L’instabilità geopolitica frena la programmazione dei viaggi, ma non spegne la voglia di partire degli italiani. Secondo i dati del Centro Studi Veratour, dopo un inizio di primavera prudente, le prenotazioni registrano un’importante accelerazione da metà giugno. L’Italia si conferma la regina indiscussa delle vacanze, mentre cambiano gli equilibri sul lungo raggio.
Milano, Italia.
L’effetto dell’incertezza e la ripresa sotto data
L’attuale scenario internazionale e la complessa instabilità geopolitica pesano inevitabilmente sulle decisioni dei viaggiatori italiani, rallentando la consueta pianificazione delle vacanze estive. L’analisi dettagliata curata dal Centro Studi Veratour descrive un mercato che si mantiene decisamente vivo, ma che mostra un atteggiamento molto più prudente rispetto allo scorso anno. Alla data del 3 luglio 2026, infatti, le prenotazioni complessive già confermate evidenziano una flessione di circa l’11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo rallentamento si è concentrato soprattutto nei mesi chiave per la raccolta degli ordini, ovvero marzo, aprile e maggio, periodi in cui il clima di incertezza globale ha spinto molti turisti a rimandare la scelta definitiva.
Tuttavia, lo scenario è radicalmente cambiato a partire dalla metà di giugno. Veratour sta registrando una progressiva e robusta accelerazione delle conferme giornaliere, con volumi superiori anche del 10% rispetto alle medesime settimane dello scorso anno. Questo fenomeno dimostra che la domanda turistica non si è affatto spenta, ma si è semplicemente spostata in avanti nel tempo: il desiderio di staccare resta forte, ma il cliente oggi preferisce prenotare sotto data, attendendo segnali di maggiore stabilità sullo scacchiere internazionale.
Il fattore emotivo e la forza del turismo organizzato
“Quando si aprono scenari complessi come quelli che abbiamo osservato negli ultimi mesi, la prima reazione del mercato è sempre emotiva: i clienti non rinunciano necessariamente alla vacanza, ma rimandano la scelta”, spiega Stefano Pompili, Co-CEO di Veratour. Pompili evidenzia come il turismo rimanga un comparto estremamente sensibile alla stabilità internazionale, ricordando però che il desiderio di viaggiare è incomprimibile: non appena il quadro tende a normalizzarsi, i flussi riprendono in modo progressivo.
In questo momento di transizione, la tendenza dei viaggiatori si orienta verso mete percepite come più stabili, facilmente raggiungibili e capaci di garantire standard elevati di assistenza. È proprio in simili dinamiche che il turismo organizzato dimostra il proprio valore strategico, non solo nella fase di costruzione e proposta del viaggio, ma soprattutto nella capacità di affiancare il cliente prima, durante e dopo il soggiorno, risolvendo tempestivamente ogni genere di imprevisto.
Italia regina dell’estate e la nuova geografia delle mete
L’attuale contesto ha ridisegnato la geografia delle vacanze, pur senza scalzare il primato assoluto della nostra penisola. Per l’estate 2026, l’Italia si conferma la destinazione più scelta in assoluto, salendo dal 28% dello scorso anno e conquistando oggi il 30% delle preferenze totali dei clienti Veratour. Al secondo posto si attesta l’Egitto, che pur risultando leggermente penalizzato rispetto alla scorsa stagione si difende ottimamente con un solido 25% dei volumi (contro il 28% del 2025).
Si nota invece una contrazione per la Grecia e Cipro, che insieme si fermano al 6% delle preferenze, mentre mantengono una performance stabile sia il binomio Canarie e Capo Verde (al 6,50%) sia l’asse composto da Tunisia e Spagna, stabili al 5%.
Le tendenze sul lungo raggio: vola l’Africa Orientale
Spostando lo sguardo sulle tratte a lungo raggio, l’osservatorio Veratour rileva ottimi segnali di crescita per l’Africa Orientale, in particolare per Zanzibar e Kenya, che registrano performance molto positive. Subito dopo si posiziona l’intera area caraibica, guidata in primis dalla Repubblica Dominicana.
Al contrario, mostrano una netta contrazione mete importanti come gli Emirati Arabi, l’Oman e l’Estremo Oriente, penalizzati soprattutto dalle difficoltà legate al ritorno alla piena operatività dei voli e dei servizi in specifiche aree. La restante fetta di viaggiatori della stagione estiva si distribuisce infine sulle rotte di lungo raggio comprese tra le isole dell’Oceano Indiano e i Caraibi.
Oltre trentacinque anni di esperienza contro le crisi
Guardando al prosieguo della stagione, Veratour mantiene un approccio improntato alla cautela ma sostenuto da una forte fiducia. L’obiettivo dichiarato del tour operator è quello di recuperare progressivamente il terreno perduto nei mesi primaverili, puntando sulla grande diversificazione dell’offerta, sulla rinomata solidità del prodotto villaggi e su una spiccata flessibilità organizzativa.
“Abbiamo attraversato molte crisi in oltre trentacinque anni di attività – conclude il Co-CEO Stefano Pompili – e ogni volta il turismo ha dimostrato una straordinaria capacità di recupero. La condizione fondamentale resta però la stabilità internazionale: anzitutto per imprescindibili ragioni umanitarie, ma anche perché la pace è il terreno migliore per la crescita economica e per la totale libertà di viaggiare”.
Photo courtesy of Veratour Ufficio Stampa




