
A Celle Ligure incontro con Ramiro Guevara fratello di “Che Guevara”, per presentare la mostra fotografica “I viaggi e i libri di Ernesto”. In primo piano un inedito rivoluzionario, viaggiatore, intellettuale, appassionato di letteratura e fotografia. (9-28 luglio 2019).
Celle ligure (SV), Italia.
Dopo i primi due allestimenti del 2018 a Napoli e Atena Lucana, seguiti a quelli del 2019 ad Onferno (RN) e a Caselle in Pittari (Sa), la mostra fotografica su Che Guevara ,”I viaggi e i libri di Ernesto” è arrivata a Celle ligure, graziosa località del savonese”. L’idea di tale esposizione è nata con lo scopo di liberare dagli stereotipi di Ernesto Guevara, presentandolo come viaggiatore, intellettuale, appassionato di letteratura e fotografia, prima ancora che uomo d’azione e politico. L’evento, ideato dal CeChe-Centro de Estudios Latinoamericano Ernesto Che Guevara, nato nel 2011 a Rosario, in Argentina, (città che ha dato i natali al Che), è stata organizzato dalla Fondazione Mida, di cui è Presidente Francescantonio D’Orilia. Una testimonianza che coincide con il novantesimo anniversario della nascita di Che Guevara e i 60 anni dalla rivoluzione cubana. All’inaugurazione era presente Ramiro Guevara Erra, fratello minore di Ernesto e responsabile del sopracitato ente CeChe; Marcelino Guerra Rosabal, dell’Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli; Irma Dioli, Presidente Nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, Franco Zunino, Presidente Provinciale Arci Savona. La rassegna fotografica è divisa in due parti: la prima sezione “Instancabile lettore”, introduce al rapporto di Ernesto con i libri. Nato in una famiglia in cui la lettura aveva un ruolo importante, egli era solito rifugiarsi nei libri quando rimaneva fermo per le crisi d’asma , registrava quelli letti e quelli che voleva leggere. Da Marx a Shakespeare, da Martì a Goethe, da Lenin a Lezama Lima, un incondizionato amore per la lettura e per il sapere in generale.
La seconda sezione della mostra “I viaggi di Ernesto” racconta, attraverso immagini ed estratti dei suoi diari, i viaggi in America Latina. Un giorno del 1950 il Che prese una semplice bicicletta a motore e partì da Buenos Aires alla volta di Cordoba, visitò varie provincie argentine, raccogliendo descrizioni, aneddoti e riflessioni in un diario di viaggio (poi ripresi nel celebre film “I diari della motocicletta). Alla fine di questa esperienza, da lui definita come “anni da vagabondo”, aveva percorso ben 4.500 Km e, ritornato nella città di partenza, riprese gli studi di medicina. Stanco della routine, insieme all’amico Alberto Granado, a bordo della moto “Poderosa II”, attraversò la costa argentina ed arrivò in Perù per visitare Machu Pichu e dopo in Colombia per separarsi dal compagno di viaggio a Caracas, in Venezuela. Nel 1953 partì per il suo secondo viaggio per l’America Latina, insieme all’amico d’infanzia Calica Ferrer, giunsero a La Paz in Bolivia, dove videro il processo rivoluzionario che si era innescato; in seguito proseguirono per Guayaquil in Ecuador, poi da solo Ernesto andò a Panama in Costa Rica, per rimanere sei mesi in Guatemala. Partì quindi per il Messico dove si stabilì alcuni mesi, prima di imbarcarsi per Cuba e partecipare alla rivoluzione programmata da Fidel Castro; dalla militante Hilda Gadea ebbe la sua primogenita, Hidita Guevara.
Alla serata di presentazione ha preso parte uno dei fans più accaniti del Che, Adelmo Cervi, terzogenito dei fratelli Cervi, giunto apposta da Reggio Emilia, con tanto di maglietta rossa inneggiante alla rivoluzione “Chi lotta può perdere. Chi non lotta ha già perso”, ha illustrato il suo libro “Io che conosco il tuo cuore”-Storia di un padre partigiano raccontato da uno dei figli”.
“I viaggi e i libri di Ernesto” 9 – 28 luglio 2019. Sala esposizione SMS ARTE, via Aicardi, 118-Celle ligure (SV)
Testo e foto Giuseppina Serafino




