CIVITA DI BAGNOREGIO: LA CITTA’ CHE MUORE

Scritto da Beatrice Caldovino on . Postato in Destinazioni, Weekend

Uno dei borghi più belli d’Italia, arroccato su di un suggestivo colle di tufo e abitato solo da gatti.

In provincia di Viterbo, nella cittadina di Bagnoregio, un ponte pedonale lungo 300 metri risulta l’unica via d’accesso per Civita, un antico borgo tra i più belli d’Italia, che si erge su un colle di tufo e d’argilla.
Questo piccolo gioiello è denominato “La città che muore” per l’effetto irrefrenabile di corrosione che coinvolge l’intero borgo.

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LE ORIGINI
Fondata ben 2500 anni fa lungo una delle vie più antiche d’Italia che congiungeva il Tevere al lago di Bolsena, ancora oggi rivela la sua origine etrusca con l’antica ragnatela urbana di cardi e decumani e con la piccola necropoli sottostante al belvedere di San Francesco. Gli etruschi fecero di Civita una fiorente città, favoriti dalla posizione strategica per il commercio, grazie alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione dell’epoca.
La maggiore testimonianza etrusca rimane il “Bucaione”, un profondo tunnel che incide la parte più bassa dell’abitato permettendo l’accesso alla Valle dei Calanchi.
Per fronteggiare il problema dell’erosione furono utilizzate opere che avevano il preciso scopo di proteggere Civita dai terremoti e dagli smottamenti, arginando fiumi e costruendo canali di scolo per il corretto deflusso delle acque piovane. I romani ripresero le opere dei loro predecessori, ma dopo di loro queste furono trascurate ed il territorio subì un rapido degrado che portò, infine, al suo abbandono.

DA VEDERE
All’interno del piccolo borgo si possono ammirare alcuni resti ottimamente conservati del periodo medievale. Nella piazzetta principale, a pochi passi dal portale d’accesso, si presenta l’alta facciata della Chiesa di S. Donato in stile romanico, sorta probabilmente sui resti della struttura di un tempio pagano, che custodisce un eccezionale Crocefisso ligneo di scuola fiamminga.

La maggiore attrattiva di Civita rimangono però le viuzze con le tipiche case basse dai caratteristici balconcini “profferli”, mentre altri luoghi d’interesse sono un mulino del XVI secolo, la casa natale di San Bonaventura e la porta di Santa Maria, con due leoni che tengono tra le zampe una testa umana, a ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi. Giunti al termine della via principale si può sostare presso la rupe orientale per ammirare lo stupendo scenario dei “ponticelli”, enormi muraglioni naturali in argilla, ultima traccia di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora cessato.

Per quanto Civita di Bagnoregio sia piccola e veloce da visitare, il tempo lo si passa anche volentieri seduti ad un tavolino rivestito dalla classica tovaglia a quadretti bianco e rosso, assaporando i piatti della tradizione accompagnati da un buon bicchiere di vino, in uno dei caratteristici ristorantini a conduzione familiare in cui anche i palati più esigenti troveranno pane per i loro denti.

Beatrice Caldovino

Foto ©Enrico Diviziani

 

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Beatrice Caldovino

Beatrice Caldovino

Nata a Frascati, deliziosa cittadina dei Castelli Romani dove è inevitabile lasciarsi incantare dalla cultura, dall’arte e dalla buona cucina. Ama viaggiare alla scoperta di cose sempre nuove, da raccontare con le parole e con le immagini. E’ felicemente sposata e impegnata nel volontariato (ma le due cose non sono collegate). Adora andare per mercatini dell’antiquariato con la speranza, spesso vana, di scovare qualche tesoro nascosto. L’unica cosa di cui si sorprende è di potersi ancora sorprendere.