Un viaggio alla scoperta di Budapest, una perla nata sulle sponde del Danubio. Una città intrisa di storia imperiale e contemporanea, con attrazioni a misura di ogni tipo di viaggiatore. Il racconto di un breve viaggio tra edifici maestosi e culture eterogenee che hanno plasmato uno stile di vita.
Budapest, Ungheria.
La città a portata di mano
Budapest è come un vestito elegante che va bene su tutto. In qualsiasi stagione sprigiona un lato della sua bellezza: dai toni fiabeschi della neve d’inverno all’esplosione del suo profilo imperiale in primavera. Io l’ho scelta per il mese di giugno e nei due giorni a disposizione ho deciso di scoprirla interamente a piedi. Difatti, nonostante i suoi quasi due milioni di abitanti, Budapest è una capitale che si mostra senza tanta fatica. Tutte le principali attrazioni sono a poca distanza tra loro. Per questo, munitevi di una mappa con i siti imperdibili, scarpe comode e non vi resterà che unire i punti!

Il fiume che divide e che unisce
Già guardandola dall’alto offre un chiaro segno distintivo. Una vena che la attraversa nel pieno cuore urbano. E’ il Danubio che la divide in due parti Buda e Pest. Inizialmente erano collegate da un ponte a chiatte che veniva rimosso alla fine delle stagioni calde, creandone di fatto l’isolamento durante l’inverno. Per poter partecipare fisicamente alla loro unione, cominciate il vostro itinerario dal celeberrimo Ponte delle Catene. Attraverserete un simbolo della perfezione ingegneristica ed artistica. Fu fortemente voluto dal conte István Széchenyi, di cui porta il nome, e inaugurato il 1849. Venne bombardato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale per bloccare l’avanzata russa, per poi essere di nuovo operativo nel 1949. Vi sentirete un po’ osservati. Infatti alle due estremità del ponte, su ciascun lato, troneggiano dei leoni. Osservateli bene…c’è una parte che manca, e sul motivo aleggia ancora il dubbio.

Per una pausa enogastronomica
Attraversato il ponte, entrate nel Központi Vásárcsarnok, il mercato coperto più grande della città, con i suoi centottanta stand distribuiti su diecimila metri quadrati. Nella struttura in ferro con il tetto in maioliche in puro stile ottocentesco, lungo i suoi tre piani troverete prodotti enogastronomici del territorio e spunti per dei souvenir.
Dopo esservi rifocillati, affrontate la piccola scalata che vi condurrà al Castello di Buda. Lo sforzo sarà ricompensato da una vista mozzafiato. Grazie infatti alla sua posizione collinare sarete perfettamente elementi e protagonisti del quadro che vi si staglierà di fronte, di cui faranno parte Pest, il Parlamento contornato dalle acque del fiume e le linee dei suoi ponti. Dichiarato Patrimonio dell’Unesco, il Castello fu ideato come fortezza per difendersi dagli attacchi nemici, per poi divenire residenza della famiglia reale. A seguito dei bombardamenti durante la Grande Guerra, venne riscostruito con un chiaro stile barocco, ed oggi ospita le sedi della Galleria Nazionale Ungherese, il Museo Storico di Budapest e la Cappella Reale. Comunque…se volete godervelo senza sforzo, è raggiungibile anche con una ardita funicolare.

L’arte della religione
Una volta riscesi, ritagliatevi un momento di spiritualità. Di qualsiasi religione siate, Bucarest per la sua storia ed i popoli che ne hanno fatto la propria creatura, diversi sono i luoghi di culto che potrete onorare. Una di queste è la Basilica di Santo Stefano, inaugurata nel 1905 e dedicata a Santo Stefano d’Ungheria, primo re del Regno. I suoi numeri già rendono l’idea di quanto possa mostrarsi a voi maestosa ed imponente. Al suo interno può ospitare fino a ottomila fedeli, la sua cupola è alta novantasei metri e nella torre sud è stata installata la campana più grande del Paese, che risuona solo due volte l’anno, il 20 agosto, data dell’inaugurazione e il 31 dicembre.

Purtroppo Budapest per la forte componente ebraica è stata – anch’essa – testimone delle azioni debellanti naziste. Una traccia da ricordare, anche grazie al Memoriale degli ebrei ungheresi sul Danubio, noto anche come Le scarpe sulla riva del Danubio, e alla Sinagoga di Budapest. Qui vi immergerete nella bellezza dei suoi elementi decorativi, ma anche nel dolore di un popolo. Nelle aree esterne infatti sono conservate ventiquattro fosse comuni di ebrei uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale, commemorate anche grazie al salice piangente della memoria realizzato in metallo.

Il manifesto di Budapest
Nonostante i piedi regalino allo sguardo continui angoli nascosti di un fascino identitario, non potevo concludere questo smart tour con la luce di meraviglia che si imprime negli occhi e nel cuore aprendo lo sguardo al Palazzo del Parlamento. Indiscusso simbolo della città, costruito tra il 1885 e il 1904 come rivalsa per la rinascita del popolo ungherese, oggi è la sede dell’Assemblea nazionale Ungherese. Il punto più alto misura novantasei metri, gli stessi della cupola della Basilica di Santo Stefano, a dimostrazione della parità del potere religioso e di quello civile.
Budapest è una città che si lascia vivere. Tutto scorre con equilibrio, eleganza e funzionalità. Apre i suoi spazi a tutti, da chi ama il divertimento a chi preferisce la lentezza immersiva della storia e dell’arte. Se come me amate il running esplorativo, già dalle prime luci del giorno potete apprezzare la sua freschezza, con il verde dei suoi parchi, la cura con cui si abbellisce ogni angolo di quartiere, giovani già in marcia, e locali che sprigionano profumi di bontà.
Budapest è una città per tutti e per tutti i sensi.
Testo e foto a cura di Carmen Marinacci




