Essere Umane: un viaggio nella storia e nel mondo attraverso una lente femminile

Essere Umane: un viaggio nella storia e nel mondo attraverso una lente femminile

Scritto da Gwen Marletta on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Presentata, a cento giorni dalla sua apertura, la mostra fotografica Essere Umane a cura di Walter Guadagnini in programma ai musei di San Domenico di Forlì. La mostra include oltre 300 foto di artiste fotografe italiane e straniere del ‘900 coprendo quasi un secolo di storia, dagli anni Trenta alla contemporaneità.

Forlì, Italia.
“Attiviste, rivoluzionarie, coraggiose. Questi gli aggettivi per descrivere le donne della mostra che si sono distinte in un’arte spesso coniugata al maschile”, così definisce le artiste della mostra Monica Fantini, ideatrice e realizzatrice dell’esposizione insieme a Fabio Lazzari. La mostra sarà inserita nel contesto del Festival del Buon Vivere che quest’anno si riserva come tematica principale il Femminile Plurale. “Il buon vivere, infatti, non può essere raggiunto se non con mcequità”, chiarisce Fantini, accennando anche alla necessità di pluralità e senso di comunione che, se mancante, creerebbe solo squilibri. Interviene dopo i ringraziamenti agli enti sostenitori, il presidente di Confcooperative e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Maurizio Gardini, sottolineando l’importanza di dare visibilità ai musei San Domenico specialmente in occasione di questa nuova mostra. Essere Umane, secondo Gardini, è un’opportunità per vedere coniugate l’eccellenza delle artiste e il percorso creato dai curatori, un modo per dare spazio e rilievo al protagonismo femminile che in questa mostra permette di vedere i grandi eventi della storia attraverso una nuova lente.

Il valore della mostra I due grandi obbiettivi della mostra sembrano essere elevare l’offerta socioculturale della zona attraverso rassegne di qualità ma anche la promozione dei prodotti del territorio circostante per aggiungervi un valore economico. Interviene l’assessore al turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini per augurare buon lavoro e successo alla combinazione di linguaggi evocata dalla mostra e in cui la regione ha creduto fermamente. Corsini afferma: “Sostenere questa iniziativa non solo rende onore alla qualità dei pezzi in esposizione ma rende ancora una volta Forlì un polo culturale trainante per la regione, utile al settore turistico e alla promozione del buon vivere”. Il sindaco Gian Luca Zattini rivela poi quale grande soddisfazione sia stato per la città riuscire a portare avanti la mostra nonostante le difficoltà dovute al Covid e riuscire a trasmettere una sensibilità più piena grazie al contributo delle donne reporter selezionate per la mostra. “Questa rassegna e quelle future mostrano come la città sia intenzionata ad investire in progetti a vocazione culturale, sia per il loro valore intrinseco sia per creare volano economico e potenziare il turismo”, spiega Zattini.

La struttura

Walter Guadagnini, curatore scientifico e definito “motore della mostra”, offre una chiave di lettura per la mostra. Ogni fotografa verrà rappresentata con una decina di scatti, le autrici sono più di 30 e provengono dall’Italia e dal mondo. La struttura è tripartita tra il periodo dagli anni 30 ai primi anni del secondo dopoguerra, il periodo degli anni ‘50 fino agli anni ’70 e gli anni successivi fino al presente. “L’obbiettivo era di leggere in parallelo lo sviluppo di una serie di tematiche legate alla cronaca con lo sguardo di testimoni e interpreti privilegiate”, Guadagnini poi continua: “Non volevamo creare un enciclopedia, ma capire le fotografe che si sono impegnate nella narrazione del loro presente attraverso notizie storiche ma anche tramite la quotidianità”. Le artiste della mostra Essere Umane raccontano il mondo esplicitamente, le elaborazioni più astratte e artistiche, infatti, sono state escluse dalla rassegna, forse per lo sviluppo di una seconda puntata. Nell’ultimo periodo trattato è interessante vedere anche come le figure extra-occidentali trattate aumentino giustificatamente e acquistino più centralità dato il graduale ma non definitivo dissolversi di uno storico eurocentrismo.

Le fotografe nel dettaglio

Guadagnini approfondisce alcune figure, tra cui Gerda Taro che il curatore ama particolarmente per via delle sue immagini iconiche e di grande impatto visivo ed emotivo. Una figura emblematica che per via del suo stretto rapporto con il fotografo Robert Capa ha perso per alcuni anni il riconoscimento e la fama che le spettavano per essere menzionata molto più spesso come “la compagna di”. “Fortunatamente negli ultimi anni molte delle fotografie che erano state accreditate erroneamente a Capa sono state restituite di diritto alla loro creatrice”, spiega Guadagnini. Ma il curatore si sofferma anche su Lee Miller, con la sua narrazione diversa della guerra, non fatta di battaglie ma di conseguenze e ripercussioni, macerie e dolore, su Inge Morath e i suoi ritratti della società del boom economico e Susan Meiselas e le sue “Carnival strippers”. L’ultimo capitolo si fa palcoscenico per un mondo globalizzato con Dayanita Singh e il suo racconto dell’India e Cao Fei con il sud-est asiatico. Fabio Lazzari, ideatore della rassegna insieme a Monica Fantini, conclude la presentazione con un messaggio: “In un mondo ideale, in cui la qualità è l’unico metro di misura, questa mostra non avrebbe senso. Questo mondo, tuttavia, è ancora lontano e il mondo femminile ha ancora bisogno di essere messo in rilievo per documentare, smuovere e commuovere”.

Dida e credit, dall’alto:
Two models check their make-up, backstage at the Abyssinian Church, Harlem, New York, USA, 1950 © Eve Arnold/Magnum Photos.
Republican militiawoman training on the beach, outside Barcelona, 1936,  International Center of Photography, The Robert Capa and Cornell Capa Archive, Gift of Cornell and Edith Capa, 1986 – Courtesy International Center of Photography.
Lena on the Bally Box, Essex Junction, Vermont, USA, 1973
© Susan Meiselas/Magnum Photos
.

Per maggiori informazione sulla mostra, clicca qui.

Gwen Marletta

Nata a Bergamo e cresciuta tra le colline della Val di Chiana, al confine tra Toscana e Umbria. In Estonia per studi da ormai un anno ma pronta a tornare in Italia per l’imminente laurea e trovare la sua prima occupazione. Scrive per passione ormai dagli anni dell’adolescenza e si è avvicinata lentamente al mondo del giornalismo per poter comunicare le proprie idee e scoperte ad un pubblico più ampio della sola famiglia e degli amici. Laureata in lingue e presto in gestione dei sistemi turistici, si interessa nel tempo libero di pittura, fotografia e graphic design. Instancabile viaggiatrice e nomade per natura esplora il mondo da quando, a soli due anni, i suoi genitori le hanno fatto scoprire destinazioni quali Mauritius, Zanzibar e l’Egitto