Genova, un pezzo di Medioevo riemerge dal cantiere della Loggia di Banchi

Genova, un pezzo di Medioevo riemerge dal cantiere della Loggia di Banchi

Scritto da Aline Varisella on . Postato in Cultura, Weekend

Uno spaccato di Genova medioevale riemerge nel cantiere del Museo della Città. I ritrovamenti archeologici stanno dando vita a un momento fondamentale dell’evoluzione urbana.

Genova, Italia.

Quella funzione “sociale” che la zona ricoprì fino dal Medioevo


I lavori per la realizzazione del Museo della Città stanno portando alla luce una porzione significativa del tessuto urbano della Genova del Cinquecento.
La Loggia sorge in un punto di incontro dei principali flussi cittadini provenienti dalle zone di San Luca, Soziglia, San Lorenzo e il mare. La posizione centrale della piazza riflette e accoglie quella funzione “sociale” che la zona ricoprì fino dal Medioevo: prima grande mercato del grano, quindi piazza dedita agli scambi commerciali e alle più disparate transazioni finanziarie, poi sede delle Borse Merci e Valori, infine zona di snodo dei flussi turistici cittadini e contenitore di attività culturali.
I ritrovamenti archeologici fotografano quindi un momento fondamentale dell’evoluzione urbana: la trasformazione graduale di piazza Banchi, a partire dall’inizio del ‘500, in spazi pubblici coperti destinati alle contrattazioni finanziarie. Siamo nel secolo dei Genovesi e la città rinnova il suo glorioso impianto medievale per trasformarsi in una capitale della finanzia europea.

Barbara Grosso: I visitatori del nuovo museo faranno un viaggio nel tempo


«Il Museo della Città sorgerà in un sito che, alla luce dei rinvenimenti archeologici, può diventare un simbolo della nostra storia, confermando la peculiarità di Genova come città tra le più stratificate al mondo. I visitatori del nuovo museo faranno un viaggio nel tempo, nei secoli di storia, nella vita vissuta dalle famiglie e dai mercanti che dal medioevo hanno reso Genova la Superba. I rinvenimenti, ben conservati, di una rilevante porzione di città nascosta da secoli rappresentano oltre che un importante tassello per la ricerca archeologica locale anche un suggestivo elemento che arricchisce l’attrattività del futuro polo museale». Dichiara l’assessore comunale alle Politiche Culturali Barbara Grosso

Manuela Salvitti: materiale inedito e nuove suggestioni progettuali per gli architetti e gli archeologi


«Il rinvenimento di una porzione cosi significativa e ben conservata della città tardomedievale all’interno del Nuovo Museo, rappresenta un’eccezionale conferma della sua collocazione strategica, fornendo materiale inedito e nuove suggestioni progettuali per gli architetti e gli archeologi chiamati valorizzare e raccontare la storia della nostra città». Dichiara la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia è Manuela Salvitti