Dalla Grecia antica ai palcoscenici contemporanei, l’intramontabile capolavoro di Aristofane rivive con l’ironia tagliente di Lella Costa. Al Teatro Manzoni di Monza, una messinscena audace fonde satira, meta-teatro e impegno civile, trasformando un classico del passato in un monito forte e necessario contro la follia di ogni conflitto. Un’occasione unica per riscoprire il valore della ribellione pacifica nel cuore della Brianza, dove il palcoscenico diventa l’ultimo baluardo del buonsenso collettivo attraverso una prova d’attore corale e straordinaria.
Monza, Italia.
Una guerra interminabile, un mondo sull’orlo del collasso e un’unica folle arma di ribellione: lo sciopero del sesso. Lisistrata torna sulla scena, irresistibile e necessaria, per gridare con forza: “Donne di tutto il mondo, unitevi!”. Dopo lo straordinario successo registrato al Teatro Greco di Siracusa, a Pompei e all’Arena di Verona, questa nuova e coinvolgente versione della commedia classica approda sul palco del Teatro Manzoni di Monza, tappa fondamentale di una prestigiosa tournée nazionale.
La rivoluzione di un’eroina senza tempo
Scritta da Aristofane nel 411 a.C., Lisistrata è una delle opere più celebri dell’antichità, eppure il suo messaggio non è mai stato così attuale. Al centro della trama c’è un presupposto drammaticamente serio: la guerra come distruzione ciclica dell’umanità. In una Atene dove gli uomini sono sempre al fronte, è una donna a proporre una rivoluzione estrema per forzare la pace: uno sciopero totale del desiderio. Un gesto paradossale che, nel ribaltare l’ordine sociale, rivela la fragilità del potere maschile e la forza inarrestabile della vita.

Lella Costa e il talento di un cast d’eccellenza
A guidare questa rivoluzione “rosa” è la magnifica Lella Costa, decana della scena italiana, capace di infondere a Lisistrata una statura al tempo stesso tragica e ironica. Accanto a lei, sei attori sublimi — Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi e Irene Serini — danno vita a una rappresentazione corale di altissimo livello. La regia di Serena Sinigallia, su adattamento della stessa regista insieme a Emanuele Aldrovandi e traduzione di Nicola Cadoni, trasforma il classico in una provocazione vivace, un atto di ribellione mascherato da risata.
L’estetica della rivolta: musica, scena e movimento
L’allestimento si avvale di un comparto tecnico di eccellenza che amplifica la forza del racconto. Le scene di Maria Spazzi e i costumi di Gianluca Sbicca, esaltati dal disegno luci di Alessandro Verazzi, creano un ambiente visivo suggestivo e senza tempo. Fondamentale è la componente sonora, con le musiche di Filippo Del Corno (registrate con la voce di Sandra Zoccolan e l’Ensemble Sentieri Selvaggi) e le coreografie di Alessio Maria Romano, che scandiscono il ritmo di questa protesta pacifica.
Tra satira e meta-teatro: uno specchio del presente
Lo spettacolo brilla per un tono che sa essere lieve e profondo allo stesso tempo. Non mancano i lazzi, le battute e i doppi sensi, ma sullo sfondo risuona costante il ritmo inquietante dei tamburi di guerra. Gli interpreti si muovono tra i generi, annullando il tempo storico per parlare direttamente al “qui e ora”. Attraverso efficaci momenti di meta-teatro, lo spettacolo annoda i fili tra l’antica Grecia e il nostro sciagurato presente, ricordandoci che spesso il palcoscenico possiede molto più senno della vita reale.

Un monito necessario contro l’orrore
Il celebre slogan pacifista risuonava già tra le righe di Aristofane millenni fa, eppure la “follia che dilaga nei palazzi del potere” sembra non aver mai fine. La soluzione di Lisistrata è una boutade geniale, una sfida lanciata contro l’orrore che ama tingersi di rosso. In un’epoca segnata da nuove tensioni globali, il monito dello spettacolo arriva come un atto necessario: mettere al bando la smania bellica per rimettere al centro l’umanità e la speranza. Un invito, senza “se” e senza “ma”, a scegliere la vita.
INFO
Tutte le informazioni sulle date e l’acquisto dei biglietti sono disponibili sul sito ufficiale del Teatro Manzoni di Monza.
Photo Mariapia Ballarino AFI Archivio Fondazione Inda Siracusa. Courtesy of Ufficio Stampa Teatro Manzoni Monza



