Al Manzoni di Monza un irresistibile Alfredo Colina nei panni del Comandante Sardella

Al Manzoni di Monza un irresistibile Alfredo Colina nei panni del Comandante Sardella

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in cinema

Da venerdì 13 a domenica 15 maggio, al Teatro Manzoni di Monza, debutta lo spettacolo “Dov’è l’uscita, ultimatum alla Terra” prodotto dalla Compagnia Teatro Binario 7. Prima felice collaborazione tra i due polmoni dell’arte del teatro della capitale della Brianza.

Monza. Italia.

C’è anche l’uccello psicologo Gus ma quello non si vede…

Come spesso avviene nel teatro (e nella vita) ciò che appare più folle, non capito, deriso, è proprio ciò che nasconde maggiore verità. Dal coro nel teatro greco, al giullare di corte, al “folle” nel teatro Shakespeariano.

L’inconfondibile stile di Corrado Accordino, direttore artistico del Teatro Binario 7 di Monza, mescola toni alti e toni bassi con ironia e visione. Alfredo Colina e Fabio Zulli tengono la scena alla perfezione. L’uno stralunato, improbabile, comico suo malgrado, talvolta terra terra; l’altro preparato, brillante, “sul pezzo” per mestiere, acrobata della diretta. Sono il comandante Aureliano Pio Sardella, di ritorno, da solo, da una missione spaziale per la quale era partito un intero equipaggio, e il giornalista Mattia Trovato. C’è anche l’uccello psicologo Gus ma quello non si vede…

… Siamo così sicuri che lo “scemo del villaggio” non sia più saggio di tutti noi?

Tra le strampalate espressioni facciali e verbali del comandante e i tentativi encomiabili del conduttore televisivo di tenere le fila del discorso, si snoda la vicenda surreale di un uomo che ha vissuto per due anni nello spazio (a suo dire, anche presso la popolazione Akuna, che a colazione mangia Pan di stelle e luce astrale) e rimpiange gli Anni Ottanta, per l’esattezza le feste sfrenate degli Anni Ottanta, ma anche la vita in cortile con i suoi amici quando era piccolo, in una famiglia povera ma felice, e sostiene fermamente che siamo osservati, che c’è vita nell’Universo e che su questa Terra l’autenticità s’è persa, non c’è più condivisione vera (ma solo social), la verdura non ha più il sapore di una volta e la natura si è addomesticata. Tra una banalità e un amarcord compaiono, come piccole luci nel buio, parole come Multiverso, equilibrio universale tra lo Yin e lo Yang, vibrazioni positive… Siamo così sicuri che lo “scemo del villaggio” non sia più saggio di tutti noi?

Grande successo di pubblico (non numerosissimo per la verità: la discrepanza tra abbonati del Manzoni e del Binario 7 si è vista), che ha più volte richiamato sul palco i due protagonisti e applaudito con affetto loro e anche la rappresentanza del Binario 7, capeggiata da Accordino, che ha affiancato gli attori in scena al momento dei saluti.
Foto Elena Borravicchio

INFO

Teatro Manzoni Monza

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.