La 58ª edizione di Vinitaly 2026 si è chiusa con grande successo, registrando circa 90 mila visitatori da 135 Paesi e oltre 1.000 buyer internazionali. Tra gli eventi collaterali, particolare rilievo ha avuto il Wine Resort la Collina dei Ciliegi, in Valpantena, che ha aperto le porte ai visitatori con degustazioni ed esperienze immersive. La cantina si distingue per un approccio innovativo: pur trovandosi nella Valpolicella, tradizionalmente legata ai rossi, punta anche su vini bianchi longevi e minerali, grazie alle caratteristiche peculiari del terreno in alta quota.
Verona, Italia.
Vinitaly
Sì è conclusa con un bilancio positivo la 58esima edizione di Vinitaly presso la Fiera di Verona, con la partecipazione di 90 mila persone, provenienti da 135 nazioni, cinque in più rispetto al 2025 e oltre 1.000 top buyer da più di 70 paesi.
Il settore vinicolo italiano produce all’anno circa 45,2 miliardi di euro, interagendo con mercati consolidati, come Stati Uniti, Canada ed Europa e con aree ad alto potenziale di sviluppo, tra cui Brasile, India, Australia e Africa.

Presenza istituzionale
La presenza istituzionale è stata significativa anche quest’anno con la partecipazione, nel corso delle varie giornate del salone internazionale del vino, del commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Christophe Hansen, del presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana e, per la terza volta, della premier Giorgia Meloni. Presenti inoltre il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il ministro degli Affari esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (ospite della Collina dei Ciliegi, ndr) e il presidente di ITA Agenzia Matteo Zoppas, partner nella realizzazione del piano di incoming degli operatori esteri.

La Valpantena
Vari gli eventi e le degustazioni organizzati dai diversi stand, con un’occasione speciale per amici, giornalisti e appassionati di vino presso il Wine Resort la Collina dei Ciliegi, a Grezzana.
Domenica 12 e lunedì 13 aprile infatti la struttura nel piccolo borgo di Erbin, in Valpantena, a circa 450-500 metri di altitudine, ha aperto le porte ai visitatori.
La Collina dei Ciliegi vanta una vista panoramica su tutta la città di Verona, un’ospitalità ricca di ogni confort, due tipologie di ristoranti, un teatro per eventi e rappresentazioni e, soprattutto, 70 ettari di terreni di cui 38 vitati con una splendida cantina.

Coniugi Bourguignon
Nel 2017 il proprietario Massimo Gianolli incontra i coniugi Claude e Lydia Bourguignon, terroir expert di fama internazionale, si fida del loro giudizio e dà vita al primo impianto nel maggio del 2018.
“Gli agronomi francesi hanno effettuato numerosi carotaggi del nostro territorio e hanno sentenziato la sua vocazione al bianco – ha spiegato Carlo Maria Nicoli, responsabile commerciale – hanno scelto i vitigni, ovvero chardonnay e garganega, e il direttore Massimo Bullo, da vero imprenditore, ha avuto la vision vincente e ha deciso di scommettere sull’intuizione dei Bourguignon, facendo costruire una parte della collina per un prodotto bianco”.
Prea bianco
La Valpolicella, che comprende anche la Valpantena, è infatti rinomata per la produzione di vino rosso, tuttavia i vitigni più alti presentano terreni calcareo-argillosi perfetti per la produzione di bianco con una particolare freschezza e mineralità, capace di resistere nel tempo: “A differenza di quello che si pensa generalmente, cioè che il vino rosso nel tempo matura e il bianco si rovina, il nostro Prea bianco rimane molto stabile per almeno 10 anni, con un retrogusto dolcino e sentori complessi – sottolinea ancora Nicoli – È una produzione ancora giovane, che avrà bisogno di anni per raggiungere il risultato migliore; il fiore all’occhiello della cantina è il Ciliegio, un amarone con 3 anni di barrique”.

La cantina
“La Collina dei Ciliegi presenta un corpo unico viti, che permette di pigiare subito le uve e pulirle prima di mostarle – spiega Giacomo Pernigotti, brand manager wine, che accompagna i visitatori nel giro della cantina – Qui fuori abbiamo le botti di acciaio, dove maturano i rossi, in queste botti si possono indurre il freddo e il caldo per accorciare la fermentazione. In cantina troviamo le botti di cemento, non vetrificate all’interno per nostra scelta, il cemento infatti è poroso e consente un passaggio di ossigeno più significativo per una produzione di vini più interessanti: il Prea bianco inizia in cemento, l’Amarone invece passa in cemento solo nella fase finale. Il nostro Amarone è molto verticale, fresco, facile, dalla beva più moderna”.

Il caveau
“Una chicca della nostra cantina è il caveau riservato ai clienti del Club En Primeur de La Collina dei Ciliegi, qui ogni targhetta ha un proprietario, che acquista direttamente in struttura oppure si fa spedire ogni tanto 2 o 3 bottiglie, un modo esclusivo per investire nelle grandi annate di Amarone Ciliegio proveniente dalla selezione delle migliore uve dei nostri vigneti, quando ancora riposa in botte. In Francia club di questo tipo sono piuttosto frequenti, in Italia costituiscono una novità, che crea un rapporto fidelizzato con i clienti, che non si limitano ad acquistare ma partecipano a incontri ed eventi pensati appositamente per loro”.
Tonneau e clayver
La visita continua tra le botti di legno, i tonneau (una particolare botte utilizzata per lo più nell’ovest della Francia) per il Valpolicella superiore, le anfore, che enfatizzano la sapidità importante del bianco e le clayver (contenitori sperimentali, anch’essi utilizzati soprattutto in Francia) in terracotta che diventa ceramica e lascia traspirare poco”.
Nel corso nella visita incontriamo anche l’enologo Paolo Posenato che spiega i diversi passaggi dei vari vini, del blend di Teroldego per esempio, “che finisce subito in botte grande”.

La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Anche i non addetti ai lavori non potranno non apprezzare una cantina tanto ricca di cultura e sperimentazione, bellissima a vedersi oltre che interessante per i suoi prodotti. Tra i clayver inoltre troneggia una statua della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, il Gigante n. 29, del 1720 circa, restaurata grazie al sostegno di Generalfinance ssa al progetto “Adotta una statua”.
La serata di lunedì 13 aprile si è svolta piacevolmente, a dispetto del maltempo, tra le proposte gastronomiche dell’ottimo catering, la musica dal vivo di tre talentuosi e ironici musicisti e cantanti e la degustazione di tre eccellenze della Collina dei Ciliegi, il Ca’del Moro, un garganega veronese, il Brut, vino spumante e il Camponi, un corniva veronese.
In vendita alla Collina dei Ciliegi anche il Prea bianco, il Prea rosso, il Peratara, il Ciliegio, il Ciliegio Riserva Armando Gianolli, il Formiga, il Maciòn, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto.
Photo Elena Borravicchio



