Un viaggio tra arte e botanica alla scoperta dei tesori verdi che punteggiano il territorio piemontese. Grazie ai fondi del PNRR, la Regione ha completato il censimento di 400 parchi storici e formato 111 nuovi giardinieri d’arte, figure d’eccellenza capaci di curare e proteggere un patrimonio vivente unico al mondo.
Torino, Italia.
Esiste un’arte silenziosa che non si esprime su tela o marmo, ma attraverso la fioritura di un’essenza rara, il disegno di una siepe secolare o la cura di alberi monumentali che hanno attraversato i secoli. È l’arte del paesaggio, che in Piemonte trova una delle sue massime espressioni e che oggi, grazie a una visione strategica legata ai fondi del PNRR, vive una vera e propria stagione di rinascita.
Il progetto “Racconti PNRR – Storie da un territorio in continua evoluzione” apre una finestra suggestiva su questo mondo, portandoci dietro le quinte di un lavoro meticoloso: quello della salvaguardia dei giardini storici. Non si tratta solo di manutenzione del verde, ma di un’operazione culturale profonda che unisce il rigore scientifico alla riscoperta di mestieri antichi.

111 giardinieri d’arte: le nuove sentinelle del patrimonio
Il cuore pulsante di questa iniziativa è il capitale umano. Attraverso un investimento di oltre 600 mila euro, la Regione Piemonte ha attivato otto percorsi formativi specialistici che hanno dato vita a una nuova generazione di professionisti: 111 giardinieri d’arte.
Questi nuovi “custodi della bellezza” non sono semplici operatori del verde. Sono tecnici che uniscono competenze botaniche avanzate alla sensibilità storica necessaria per intervenire su una “opera viva”. Hanno imparato a leggere il paesaggio, a potare essenze antiche e a gestire complessi sistemi idraulici, formandosi sul campo nelle più prestigiose dimore storiche della regione. Il loro lavoro è fondamentale per trasformare parchi e giardini in motori di sviluppo turistico e occupazionale, rendendo il patrimonio piemontese ancora più accogliente e affascinante.

Una mappa del tesoro verde: 400 siti da riscoprire
Accanto alla formazione, il piano ha permesso di realizzare una mappatura scientifica senza precedenti. Sono stati censiti e catalogati 400 parchi e giardini storici di straordinario pregio, ora georeferenziati grazie alla collaborazione con esperti universitari.
Questa imponente banca dati non è solo un inventario tecnico, ma una vera e propria guida per i viaggiatori del futuro. Tra i siti protagonisti spiccano gemme come l’Abbazia di Vezzolano ad Albugnano, con il suo giardino del chiostro, e l’elegante Castello di Miasino nel novarese. Il viaggio prosegue tra le Serre del Castello di Racconigi, i raffinati terrazzamenti di Villa della Regina a Torino e il fascino spirituale del Sacro Monte di Varallo. Senza dimenticare il giardino di Villa Schneider a Biella, il Parco del Castello di Marengo e la suggestiva Villa San Remigio a Verbania, affacciata sul Lago Maggiore.

Un investimento per il futuro del territorio
L’intera operazione, che rientra nella Missione 1 del PNRR per un valore complessivo di 721 mila euro, dimostra come la tutela del paesaggio possa diventare una leva economica concreta. Come sottolineato dai vertici della Regione, formare professionalità dedicate alla botanica storica significa investire sull’eccellenza e sull’identità del territorio.
Questi interventi non si limitano a preservare il passato, ma costruiscono il futuro del turismo in Piemonte. Un turismo che cerca sempre più l’autenticità, la lentezza e il contatto con una natura curata con amore e competenza. Grazie ai nuovi giardinieri d’arte e a una mappatura precisa, i giardini storici piemontesi smettono di essere semplici cornici per diventare i veri protagonisti di un racconto che continua a incantare.
Photo courtesy of Ufficio Stampa Giunta Regionale Piemonte



