Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, le colline di Langhe, Monferrato e Roero celebrano il ritorno del Tuber magnatum Picco. La 96ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba mette al centro le “Autentiche Relazioni”, un invito a riscoprire i legami profondi tra uomo, natura e comunità. Un programma di nove settimane che trasforma il Piemonte in un palcoscenico globale tra chef stellati, tradizioni secolari e un forte impegno per la sostenibilità.
Milano, Italia.
Un ambasciatore di dialogo tra terra e mondo
In un presente che corre veloce, il Tartufo Bianco d’Alba si riafferma come un prezioso strumento di connessione. La kermesse, nata quasi un secolo fa dalla geniale intuizione di Giacomo Morra, evolve oggi nel concetto di “Truffle Diplomacy”: il tartufo non è solo un ingrediente, ma un ponte tra culture, generazioni e territori. Come sottolineato durante la presentazione ufficiale, questo prodotto raro e fragilissimo vive solo grazie a un equilibrio perfetto tra biodiversità e cura dell’ambiente, diventando il simbolo di una rete che unisce la tradizione dei trifolao all’innovazione internazionale.

Il debutto milanese: l’economia del “Made in Italy”
Il sipario sulla nuova edizione si è alzato a Milano, presso l’Università Bocconi, sede scelta per certificare l’impatto economico della manifestazione. Il presidente dell’Ente Fiera, Axel Iberti, ha spiegato il valore simbolico di questa sede: “Siamo nell’auditorium che porta il nome di Michele Ferrero, una delle più alte espressioni della relazione autentica tra Alba e il suo territorio. La nostra Fiera esiste perché ha saputo costruire legami duraturi con le istituzioni, i trifolao e le imprese. Il tartufo oggi può diventare un simbolo di dialogo, collaborazione e responsabilità”. Al tavolo dei relatori, moderati da Francesca Romana Barberini, si sono alternati Magda Antonioli (Economia del Turismo), il direttore Stefano Mosca, Cristina Bergonzo (Visit Piemonte), Guido Guerzoni (Patrimonio Culturale) e Giovanni Minetti, che ha festeggiato i dieci anni di collaborazione con il Consorzio Alta Langa.

Il sindaco di Alba Alberto Gatto
La voce del territorio: tra “tabui” e istituzioni
Il senso profondo della fiera risiede nei suoi rapporti più intimi. Il sindaco di Alba Alberto Gatto e la vicesindaca Caterina Pasini hanno ricordato come il cuore di tutto sia “il legame di fiducia tra il cercatore e il suo cane, il tabui, ma anche la relazione tra la Fiera e la città che si rinnova grazie ai Borghi, luoghi che custodiscono le radici e sanno dialogare con i grandi flussi internazionali”. Questa visione è condivisa dalla Regione Piemonte: il presidente Alberto Cirio, insieme agli assessori Gallo e Bongioanni, ha rimarcato come il Tartufo sia l’ambasciatore della nostra identità: “Investire sulla qualità e sul progetto Tuber Next Gen significa proteggere un indotto vitale per il turismo e la ristorazione, preservando questo patrimonio unico per le future generazioni”. Il successo è garantito da una rete coesa di partner come ACA, Confartigianato, Coldiretti, Confindustria, Confagricoltura, CIA e il sostegno di Banca d’Alba, Intesa Sanpaolo, Fondazione CRC e CRT.

Il presidente dell’Ente Fiera, Axel Iberti
Gusto in scena: prenota la tua esperienza gourmet
Il palinsesto per i buongustai è ricchissimo: oltre 40 chef, molti dei quali stellati Michelin, interpreteranno il diamante della terra nei Cooking Show in Sala Beppe Fenoglio. Ma l’offerta è vasta: dagli Atelier della Pasta Fresca ai workshop con il Parmigiano Reggiano, fino alle prestigiose Cene Insolite (con la firma, tra gli altri, di Carlo Cracco) e le tappe ad alta quota alla Stella di Pila. Al Castello di Roddi, il Taste Lab proporrà corsi di cucina e l’esclusivo format “A tu per tu con lo Chef” con maestri come Davide Palluda e Matteo Baronetto.
Per non perdere l’occasione di vivere questo sistema integrato di accoglienza, cultura ed enogastronomia, è bene segnare una data: tutte le esperienze della 96ª edizione sono disponibili alla vendita a partire dal 1° luglio sul sito ufficiale www.fieradeltartufo.org.

Il Mercato Mondiale e il dialogo con i grandi vini
Il centro gravitazionale resta il Mercato Mondiale nel Cortile della Maddalena, dove ogni tartufo è certificato dai Giudici di Analisi Sensoriale, affiancato da partner d’eccellenza come Acqua S.Bernardo, Birra Menabrea, Galup e Reale Mutua. Il vino sarà protagonista con il progetto “Truffle and Wine”, che quest’anno accoglie la regione spagnola della Rioja, culminando nell’evento Alta Langa Aperitivo · Magnum Première al Teatro Sociale con lo chef Paolo Griffa. Immancabile, l’8 novembre, l’Asta Mondiale del Tartufo al Castello di Grinzane Cavour, che dal 1999 ha raccolto oltre 7,7 milioni di euro per fini benefici.

Il direttore Stefano Mosca
Tradizioni, Cultura e l’Impegno UNESCO
Il folklore albese animerà le piazze con la Bela Trifolera, l’Investitura del Podestà e il Palio degli Asini (4 ottobre). La Fiera guarda al domani con Sostenibilità Incrociate e il progetto Dawn to Earth, che quest’anno premierà lo chef Antonio Guida per il suo impegno filantropico con il fondo “Fiori Rari”. La cultura avrà il volto dello scrittore Amitav Ghosh, mentre i valori UNESCO saranno il filo conduttore di ogni attività, inclusa l’area Alba Truffle Bimbi, dove i più piccoli imparano a conoscere il territorio attraverso il gioco naturale e materiali eco-friendly.

L’essenza delle Langhe
Partecipare alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba non significa solo degustare un prodotto d’eccellenza, ma immergersi in un’atmosfera sospesa tra le nebbie autunnali e il calore di una comunità che ha saputo rendere globale la propria identità. In un’epoca di connessioni virtuali, le nove settimane albesi offrono l’opportunità di tornare a vivere relazioni vere: quella tra il cercatore e il suo cane nel silenzio del bosco, quella tra lo chef e la materia prima, e quella tra il viaggiatore e un territorio che, ogni anno, sa raccontare una storia nuova.
Photo courtesy of Ufficio Stampa Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba



