Voluto dall’ex presidente Giscard D’Estaing, Vulcania è la città dei vulcani e della scienza. Un po’ tempio scientifico, un po’ parco giochi, dove la geologia diventa showbiz.
Vulcania, Francia.
A St. Ours – les – Roches, quindici chilometri da Clermont Ferrand, nell’Alvernia, patria di Maigret e di Vercingetorige e sede storica della Michelin, sorge Vulcania, il primo parco europeo didattico-ludico interamente dedicato ai vulcani. Non a caso; il complesso, unico al mondo, è nel cuore della più grande regione vulcanica francese: qui milioni di anni addietro grandi crateri -oggi spenti, ma ancora visibili- scuotevano la terra. Vulcania presenta in modo interattivo una sintesi delle conoscenze attuali sui vulcani e in generale sulla geologia, conducendo i visitatori in un più che virtuale viaggio al centro della Terra.
Come? Mettendo in scena con proiezioni e vampe di calore grandi fenditure di lava rosso incandescente; o facendo provare, grazie a uno speciale schermo di 415 metri quadrati e a terremoti simulati, l’emozione di un’eruzione vulcanica, come se ci si trovasse sull’orlo del cratere. Avvalendosi di sistemi altamente sofisticati e collaborando con le più autorevoli fonti scientifiche del campo, Vulcania è diventata un punto di riferimento per gli appassionati e gli esperti della materia, geologi e vulcanologi.
«Vulcania è una struttura ricavata negli strati della lava basaltica, e non c’è segno di confine tra edificio e paesaggio», commentava Hans Hollein, l’architetto cui fu affidata la costruzione dell’opera in collaborazione con l’architetto paesaggista Gilles Clément e lo scenografo della “Cité des sciences” Rainer Verbizh. Da questa felice sinergia, fondata sulla scelta di trattare i fenomeni vulcanici radicandoli nella memoria della terra (essendo per tre quarti sotterranea, la costruzione si integra appieno col luogo), è sortita una struttura in perfetta armonia con il paesaggio circostante. Paladino del progetto fu l’ex presidente francese Valéry Giscard d’Estaing, determinato a modernizzarne l’immagine permettendo così alle strutture turistiche regionali di compiere un salto di qualità. Così come la piramide del Louvre ha immortalato Mitterand e il Beaubourg il suo predecessore Pompidou, Vulcania rappresentava per Giscard il segno indelebile del suo passaggio.
Per chi ha intezione di fare una pausa a soli pochi minuti l’ottimo ristorante “Mazayes”, cucina del territorio accompagnata da un’ottima selezione di vini. Inoltre escursionismo e scoperte, patrimonio dell’Alvernia: mountain bike, giri in mongolfiera, equitazione, golf nelle vicinanze e a pochi minuti da Vulcania Per alloggiare (sempre in zona) “Le relais des Puys”, nato nel 1795, arrivato oramai alla settima generazione: l’edificio ha la forma di un tronco di cono culminante a ventotto metri di altezza, coperto da rocce vulcaniche; e impressionante è l’interno, una discesa agli inferi lungo le pareti di un vertiginoso cratere profondo trentacinque metri, lungo la “galleria del rimbombo”, “il tunnel di lava”, ricavato da un’antica colata, e il “teatro dell’universo”, per concludersi nel giardino vulcanico, un’immensa serra di piante esotiche e felci arborescenti, graminacee dell’emisfero meridionale e altre specie che crescono rigogliose sui suoli vulcanici.
Testo e foto Carlo Ingegno








