Donne straordinarie, forti, rivoluzionarie: ecco i romanzi della nuova collana "Femminile Singolare"

Donne straordinarie, forti, rivoluzionarie: ecco i romanzi della nuova collana “Femminile Singolare”

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Milano, Italia.
Romanzi incentrati su donne coraggiose, rivoluzionarie, tenaci, straordinarie: è questa l’idea alla base della nuova collana «Femminile Singolare», diretta dalla scrittrice Sara Rattaro, che verrà inaugurata a maggio 2021. L’editore è Mauro Morellini. Prime uscite di questa serie saranno “Colette. Un sogno audace” di Nicoletta Sipos e “Wallis Simpson. Una sola debolezza” di Elena Mora, a cui seguirà, il prossimo agosto, “Lucia Bosè. L’ultimo ciak” di Laura Avalle, per poi attendere l’arrivo di ulteriori romanzi successivamente.

La nuova collana «Femminile Singolare» predilige da un lato l’ambizione letteraria e dall’altro adopera la narrativa come strumento per avvicinare al lettore figure di donne uniche e valorose, ma nel contempo umanissime nelle proprie scelte di vita. I romanzi infatti, come precisa Sara Rattaro, racconteranno di donne forti, significative ma anche poco conosciute o note solo per alcuni aspetti della loro vita; tipologie di donne differenti tra loro, non per forza perfette, non necessariamente rassicuranti. I primi titoli della collana sono stati affidati a nomi della letteratura e del giornalismo: si è scelto di dare voce a personaggi importanti, ma fuori dai riflettori, spesso messi in ombra da una figura maschile al loro fianco. È il caso della moglie di Oscar Wilde, la scrittrice Constance Lloyd, o di Gala, compagna di Paul Éluard prima e di Salvador Dalì poi. Vite interessanti, da conoscere e da esplorare, ma in una chiave narrativa, con l’obiettivo primario di realizzare romanzi appassionanti da leggere.

Elena Mora.
Foto piccola in alto Nicoletta Sipos

Nel 2021 la collana prevede 5 uscite:

• Nicoletta Sipos, Colette. Un sogno audace (maggio);

• Elena Mora, Wallis Simpson. Una sola debolezza (maggio);

• Laura Avalle, Lucia Bosè. L’ultimo ciak (agosto);

• Anna di Cagno, Gala Èduard Dalì. Per interposti uomini (settembre);

• Laura Guglielmi, Lady Constance Lloyd (ottobre).

La linea grafica delle copertine è curata dettagliatamente dall’artista concettuale Barbara Uccelli, che ha deciso di seguire la linea del simbolismo, riflettendo su come poter rappresentare queste donne in maniera univoca e cosa potesse correlarle nonostante le diversità. Viene scelta pertanto l’immagine del bicchiere, che ricorda il corpo di una donna, ossia elegante e trasparente ma al contempo fragile, da maneggiare con cura. La decisione in merito alla tipologia di bicchiere da rappresentare è legata in alcuni casi al contesto storico in cui la protagonista ha vissuto, in altri a degli aspetti caratteriali del personaggio.

La prima uscita prevista per inaugurare questa brillante e interessante collana è “Colette. Un sogno audace” di Nicoletta Sipos. Ecco come viene presentata l’opera: “Inseguì tra contraddizioni e ambiguità il sogno più audace per una donna del suo tempo: essere padrona di sé. Il primo marito la chiudeva a chiave per costringerla a scrivere, ma finì apprezzata da Proust, Cocteau, Gide. Diede scandalo danzando nuda al music-hall e per i suoi amori, ma si puliva del fango con un sorriso. Era raffinata, ma bazzicava i bassifondi. Creò cosmetici su consiglio di André Maginot – lo stratega che progettò la linea difensiva francese sfondata dai tedeschi nel 1940 – e dall’impresa fallita imparò a scrivere testi pubblicitari per le sigarette Lucky Strike e le automobili Ford. Voleva far frustare a sangue le femministe e chiuderle in un harem, ma rifiutò di entrare nell’Académie Française perché era preclusa alle scrittrici. Ebbe compagni che potevano essere suoi figli, ma ignorò la sua unica figlia dicendo che generazioni diverse non dovevano vivere insieme. Eppure la figlia, lei pure di nome Colette, si dedicò al culto della madre e volle essere sepolta accanto a lei. Ed è alla figlia che ho affidato il racconto per scavare nei fatti, della biografia della donna”.

Seguirà poi “Wallis Simpson. Una sola debolezza” di Elena Mora. Una storia che viene così introdotta: “Per lei, un re ha rinunciato al trono inglese. È grazie a lei che ora vi siede Elisabetta. Solo lei ha fatto più danni di Diana alla corona d’Inghilterra. Lei, ben prima di Meghan ha devastato i rapporti fra due fratelli. Ma chi era veramente Wallis Simpson? Come ha potuto una quarantenne americana, due volte divorziata, spiritosa e sgraziata conquistare il cuore di Edoardo VIII, il più affascinante principe di Galles della storia? Nel libro di Elena Mora colei che è stata la donna più odiata d’Inghilterra, ma a un passo da diventarne la regina, si racconta in prima persona. E le sue parole ricostruiscono la grande storia d’amore di cui è stata prima protagonista, poi prigioniera. Perché se sei una Cenerentola, e un principe si innamora di te, il lieto fine non è assicurato. “Una sola debolezza” è un punto di vista femminile su una storia raccontata sempre al maschile: e svela i retroscena più dolorosi, curiosi e piccanti di quella che in Gran Bretagna era stata definita “la più clamorosa notizia dopo la resurrezione di Cristo”.

Terza uscita ad agosto per il romanzo “Lucia Bosè. L’ultimo ciak” di Laura Avalle. Ecco l’introduzione alla lettura: “Da Miss Italia a musa di Visconti e Antonioni. La straordinaria vita di Lucia Bosè è costellata di successi e di cadute, come quando la casa in cui abitava da bambina, in un quartiere popolare di Milano, fu rasa al suolo sotto il peso delle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale. Quindi il fatidico incontro, appena adolescente, che farà di lei una stella del cinema… grazie a un marron glacé. Una carriera fulminante la sua, ma proprio al culmine della notorietà e della fama decise di ritirarsi dalle scene per amore di Dominguín, il più grande Torero di tutti i tempi, dal quale ebbe tre figli: Miguel Bosé, Lucia e Paola Dominguín. Lo seguirà fino in Spagna dove vivrà anche dopo il divorzio, evento che segnerà il suo ritorno al cinema con Fellini, Taviani e Özpetek. In queste pagine il ricordo del regista del suo ultimo film, che parla di una donna dei nostri tempi, forte, indipendente, libera e anticonformista, amante del blu e degli angeli. Una grande attrice, icona della bellezza italica, che si è spenta a marzo del 2020 – all’età di 89 anni – per Coronavirus e che nella vita ha sempre lottato, senza mai perdere la fiducia in un domani migliore”.

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Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Amante delle lingue e studentessa di Economia, adora viaggiare per scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. L’interesse per l’attualità e la politica sono sempre stati una costante nella sua vita fin da piccola: non a caso, è un’aspirante giornalista di cronaca presso un giornale della sua città.