Caccia al Tesoro negli Abissi del Mar della Malesia

CACCIA AL TESORO NEGLI ABISSI DEL MAR DELLA MALESIA

Scritto da clarissa rollo on . Postato in Coppia, Destinazioni, Itinerari, Single, Turismo

Tanti e tanti anni fa, nel lontano 1988, una banda di pirati attaccò con un’azione di guerriglia vera e propria la città di Lahad Datu sull’ isola di Saba (Malesia). Fuggirono con due sacchi di denaro e lasciarono dieci morti sul terreno. I pirati prosperano lì dove il mare brilla. Ma oggi noi ci armeremo di ascia, sciabola, mano ad uncino e, negli abissi del Mar della Malesia, cercheremo di trovare il più grande tesoro che l’uomo abbia mai conosciuto.
Issate le vele, all’arrembaggio!

Malesia.
Il vascello leva l’ancora, si salpa verso l’avventura, vento in poppa per la rotta, direzione isole della costa orientale della penisola. La Malesia è un’enorme frullato dell’Oriente. Si trovano templi buddisti e indù, moschee damascate, che ci fanno rivivere le favole delle mille e una notte, coloratissimi quartieri cinesi, tramonti che incendiano il cielo e il mare che ti ruba le parole e ti lascia senza fiato.
Corpo di mille balene! Guardate cosa si mostra ai nostri occhi!

Pulau Redang, un’isola galleggiante del Mar Cinese Meridionale al largo delle coste di Terengganu. Inseguiamo i pesci nelle loro case con la speranza che possano portarci al bottino, ad un certo punto i raggi del sole di mezzogiorno trafiggono l’acqua e creano scintille di vita nei fondali marini, forse siamo arrivati al tesoro. Con i gomiti alti e le mani che spingono l’acqua continuiamo a cercare, ma oltre ad anemoni, coralli brillanti e pesci variopinti sembra non esserci altro. Essendo così preziosa quest’isola la pesca non è consentita poiché è riconosciuta ufficialmente come parco marino. E guai a toccare le case dei pesci che arrivano i vispi squali e ti privano di un braccio, se ti va bene. Il fiato finisce ed una scia di profumo lasciato da una leggendaria principessa vissuta nel passato ci conduce alla spiaggia di Pasir Mak Kepit, una spiaggia incantata dalle acque cristalline.
Ciurma! Il veliero riparte alla volta di…

Le isole Perhentian
Si dice che queste isole, dal nome “Perhentian” in lingua malese “fermata” o “luogo di sosta”, siano state tappa per i mercanti del mare tra la vicina Thailandia e la Malesia. Le barche dei commercianti provenienti tra Bangkok e la Malesia sostavano nelle isole prima di recarsi sulla terraferma. Ed il bottino può essere che sia proprio qui.
Le due isole principali sono Perhentian Besar e Perhentian Kecil (rispettivamente “Grande” e “Piccola” in lingua malay). Le Isole Perhentian appartengono al Parco Nazionale Marino di Redang, isola principale del gruppo. A piedi nudi saliamo sulle spiagge bianche di sabbia corallina e spinti verso il fondo balliamo con le tartarughe, ammiriamo il movimento rilassante delle meduse, ci scontriamo su coralli colorati con tonalità rosate e violacee e avvistiamo piccoli squali innocenti. Le acque limpidissime dell’isola dovrebbero permetterci di scorgere il nostro tesoro anche fuori dall’acqua, ma di esso neanche l’ombra. Con la mano sulla fronte in segno di vedetta ammiriamo un lontano faro illuminante, saliamo su una barca ed arriviamo sull’isoletta di Pulau Lang Tengah collocata fra l’isola di Perhentian e l’isola di Redang.

Le protagoniste di quest’isola sono le tartarughe, in quanto tendono a nidificare e inoltre vi è anche presente un apposito centro di assistenza in cui poter fare volontariato e seguire questo emozionante processo. Come aquile (“Lang”) che si riposano sull’isola centrale (“Tengah”), così noi ci lasciamo dondolare da una leggere brezza come se fossimo su un’altalena sul mare ed ascoltiamo la pace ed il silenzio di un posto lontano dal turismo abituale.
Continueremo a far vela sino ai confini del mondo pur di trovare il prezioso forziere.

Da lontano attraverso il cannocchiale avvistiamo i baffi del mare venirci incontro, il nostro veliero viene così trascinato da una forte corrente d’aria verso un’isola molto piccola, Pulau Tenggol.

I venti così forti permettono solo ai subacquei di grande esperienza di poter ammirare i suoi fondali intarsiati di meraviglie. Armati di bombola, pinne e maschera ci tuffiamo “nel blu dipinto di blu”. I pochi resort, composti da tipiche capanne di legno sulla spiaggia e sentieri naturali dove poter fare trekking fanno di quest’isola un posto ideale per immergersi nella natura e purificarsi dal grande caos.

L’avventura continua, la barca riparte sino a quando…
“Fermi tutti!”
Dall’albero maestro scorgiamo dell’oro incastrato in una distesa di coralli rosa. Il colore arancione del cielo si estende sino all’acqua del mare e al fondale marino, le palme ondeggianti cospargono nell’aria un brillio magico, siamo sicuri di aver trovato il tesoro. Ci troviamo a circa 6 chilometri dalla costa di Marang a Pulau Kapas. In fondo al mare, dopo aver salutato pesci, tartarughe, coralli iniziamo a farci strada verso l’oro che dal punto più alto del veliero abbiamo avvistato. Tra coralli e conchiglie di ogni tipo capiamo che quel giallo abbagliante era il sole che si stava preparando per tuffarsi in un oceano di luce. Niente tesoro!

L’atmosfera di quest’isola è assolutamente rilassata, qui l’unico svago sono la dolcezza dei tramonti.
Salpiamo verso l’ultima isola della nostra spedizione, una tra le destinazioni di viaggio più spettacolari del sud-est asiatico, con una natura rigogliosa, casa di farfalle, cervi, scimmie, iguane e di una ricchissima fauna marina, Pulau Tioman.

Ultima speranza per la nostra fortuna d’oro sono le acque cristalline colorate da pesci esotici come il pesce pappagallo, il pesce scorpione, il pesce napoleone, lo squalo pinna nera, il pesce vela, delfini e in alcuni periodi dell’anno anche gli squali balena, che usano questa zona per le loro migrazioni. Uno dei punti più indicati per questo genere di avvistamenti è il piccolo isolotto Palau Rengi, che fa parte del parco marino che si trova di fronte al Berjaya Hotel. Qui ci immergiamo ed iniziamo la nostra caccia al tesoro. Scopriamo l’esistenza del Clarias Batu, una variante di pesce gatto che per le sue particolarità distintive sembra esista solo sull’isola di Tioman. Sotto le acque di questo paradiso ecologico da tinte caleidoscopiche ne riemergiamo con dei nuovi occhi. Incantati dall’etereo luogo che ci circonda veniamo a contatto con usi e costumi locali e da un anziano malese ci viene raccontata una favola del luogo: La leggenda della Principessa-Drago. Si narra che la Principessa-Drago, in viaggio verso Singapore, si sia innamorata di queste acque e decise così di fermarsi, trasformandosi nell’isola di Tioman. Ancora oggi è lì che dorme beata, cullata e coperta dalle acque del Mar della Malesia e i giganteschi varani che abitano l’isola sembrano esserne i guardiani. Così noi decidiamo di addormentarci qui e di rimanere fino a quando non avremo trovato il prezioso tesoro.

“E ti prendono in giro se continui a cercare, ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!”

Per maggiori informazioni contattate la vostra agenzia viaggi, entrate nel nostro sito ufficiale http://www.malaysia.travel/it-it/it e seguiteci anche su Facebook Turismo Malesia.

Foto courtesy by Turismo Malesia


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clarissa rollo

clarissa rollo

Foggiana da Foggia, non per Foggia e neanche per i foggiani ha alzato i tacchi ed ora si trova a ballare, scrivere, recitare e viaggiare nella bellezza solenne di Roma. Adulatrice del sole, sempre alla ricerca di quell'ultimo raggio caldo che le può dorare il viso, ha iniziato ad andare "A Caccia di Sole" poco tempo fa, con l'apertura del suo blog (https://acacciadisole.blogspot.com/). Inseguendo la sua curiosità si é diplomata in Regia, Recitazione e Drammaturgia all'Accademia STAP Brancaccio di Roma, per colpa di quella curiosità si é laureata alla Sapienza in Arti e Scienze dello Spettacolo e con una valigia carica di curiosità, viaggia. Che la curiosità sia con voi!