Ultimi giorni per visitare la mostra dedicata allo statunitense William Klein, uno dei fotografi più importanti del novecento. Ancora fino all’11 settembre il Palazzo Ragione Fotografia ospita 150 opere provenienti dall’ archivio personale del celebre fotografo ed estratti di film che ha diretto.
Milano, Italia.
William Klein: il mondo a modo suo. Un mondo, quello di Klein di fare fotografia, rivoluzionario per quei tempi. Le sue immagini erano forti, energiche, ambigue, avevano un senso del movimento raffinato e innovativo nella loro reale crudezza.
Klein nasce a New York nel 1928 da una famiglia ebrea di origine ungherese. A 20 anni si trasferisce a Parigi dove inizia a lavorare come pittore studiando con l’artista Fernard Légee a realizzando le prime fotografie astratte. Fu Légee stesso che disse al giovane fotografo: “lascia perdere i musei e le gallerie, pensa solo alla strada”. Il suo set d’ora in poi sarà la città, vera, vitale ed energica. “Era come se fossi un etnografo: trattavo i newyorkesi come un esploratore avrebbe trattato uno zulu, cercando lo scatto più crudo, il grado zero della fotografia“. Energia e movimento che trasferirà anche nelle immagini di moda ribaltandone i paradigmi.
Siamo neli anni ’50 quando, durante uno shooting a Roma per Vogue USA, chiede alle due modelle, vestite con lo stesso abito, di camminare avanti e indietro in un passaggio pedonale vicino Piazza di Spagna, accade l’imprevedibile. Klein racconta che il direttore di Vogue USA presa dal panico interruppe il set. Un gruppo di uomini non capendo cosa stava accadendo cominciò a importunare le modelle, pensando fossero prostitute. Quello scatto diventerà celeberrimo.
Fotografia, pittura ma anche cinema. Klein fu regista di film e documentari, come quello su Little Richard e Muhammad Ali. Fu scelto come assistente da Louis Malle, Alain Resnais e Federico Fellini. Nel 1956 mentre lavorava in Italia su Notti di Cabiria (che fu poi posticipato) Klein andó in giro per la capitale a fare foto della cittá che pubblicó poi nel libro Roma.
La mostra, visitabile ancora fino all’11 settembre nelle sale del Palazzo della Ragione Fotografia, è suddivisa in nove sezioni: le prime opere, perlopiù lavori astratti con figure geometriche e contrasti di colori; quelle dedicate alla fotografia di strada a New York, Roma, Mosca, Tokyo e Parigi; una dedicata alla moda; una ai cosiddetti Contatti dipinti, che uniscono fotografia e pittura; e l’ultima ai film, con la proiezione di un filmato di mezz’ora con estratti dei lavori che ha diretto.
Info: Palazzo della Ragione Fotografia, via Mercanti 1 Milano.
A cura di Anna Consilia Alemanno
anna@agendaviaggi.com
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