Alla scoperta di Napoli Sotterranea: un luogo suggestivo e affascinante nel cuore del centro storico

Alla scoperta di Napoli Sotterranea: un luogo suggestivo e affascinante nel cuore del centro storico

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Cultura, Weekend

STORIA, FASCINO, CULTURA CARATTERIZZANO NAPOLI SOTTERRANEA, UN PERCORSO MOLTO INTERESSANTE NEL CUORE DEL CAPOLUOGO PARTENOPEO. UN VIAGGIO NEL PASSATO, UN MODO PER RISCOPRIRE UN MONDO CELATO MA PARTICOLARMENTE VISSUTO: L’INGRESSO E’ NEL CENTRO STORICO, IN PIAZZA SAN GAETANO N° 68.

Napoli, Italia
Un viaggio nell’antichità, una discesa sotterranea che profuma di storia, cultura, vita vissuta. Un’area cristallizzata, sospesa nel tempo, in cui il passato ancora si fa sentire fortemente. Napoli Sotterranea è un percorso che conduce in una zona della città più celata, un mondo che si estende sotto i nostri piedi e che splende di bellezza e fascino.

La riscoperta di un patrimonio raro, se non unico nel suo genere; opere di grande ingegneria civile, lasciate a lungo in abbandono e oggi recuperate a nuova vita grazie al sapiente lavoro di Napoli Sotterranea: una vera e propria avventura attraverso luoghi indescrivibili, suggestivi, tutti da scoprire.

L’importanza della Associazione per Napoli Sotterranea

Da oltre 30 anni, Napoli Sotterranea offre escursioni nei luoghi più affascinanti e suggestivi del ventre della città. I membri dell’Associazione sono impegnati, senza aver mai ricevuto alcun tipo di finanziamento da parte di istituzioni pubbliche o di enti privati, nel recupero e nella valorizzazione, ai fini della pubblica fruizione, del sottosuolo. Il loro impegno è legato ad un unico scopo: quello di far conoscere ed amare Napoli, riscuotendo un risultato da sempre stato vincente. Chi visita questi luoghi se ne innamora, si emoziona.

Napoli Sotterranea ha rappresentato un punto di partenza fondamentale per altre realtà nate in Italia e in Europa grazie alla competenza e alla collaborazione dell’Associazione.

L’esperienza a Napoli Sotterranea

Partecipare all’escursione significa compiere un viaggio nella storia lungo ben 2400 anni, dall’epoca greca a quella moderna, a 40 mt di profondità tra cunicoli e cisterne: l’esperienza consentirà di ammirare i resti dell’antico acquedotto greco-romano e dei rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale, visitando inoltre il Museo della Guerra, gli Orti Ipogei (www.ortipogei.it), la Stazione Sismica “Arianna” e tanto altro ancora.

Sarà, infine, possibile visitare gratuitamente i resti dell’antico Teatro greco-romano, accessibili da una proprietà privata. I percorsi stretti, come i cunicoli, sono assolutamente facoltativi.

Scoprire Napoli da un altro punto di vista è una opportunità da non perdere: questo è l’unico Percorso Ufficiale Autorizzato dell’Associazione Napoli Sotterranea, nel quale vengono garantiti standard di sicurezza elevati. L’ingresso è nel cuore del centro storico in Piazza San Gaetano n° 68.

La storia del sottosuolo napoletano

I primi manufatti di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell’era preistorica. Successivamente, nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo, necessari per costruire le mura e i templi della loro Neapolis, scavando in numerosi ambienti per creare una serie di ipogei funerari. Lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana: in quel periodo, infatti, specie durante l’epoca augustea, la città venne costernata di gallerie viarie e soprattutto di una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza dal centro di Napoli.

Altri rami dell’acquedotto di età augustea arrivarono fino a Miseno, per alimentare la Piscina Mirabilis, che fu la riserva d’acqua della flotta romana. Larghi giusto per consentire il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramavano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore. A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per impermeabilizzare le gallerie. Agli inizi del XVI secolo, il vecchio acquedotto e le moltissime cisterne pluviali non riuscivano più a soddisfare il bisogno d’acqua della città, che si era estesa a macchia d’olio: fu così che il facoltoso nobile napoletano Cesare Carmignano costruì un nuovo acquedotto. Agli inizi del XX secolo, si smise di scavare nel sottosuolo per l’approvvigionamento idrico e si abbandonò una rete di cunicoli e cisterne di oltre 2.000.000 m², diffusa per tutta la città. I sotterranei furono quindi utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugi antiaerei per proteggersi dai disastrosi bombardamenti che colpirono la città. Le cavità furono illuminate e sistemate per accogliere decine e decine di persone, che al suono della sirena si affrettavano a scendere per le scale che scendevano in profondità. Resti di arredi, graffiti e vari oggetti in ottimo stato di conservazione testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, facendo riemergere uno spaccato di vita importante e al tempo stesso tragico della storia cittadina.

INFO

Per intraprendere un viaggio nella storia, un’avventura a spasso tra i secoli, immaginando con la propria mente le esperienze vissute da coloro che sono passati in quei luoghi, non resta che prenotare un tour guidato assolutamente indimenticabile. Per tutti i dettagli, consultare www.napolisotterranea.org

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.