Inaugurato sabato 28 marzo alla presenza del sindaco Paolo Pilotto e dell’assessore alle Politiche Sociali Egidio Riva, il primo ostello della gioventù di Monza, realizzato negli spazi storici del Carrobiolo. L’obiettivo è creare un sistema economico alternativo in grado di produrre ricavi da reinvestire nello sviluppo di progetti educativi e per i giovani, con una visione innovativa del Terzo Settore, in cui l’attività economica diventa uno strumento per generare valore sociale sul territorio.
Monza, Italia.
Taglio del nastro per il primo ostello per la gioventù del capoluogo della Brianza.
Sabato 28 marzo, alla presenza delle autorità cittadine e con la benedizione di padre Davide Brasca, priore del convento del Carrobiolo, si è inaugurato il Carro Hostel, nell’elegante palazzina in vicolo Scuole 5, alle spalle dell’Impresa sociale Il Carro.

Complesso del Carrobiolo
Il complesso del Carrobiolo (nome che troneggia sulla facciata liberty del nuovo ostello) risale al 1232, anno in cui venne edificata la Chiesa di Santa Maria del Carrobiolo, allora appartenente all’Ordine degli Umiliati.
Dopo la soppressione dell’ordine nel 1571, il convento e la chiesa furono affidati ai Padri Barnabiti, che da allora sono rimasti custodi di questo luogo caratterizzandolo con il loro carisma improntato all’educazione e alla cultura e con il valore dell’ospitalità.
Primo oratorio della città
Al Carrobiolo nasce nel 1822 il primo oratorio della città animato negli anni successivi da padre Luigi Villoresi figlio del sovrintendente alla realizzazione dei Giardini della Villa Reale e fratello dell’ingegnere da cui prende il nome il famoso canale di irrigazione.
Tra i ragazzi di quell’oratorio anche il giovane Luigi Talamoni, patrono della Provincia di Monza.

Impresa sociale Il Carro
Oggi, da oltre trent’anni, l’ex oratorio è sede dell’Impresa sociale Il Carro, già Associazione Antonia Vita, impegnata nel campo dell’educazione e dell’inclusione sociale, che ha fortemente voluto il nuovo ostello.
Ogni anno i suoi progetti coinvolgono oltre 200 giovani e circa 150 famiglie, grazie al lavoro di educatori professionali e alla rete di insegnanti e volontari che anima il Sistema Carrobiolo.
B&B Carro Rooms e Progetto Abitare
Su questa storia educativa l’impresa sociale ha di recente ampliato le proprie attività anche nell’ambito dell’ospitalità con il B&B Carro Rooms, rapidamente diventato un punto di riferimento per chi cerca un’accoglienza curata nel cuore di Monza e il Progetto Abitare in cui oltre al posto letto vengono offerti servizi di sostegno e orientamento, sempre con l’obiettivo di coniugare sostenibilità economica, inclusione, educazione e cultura.

Carro Hostel
Dopo due anni di gestazione, ha visto la luce l’ultimo tassello di questo sistema di accoglienza: il Carro Hostel, con 50 posti letto, organizzati in quattro camerate, quattro camere prenotabili anche singolarmente e due mini appartamenti destinati all’housing sociale, pensati per offrire soluzioni temporanee a persone che attraversano momenti di fragilità abitativa.
Quest’ultimo intervento è stato possibile grazie al contributo di Fondazione Cariplo. L’ostello è stato realizzato a seguito di convenzionamento con la Amministrazione Comunale di Monza.
Accento Educativo
“Sono molto soddisfatta che nel corso dell’inaugurazione l’accento educativo sia stato nella giusta misura rispetto alla parte imprenditoriale“, ha dichiarato Simona Ravizza, direttrice dell’Impresa sociale Il Carro.
“Abbiamo fatto animare alcune stanze dai ragazzi del Carro, leggevano le loro poesie, con cui hanno partecipato a un concorso di poesia cittadino, il nostro gruppo teatrale ha recitato due testi con la storia del Carro. Nelle camere ci sono le foto dei ragazzi e riquadri con accenti cromatici che narreranno agli ospiti le loro attività (la bellezza, l’attività sportiva, ecc)”.

Perception design
La riqualificazione degli spazi e lo styling cromatico sono stati progettati dall’architetto Aldo Bottoli, perception designer che da anni studia il rapporto tra architettura, colore e comportamento umano: il colore diventa uno strumento capace di orientare, accogliere e generare benessere.
La direzione lavori invece è stata affidata all’architetto Giorgio Ripa e l’esecuzione dell’intervento alla cooperativa sociale F.A.T.A.
Save the children
“Raffaella Milano, direttrice Ricerca di Save the children ha ricordato il nostro impegno congiunto in difesa dell’infanzia e dell’adolescenza, l’ho apprezzato molto“, ha sottolineato Ravizza.
Quartetto Golberg
“Ha impreziosito la giornata un breve concerto da camera del Quartetto Goldberg: sono stati fantastici, disponibilissimi; suonare con la gente che ti cammina intorno, che si muove non è banale ma hanno capito il senso della giornata e si sono inseriti perfettamente nello spirito del progetto”.

La mission
La direttrice dell’impresa sociale spiega i progetti per il futuro: “La nostra mission è per lo più scolastica, didattica ma stiamo investendo per fare formazione agli operatori, affinché a loro volta possano condurre i ragazzi attraverso percorsi di formazione al lavoro: vogliamo che la parte di accoglienza a ciclo continuo diventi un tirocinio”.
La reception
“La reception già ora è affidata a ragazzi giovani e anche a una receptionist senior che si occuperà della gestione in qualità di referente della struttura. E poi vogliamo continuare a portare il nostro cuore nelle stanze; il progetto è anche loro, per loro”. A tendere, l’ostello proporrà, a latere della pura ospitalità, tornei sportivi e attività culturali aperte sia agli ospiti della struttura sia ai ragazzi del Carro.
“I ragazzi oggi sono stati bravissimi – ha aggiunto con una nota di orgoglio Ravizza –Sono stati a piombo, perfetti, non avrei potuto essere più soddisfatta di così”.

Housing sociale
Il progetto di housing sociale finanziato da Fondazione Cariplo è un altro capitolo: “I due appartamenti di housing sociale sono una super scommessa, dentro, non a parte. Puntiamo a nuclei famigliari con ragazzi in proseguio amministrativo, ovvero tra i 18 e i 21 anni, e nuclei famigliari con bambini piccoli. Nelle immediate vicinanze ci sono la mensa, il doposcuola, la scuola, attività per adolescenti di conciliazione, un insieme di servizi davvero strategico. L’ambizione è amalgamarli con il resto del pubblico pagante”.
Alzare la linea di galleggiamento
“Ci saranno dei problemi? Sì. Li gestiremo. Se no, facciamo la casetta in fondo al cortile con le mamme e i bambini, da non disturbare, come dicevano a me quando andavo a scuola e giocavo all’intervallo. È stato così per quarant’anni: non è un giudizio, era così, c’era una certa sostenibilità sociale, ora è cambiata la lettura, sono cambiati i tempi, va cambiato anche il punto di vista. O alziamo la linea di galleggiamento o andiamo tutti allo sprofondo”.
Photo Roberto Sala




