Un corale e commovente intreccio di destini in lotta con gli ingranaggi spesso incomprensibili della Storia con la S maiuscola, un’occasione di catarsi collettiva rispetto a una tragedia comune, quella della guerra.
Milano, Italia.
Uno scandalo che dura da diecimila anni. Una pagina di storia, quella con la S maiuscola, che andrebbe sempre ricordata e mai ripetuta. Dal 14 al 26 aprile va in scena nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti, La storia con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa diretti da Fausto Cabra, attore e regista tra i più talentuosi del teatro italiano.
Liberamente ispirato al testo di Elsa Morante, lo spettacolo evidenzia la sua forza e l’attualità, mostrando come i destini individuali siano schiacciati da meccanismi più grandi, in un continuo conflitto tra violenza e amore, tra innocenza e tragedia.

Convivenza tra dolore e bellezza
Una rappresentazione che ruota prettamente intorno al nucleo familiare composto da Ida, Nino e Useppe, che mostra anche il differente approccio alla guerra in relazione anche alla fase anagrafica in cui ci si ritrova. Al centro emerge la figura di Useppe, simbolo di purezza e sensibilità, capace di cogliere una dimensione più profonda e naturale della vita. Attraverso di lui, la storia assume un valore universale, mettendo in luce il grande “scandalo” dell’esistenza: la convivenza costante tra dolore e bellezza. Particolarmente intensa anche la figura della madre, perennemente segnata dalle guerre e dal destino dei figli, volendo solo ricongiungersi con loro in un mondo forse migliore. Carismatico, coraggioso e sempre in fermento appare infine Nino, prima fascista e poi partigiano, volenteroso di combattere, di essere parte integrante in quello che sta accadendo.

La complessa e umanissima materia del romanzo
Una drammaturgia con forti richiami all’attualità, serrata e affascinante, che porta lo spettacolo a ispezionare il romanzo a cui è liberamente ispirato, distinguendo tra un “tempo di guerra” e un “tempo di pace”. E rivendica, grazie alla regia di Fausto Cabra – artista residente del Parenti – quella sorprendente vitalità dell’opera, venata di comicità e leggerezza.

Note di regia di Fausto Cabra
Questo nostro spettacolo non ha l’ambizione di sostituirsi all’esperienza del libro, anzi sarà veramente riuscito se accenderà il desiderio di tornare al libro. Il nostro lavoro, infatti non può che offrirsi, onestamente, come uno dei mille attraversamenti possibili di questo inesauribile scrigno di umanità. In questo senso, nello spettacolo, il romanzo stesso è protagonista. Perciò abbiamo voluto portare in scena proprio l’esperienza di una mente che legge. Abbiamo provato a rendere spaziale la lettura rendendola spazio e azione: salti nel tempo, cambi di prospettiva, libertà narrativa. Insomma, abbiamo cercato di tradurre nel linguaggio del teatro ciò che ci accade nel confronto con la letteratura. Abbiamo voluto anche che la Macchina teatrale fosse esplicitata e ben riconoscibile: il complesso disegno luci e il progetto sonoro danno vita ad un impianto scenico che diventa vero protagonista, perché la grande Storia è un’enorme macchina artificiale, contemporaneamente scritta e subita dagli uomini. Vien da pensare leggendo il romanzo e che non ci siano vie d’uscita, né personali, né tanto meno collettive. L’unica salvezza possibilesembra essere proprio quella commozione, quella cruda com-passione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanità? Un sentimento primario, mai compiaciuto, che rivela – nonostante l’orrore – l’amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanità.
INFO
Per informazioni, www.teatrofrancoparenti.it
Photo courtesy of Teatro Franco Parenti



