L’imprenditore spiega ad Agenda Viaggi perché il fattore aggregazione è sempre più importante per tour operator e agenzie. In questo senso le community acquistano peso e rilevanza per immaginare le nuove frontiere di viaggio e di turismo esperienziale partecipato
Milano, Italia.
Il futuro del turismo è nel turismo esperienziale partecipato. Ad assicurarlo ad Agenda Viaggi è Andrea Cani, fondatore e amministratore delegato di KKM Group, realtà da 30 milioni circa di fatturato specializzata in viaggi evento legati ai grandi appuntamenti sportivi (dal calcio e dal tennis fino alla MotoGp e alla Formula1), nel business travel e nei viaggi tailor made, a cui fa riferimento anche il tour operator Enjoy Destinations.

Andrea Cani
Cosa si intende per turismo esperienziale partecipato?
Le esperienze partecipate mettono al centro del viaggio luoghi, storie, tradizioni, filiere produttive e discipline sportive, offrendo la possibilità di comprenderne il valore più profondo. A fare la differenza è il modo in cui vengono vissute: ogni visita si intreccia con i racconti, le riflessioni e i punti di vista di esperti e narratori d’eccezione, in grado di restituire significati e prospettive che difficilmente emergerebbero da un itinerario tradizionale. Banalizzando si può dire che si passa dalla partecipazione a un concerto o a un evento sportivo per conto proprio, al ripercorrere le orme di chi ha fatto la storia nella musica o nello sport insieme a professionisti del settore che, individuati luoghi significativi e spesso esclusivi, consentono ai viaggiatori di viverli.
Come presidiate l’ambito del turismo esperienziale?
È bene specificare che, allo stato, l’attività ha ancora buoni margini di crescita nel modello di business di KKM Group. In ogni caso, da qualche tempo, proponiamo viaggi evento in cui coinvolgiamo come partner community particolarmente focalizzate su ambiti specialistici. Non cerchiamo necessariamente numeri di follower da capogiro, ma professionisti che abbiano competenze e qualifiche specifiche, con cui condividere progetti di viaggio. Come l’accordo appena siglato con Re Nudo, testata di controcultura musicale che affiancheremo, la prossima primavera, in un viaggio verso Woodstock
Quali altre community avete coinvolto?
Calcio Inglese è tra le prime realtà con cui abbiamo avviato questi viaggi evento di turismo esperienziale partecipato. Tra i nostri partner contiamo anche su Travelfun, Calciatori Brutti, YesWeGooo e Ninjapadel. Diverse iniziative, infine, sono in rampa di lancio.
Quali sono i settori, a suo giudizio, più interessanti su questo fronte?
Sport che, secondo le nostre stime, dovrebbe crescere a doppia cifra per i prossimi tre anni, musica ed enogastronomia rimangono trainanti e aggreganti. I segmenti trasversali da monitorare, invece, sono quelli dei viaggiatori che partono da soli e la fascia dei cinquanta-sessantenni, spesso caratterizzata da maggiore stabilità economica e da più tempo disponibile.
Quali sport ritiene che possano rivelarsi soddisfacenti da presidiare nell’ambito del turismo esperienziale?
Il calcio in Italia è imprescindibile. Ma stiamo puntando anche sul tennis, in particolare sui tornei ATP secondari, come i 250 o i 500 che si svolgono in città che hanno appeal, sul paddle giocato e sulla pallavolo. Penso, infine che possa svilupparsi un buon mercato anche per la vela.
Photo courtesy of KKM Group




