Banquet, un’esperienza multisensoriale nel cuore di Parigi

Banquet, un’esperienza multisensoriale nel cuore di Parigi

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in Appuntamenti, Cultura

La mostra Banquet, dal 16 novembre al 7 agosto presso la Città delle Scienze e dell’Industria di Parigi, coinvolge il pubblico in un divertente e istruttivo viaggio nel mondo della cucina, tra scienza, storia, moda e cultura. Originale e decisamente attuale. Presso la Cité des sciences et de l’industrie, il più grande museo della scienza d’Europa, numerose mostre temporanee e permanenti, eventi speciali per adulti e tantissimi laboratori per bambini, a cui è specialmente dedicata una vasta area del museo.

Parigi. Francia.
Non solo cibo. La mostra Banquet, visitabile fino al 7 agosto presso la Cité des sciences et de l’industrie di Parigi, celebra l’anniversario dell’inclusione del gastronomic meal of the French da parte dell’Unesco tra i patrimoni culturali dell’umanità, avvenuta esattamente 11 anni orsono. E lo fa con un’esposizione decisamente interattiva nella quale un felice incontro tra scienza, arte culinaria, interventi di grandi chef, storia e food style coinvolge il visitatore in un’esperienza divertente e istruttiva.

Con la supervisione di Bruno Maquart, presidente dell’Universcience (istituzione nata nel 2010 con l’obiettivo di ispirare quante più persone ad essere curiose del mondo che le circonda ed approcciarlo attraverso la scienza) la mostra è un viaggio in tre tappe: attraverso la cucina, la amuse bouche (che è quasi intraducibile ma somiglia molto ad “antipasto”) e il banchetto vero e proprio. Con la collaborazione degli chef Thierry Marx e Raphaël Haumont

A tratti favolistica, a tratti tecnica, il visitatore attraversa le sale dell’esposizione tra mestoli danzanti, meravigliosi esempi di cake design e video in cui quotati chef offrono brevi lezioni di tecnica culinaria. Con la guida esperta di cuochi e scienziati gli utenti possono provare, letteralmente, a montare la panna, stendere correttamente una pasta sfoglia, scegliere le giuste composizioni di elementi e alimenti rispettando la piramide alimentare, scoprire come far cuocere correttamente un uovo, distinguere profumi e sapori, scoprendo quanto gusto e olfatto siano collegati e quanto invece la vista spesso porti fuori strada. 

Possono anche esplorare i banchetti della storia, attraverso una curata ricostruzione in immagini e pannelli esplicativi, dall’antica Grecia al Medio Evo, dai grandi banchetti dei repubblicani del XVIII secolo agli incontri politici a tavola del 1847 che portarono alla caduta della monarchia e all’avvento della Seconda Repubblica, dal grande banchetto per la prima Esposizione universale del 1900 fino ai giorni nostri. 

Ma soprattutto possono loro stessi sedersi ad un banchetto, in una stanza fuori dal tempo, in cui immagini, suoni e profumi invadono la scena e accompagnano il visitatore attraverso fondali marini e perfette mise en place, ortaggi freschi e splendidi dessert che richiamano i pianeti, storia e cultura. Abbracciati a 360 gradi. Ci si alza con un forte profumo di aragosta nelle narici e una spiccata sensazione di appetito sulle papille gustative.

Apprezzatissima dal pubblico, soprattutto dai piccoli visitatori del museo, di casa alla Città delle scienze e dell’industria, che prendono letteralmente d’assalto le postazioni interattive della mostra: specialmente quella in cui si fanno assaggi di pregiati cioccolati.

Moltissime le proposte al momento in mostra alla Città. Tutte, anche, a misura di bambino

Famiglie e scolaresche frequentano quotidianamente il museo – racconta Romain Pigenel direttore della comunicazione – è un po’ il loro museo. Ultimamente anche il pubblico adulto sta aumentando. La zona urbana è stata rivalutata e non sembra più tanto lontana dal centro di Parigi. Riscuotono molto successo gli “eventi speciali” che organizziamo al museo, soprattutto la sera, particolarmente incentrati sulla musica. È piaciuta moltissimo l’iniziativa dei “party silenziosi”: i visitatori sono provvisti di cuffie wireless e possono visitare ogni esposizione muovendosi liberamente tra le sale del museo e ascoltando silenziosamente la performance live di un dj che fa qui il suo dj set. È affascinante da vedere”. 

Siamo molto fieri della mostra Banquet” – ha aggiunto Michèle Antoine direttrice del museo, che scherza: “Finalmente i tour turistici iniziano a includere nei loro itinerari anche la Cité, non soltanto il Louvre, la Tour Eifell o al limite le Gallerie Lafayette! Personalmente sono molto felice anche della mostra dedicata a Abu Bakarr Mansaray, un giovane artista della Sierra Leone, molto talentuoso, di cui mi è appena arrivato il catalogo, fresco di stampa. Lui disegna favolose macchine meccaniche nel dettaglio, tra tecnica e fantasia”.

Colorato, interattivo, sfaccettato, il museo offre anche il valore aggiunto di guide esperte e gentilissime

Facenti parte della Citè anche il bellissimo cinema in 3d Luis-Lumière a forma di grande sfera specchiata, il planetario e l’auditorium con pregievoli spettacoli. La Cité è situata nel Parc de la Villette, nel XIX arrondissement, insieme alla Città della Musica e al Conservatorio nazionale superiore di musica e di danza di Parigi

Nello stesso parco anche una vera chicca: il ristorante Ventrus, dalla forma morbida e arrotondata propria di un ventre, appunto, che ha appena mangiato, e dai materiali naturali e completamente riciclabili ma – ed è la cosa più curiosa – anche totalmente mobile. Stanzia nel Parc de la Villette per accogliere i visitatori della Cité e tutti i coloro che ne apprezzano la cucina ma è pronto a chiudere le porte, sollevare i sostegni e ripartire.
Photo Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.