Il MASI di Lugano di Lugano dedica una grande esposizione al “fotografo degli artisti” Ernst Scheidegger. In mostra una grande restrospettiva con alcuni dei ritratti più iconici. La mostra può essere visitata da domenica 18 febbraio fino al 21 luglio 2024

Lugano, Canton Ticino, Svizzera.
Giovedì 15 febbraio, al MASI di Lugano, è stata presentata la mostra, che, da domenica 18 febbraio fino al 21 luglio, ripercorre l’attività produttiva del fotografo Ernst Scheidegger.
Sulla scia delle attività legate al centenario della nascita di Ernst Scheidegger, dunque, il MASI Lugano apre la sua lunga stagione espositiva 2024 con un tributo all’artista svizzero che, come si sa, ha scritto un capitolo della storia della fotografia.
Attivo come fotoreporter e collaboratore della rinomata agenzia Magnum Photos e al contempo assiduo frequentatore della scena artistica d’avanguardia parigina Ernst Scheidegger (Rorschach, 1923 – Zurigo, 2016), è noto a livello internazionale per i suoi ritratti d’artista.
La mostra, curata da Tobia Bezzola, direttore del MASI, e Taisse Grandi Venturi, Exhibition Office and Curatorial Intern del Museo d’arte della Svizzera italiana, è composta da più di cento immagini, distribuite i, direttore del MASI in due sezioni.
La prima comprende un’ampia scelta di scatti giovanili inediti del decennio 1945 – 1955: scatti privati, realizzati in bianco e nero con una macchina Rolleiflex, risultato delle peregrinazioni dell’artista tra Svizzera, Italia, Paesi Bassi, Jugoslavia e Cecoslovacchia. Da Belgrado a Montecassino, dalla Val Verzasca a Parigi, le immagini immortalano gli abitanti di un’Europa devastata dal conflitto, ma anche desiderosa di vita: cantieri navali abbandonati, volti puri di bambini negli orfanotrofi e nelle carceri minorili si alternano a racconti di un’umanità affamata di vita, che si riversa tra le strade. In questa fase, a Scheidegger interessano le persone e una realtà quotidiana che egli sa cogliere con accenti poetici e un’attenzione al sociale, in cui pare dimenticarsi delle lezioni apprese alla Kunstgewerbeschule di Zurigo sulla fotografia oggettuale.
Tobia Bezzola ha scritto: Il suo repertorio racchiude molti temi classici dei neorealismi fotografici e cinematografici del secondo dopoguerra: il riverbero delle luci di scena sui volti degli artisti e dei clown di un circo, le emozioni a buon mercato della fiera e del luna park, la rumorosa vita popolare che anima le strade dell’Europa del Sud, i bambini di strada, l’Esercito della salvezza, le sagre, le manifestazioni dei lavoratori.
La seconda, invece, comprende i celebri ritratti d’artista, realizzati su commissione dalla metà degli anni Cinquanta: il faccia a faccia tra Scheidegger e i protagonisti e le protagoniste dell’arte del Novecento si sviluppa in un dialogo spontaneo tra i ritratti fotografici ed una selezione di importanti opere delle artiste e degli artisti, di volta in volta, immortalati, come, ad esempio, Joan Miró, Salvador Dalí, Max Bill e Marc Chagall,
Come trait d’union tra le due sezioni c’è un’area dedicata all’amico Alberto Giacometti, conosciuto durante il servizio militare in Engadina nel 1943: le fotografie, scattate durante diversi incontri (a Stampa, a Maloja, in Val Bregaglia, in Engadina, nell’atelier di Giacometti a Montparnasse a Parigi), mostrano momenti privati da prospettive insolite, che portano dentro il tempo della loro creazione. Il legame di fiducia tra l’artista e il fotografo ha consentito a Scheidegger di rubare anche scatti emblematici, come, ad esempio, il ritratto frontale di Giacometti, utilizzato, poi, sulla banconota svizzera da 100 franchi. La mostra presenta anche un ritratto di Scheidegger dipinto da Giacometti intorno al ’59.
La mostra presenta anche il cortometraggio ‘Alberto Giacometti’, realizzato da Scheidegger in collaborazione con Peter Münger tra il 1964 e il 1966
Precisiamo che, ad ottobre 2023, è stato pubblicato il volume “Ernst Scheidegger. Fotograf” con testi di Tobia Bezzola, Philippe Büttner, Alessa Widmer ed Helene Grob. L’edizione tedesca e inglese è stata curata da Scheidegger & Spiess, mentre l’edizione italiana è edita da Edizioni Casagrande Bellinzona.
Domenica 18 febbraio, alle ore 11:00, Tobia Bezzola ha presentato il libro “Il tempo passa troppo presto. Lettere alla famiglia” in dialogo con Casimiro Di Crescenzo, storico dell’arte e curatore del volume, che raccoglie, per la prima volta, nella versione originale italiana, un’ampia scelta di lettere di Giacometti alla famiglia, indirizzate al paese natale in val Bregaglia.
INFO
Faccia a faccia Giacometti, Dalí, Miró, Ernst, Chagall
Omaggio a Ernst Scheidegger
18.02.2024 – 21.07.2024
MASI, LAC www.masilugano.ch
Orari d’apertura: Ma / Me / Ve: 11.00 – 18.00. Gi: 11.00 – 20.00. Sa / Do / Festivi: 10.00 – 18.00. Lu: chiuso
Photo courtesy of Studio Battage




