“Convivia. Il gusto degli antichi”: alla scoperta delle abitudini alimentari del mondo antico al Lapis Museum di Napoli

“Convivia. Il gusto degli antichi”: alla scoperta delle abitudini alimentari del mondo antico al Lapis Museum di Napoli

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Cultura

UN INTERESSANTE E AFFASCINANTE PERCORSO ESPOSITIVO, UN MODO PER IMMERGERSI NELLA REALTA’ QUOTIDIANA DEGLI ANTICHI, FOCALIZZANDOSI IN PARTICOLARE SULLE ABITUDINI TIPICHE DELLA TAVOLA. UNA MOSTRA DA NON PERDERE: TRA LE BELLEZZE ESPOSTE, LA BOTTIGLIA D’OLIO PIU’ ANTICA DEL MONDO.

Napoli, Italia.

Un’interessante esposizione che porta indietro nel tempo, in particolare ai piaceri della tavola nel mondo antico: dal 28 giugno 2022 fino all’8 gennaio 2023, il Lapis Museum di Napoli, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, in Piazzetta Pietrasanta, ospita “Convivia. Il gusto degli antichi”, la mostra che racconta le abitudini alimentari nell’antichità, alle origini della nostra dieta mediterranea.

La mostra “Convivia. Il gusto degli antichi”

Un percorso ideato e curato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dalla prof.ssa Giovanna Greco, finanziata e promossa dalla Regione Campania, nell’ambito del Poc 2014-2020, attraverso la Scabec, in collaborazione con il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, il Lapis Museum, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, Naus Editoria.

“Convivia. Il gusto degli antichi” è curata da un comitato scientifico composto da Paolo Giulierini, Marialucia Giacco, Giovanna Greco, Gaetano Di Pasquale. Il progetto allestitivo e la direzione tecnica sono a cura di Ferdinando d’Agostino e Silvia Neri.

L’esposizione

La mostra si sviluppa attraverso due percorsi narrativi, volti a delineare il processo culturale che porta dall’agricoltura alla cultura del cibo. Ad accogliere i visitatori è l’ologramma di Plinio, che racconta dei suoli della Campania antica, dell’intensa coltivazione dei cereali, della grande varietà dei vigneti e dei fiorenti uliveti

Le sue parole trovano un effettivo riscontro nella Collezione dei Commestibili del MANN, caratterizzata da migliaia di resti di piante di uso alimentare. L’esposizione propone, tra i vari reperti, cereali come farro e orzo, olive e poi vinacce, cioè resti di spremitura del vino, che da poco si è scoperto essere materiale settecentesco e non di epoca romana. Uno dei fiori all’occhiello è indubbiamente la famosissima bottiglia di olio d’oliva, un reperto unico al mondo, considerata la più antica di sempre: si tratta di un’oliera, probabilmente inclinatasi nel corso della nota eruzione del Vesuvio, senza rompersi né perdere il suo contenuto. E’ stata ritrovata quasi sicuramente a Ercolano, nell’800, per poi essere conservata al MANN da almeno 200 anni.

La cultura del cibo e la manipolazione delle risorse alimentari sono state testimoniate grazie ai ricchi depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: qui, infatti, sono stati rinvenuti oggetti e vasellame che raccontano di come si conservano le risorse alimentari (con i grandi contenitori), di come si prepara il cibo nelle diverse forme di cottura (bollito, fritto, arrosto) e di come si imbandisce la tavola. 

Il vasellame selezionato ricompone una completa batteria di pentole; un ambiente destinato alla cucina viene invece ricostruito in forma virtuale. Il servizio per il consumo a tavola è composto da vari tipi di piatti, brocche, bicchieri, fruttiere, contenitori per salse, olio, aceto, sale e pepe. Numerose sono anche le riproduzioni di affreschi e pitture che illustrano la varietà dell’alimentazione antica: saranno descritti i menù, le ricette, le diverse qualità di pane e panettoni dolci. Infine, una carta dei vini con il suo prezzario offrirà uno spaccato sui costi della spesa quotidiana in una città vesuviana. Una finestra è dedicata al consumo del vino alla greca, proponendo il tema del simposio con tutto il set di vasellame adoperato appositamente per la cerimonia conviviale. 

Il racconto espositivo della mostra, arricchito dalla lettura di testi antichi, vuole illustrare a grandi linee quello che doveva essere lo stile alimentare nella società antica, radicato essenzialmente nel privilegiare il consumo di cereali, formaggio, pesce, olive, verdure e legumi. Le carni rosse, invece, non sono indicate nella dieta quotidiana: i resti ossei recuperati attestano il consumo di pollame o animali da caccia.

Le ricette, le carte dei vini, le diverse qualità di farinacei regalano uno spaccato completo della vita quotidiana e dell’alimentazione giornaliera, menzionando abitudini che ancora oggi sono presenti nei nostri mercati.

Info

La mostra rientra nel circuito campania artecard, il pass turistico della Regione Campania che offre l’opportunità di visitare i principali luoghi della cultura regionali e di viaggiare a bordo del trasporto pubblico locale.

Per maggiori informazioni, consultare www.lapismuseum.com

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.