorio. Ma la Val d’Ays in inverno non è solo sci alpino. La scelta di passeggiate nella neve e di escursioni con le ciaspole è infatti pressoché infinita. Da non perdere il percorso verso il villaggio walser di Mascognaz e le sue case in legno e pietra. Per chi ama il fondo infine si può optare tra l’anello di 3 km di la Villy e per percorsi più impegnativi, Brusson .

L’Eldorado valdostano

E proprio le montagne sopra Brusson racchiudono un Eldorado. Qui infatti si trova il giacimento di Chamousira Brusson, il principale giacimento di oro nativo (ovvero l’oro che si trova all’interno di filoni di quarzo presenti nella roccia e quindi estraibili) della Valle. Delle diverse miniere aurifere attive nell’area del Monte Rosa fino al dopoguerra oggi rimane solo la memoria storica, il ricordo di chi da piccolo si aggirava nei dintorni con la speranza di trovare tesori nascosti e gli appassionati che setacciano ancora oggi le sabbie dei fiumi e dei torrenti di origine alpina alla ricerca di pagliuzze.

A frenare la caccia all’oro del Monte Rosa, dove secondo gli esperti si trovano alcuni tra i giacimenti più grandi del Paese, sono i costi di estrazione legati a investimenti, costi del lavoro e di messa in sicurezza. Per questo molti siti sono stati riconvertiti in spazi museali dove tuffarsi nella storia e nell’economia del territorio.  Per la  miniera di Brusson  l’età dell’oro risale ai primi del ‘900 con la gestione della miniera in capo alla compagnia The Evançon Gold Mining Company Limited (solo tra il 1903 e il 1907 si calcola che furono estratti 400 chili di oro puro) a cui subentrano i Rivetti di Biella e, successivamente, la famiglia Filippa. Oggi le miniere di Chamousira sono state trasformate in un museo, accessibile esclusivamente su prenotazione con visita guidata, in cui si racconta la storia geologica ed economica del sito.  

Il giacimento è raggiungibile dopo una passeggiata nei boschi per cui in inverno è meglio dotarsi di racchette e ramponi. Si accede poi a un impressionante ingresso sospeso sulla rupe Chamousira (che non a caso deriva il nome da “chamois”, camoscio), dove un tempo partiva la teleferica per il trasporto del minerale e oggi ci si munisce di caso per scendere in miniera. Con le guide si percorre solo un tratto della galleria al livello 7 che porta nel cuore della montagna, rispetto ai complessivi 1600 metri di cunicoli sotterranei scavati nel corso dei decenni. I più arditi possono scegliere il percorso adventure.
Per informazioni: www.mine-experience.com.

Terme e caccia al tesoro per immergersi a pieno nella Val d’Ayas

Riposti sci e scarponi ci si può rilassare al Centro spa Monterosa, 4mila metri quadrati di benessere, con piscine dedicate proprio ai più piccoli, tra vasche panoramiche, saune e bagni di vapore. Per chi invece è in cerca di adrenalina i comuni di Ayas, Brusson, Challand-Saint-Anselme e Issogne hanno predisposto una sorta di caccia al tesoro, Val d’Ayas Village Escape, con kit che permette di scoprire, divertendosi in autonomia, tutti i segreti della Valle.
Per informazioni info@valdayas-monterosa.com.

Credit photo courtesy of Open Mind Consulting

Cinzia Meoni

Cinzia Meoni

Giornalista professionista appassionata di viaggi, sci, musical, enogastronomia e gatti. Generazione Erasmus o per chi preferisce Interrail, ho attraversato l'Europa e non solo con qualsiasi mezzo e budget. Ogni viaggio, anche nella mia stessa città, rappresenta un'avventura che porta a nuove conoscenze e competenze. Mi piace scoprire nuove destinazioni, percorrere strade inconsuete, tornare in luoghi dimenticati dai grandi flussi turistici e sollevare il velo su nuove aperture. E per ricaricare le energie vado a Londra o in alternativa, se non posso muovermi da casa, mi rifugio alle terme

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