HUMAN, “odissea ribaltata”. Un viaggio lungo la linea che separa umano e disumano. Uno spettacolo di Lella Costa e Marco Baliani, musiche originali di Paolo Fresu, scene e costumi di Antonio Marras in scena al Piccolo Teatro Strehler dal 7 al al 14 ottobre.
Milano, Italia.
Non si tratta solo di raccontare la storia di chi arriva, sono le storie di questi immigrati a far sì che arrivi a noi la memoria di ciò che “noi stessi” siamo. Questo è per Lella Costa lo spirito di HUMAN, “odissea ribaltata”, lo spettacolo in scena dal 7 ottobre al Teatro Strehler, scritto e interpretato dalla stessa Lella Costa e Marco Baliani.

Lo spettacolo nasce dalla volontà di raccontare il dramma dei migranti scandagliando le emozioni di un “noi” collettivo che pare spesso anestetizzato difronte a delle evidenti e tragiche negazioni della dignità umana e del corpo stesso nella sua integrità fisica e psichica, nella sua individualità. Da qui il titolo HUMAN sbarrato da una linea nera che l’attraversa come a significare appunto la presenza dell’umano e al tempo stesso la sua possibile negazione.
“Noi a che punto siamo, che cosa ci inquieta e ci irrita davanti allo straniero che arriva in Italia? Dove finisce l’umanità? Quando e dove l’essere umano perde la sua connotazione universale di “umano”? Questo è il nostro interrogativo“, continua Lella Costa. “Con HUMAN vogliamo andare oltre la cronaca e cercare l’umanità, creare quelle fiaccole di luce alla base del nostro lavoro di attori. E quindi non commuoverci ma muoverci. Il teatro è questo”.
Una storia di migrazioni, partenze e arrivi, di dolori e strazi, di spostamenti e viaggi “disumani” appunto, imprese impossibili, al limite tra la vita e la morte, all’insegna della disperazione e della speranza. E la scenografia, disegnata dallo stilista Antonio Marras ben riflette questo senso della distruzione, dell’annientamento umano, fisico e psicologico. Fondale e pavimento color rosso sangue, sono il risultato di cumuli ed accumuli di abiti incastrati, intessuti, stratificati, incrostati, assemblati e sovrapposti. Come queste orde di popoli in fuga. I resti scomposti e consumati di qualcosa di indefinito.
“Per me, nato e cresciuto in Sardegna, un’isola al centro del Mediterraneo, in una posizione che nei secoli l’ha resa teatro di guerre e massacri e pure crocevia di scambi e incontri e confronti con altre genti, era naturale sentire il mare e sentire di popoli che emigrano. La storia attuale è stata la nostra storia. Racconta Marras. “Per la scena ho utilizzato abiti usati, rifiutati, scartati, abiti portatori di frammentidi identità, di storie personali e collettive”.
Dove: Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza)
Quando: dal 7 al 14 ottobre 2016
Scritto da Marco Baliani e Lella Costa.
Collaborazione alla drammaturgia di Ilenia Carrone.
Scene e costumi di Antonio Marras.
Musiche originali di Paolo Fresu con Gianluca Petrella.
Regia di Marco Baliani.
Con Marco Baliani e Lella Costa
e con David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu.
Produzione Mismaonda, Sardega Teatro e Marche Teatro
Info e prenotazioni su Piccoloteatro.org.
A cura di Anna C. Alemanno
anna@agendaviaggi.com
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