Dal lusso rinascimentale alla creatività contemporanea, un viaggio di 7 secoli lungo la storia dei Tarocchi. Un’occasione unica in cui si riunisce il Mazzo Colleoni, il più completo tra i mazzi quattrocenteschi, che insieme a opere provenienti da tutto il mondo racconteranno la ricca e inesauribile vicenda di queste carte svelandone origini, fortuna e fascino.
Bergamo, Italia.
Appuntamento dal 26 febbraio al 2 giugno 2026 per un progetto atteso da tempo: dopo più di un secolo vengono riunite le 74 carte del Mazzo Colleoni, conservate tra Accademia Carrara di Bergamo, The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata. L’occasione di questa eccezionale riunione ha avviato un progetto altrettanto unico: un percorso espositivo dal Quattrocento ai giorni nostri che, grazie a prestigiosi prestiti nazionali e internazionali, approfondisce la storia, la committenza, gli artisti, le tecniche, nonché il fascino che queste carte continuano ad esercitare sulle persone.

Prestiti e collaborazioni
Tarocchi è realizzata in collaborazione con The Morgan Library & Museum di New York (che ospiterà la mostra Tarot! Renaissance Symbols, Modern Visions dal 26 giugno al 4 ottobre 2026, con una selezione delle carte bergamasche del mazzo Colleoni) e presenta, negli spazi di Accademia Carrara, prestiti straordinari provenienti da istituzioni quali Bibliothèque Nationale de France di Parigi, Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University e Biblioteca Nazionale di Firenze.
Particolarmente significativa la collaborazione con musei come The Metropolitan Museum di New York, National Gallery of Art di Washington, Kunsthistorisches Museum di Vienna, che testimoniano la rete di rapporti internazionali di Accademia Carrara. Rilevante è anche il gruppo di opere provenienti dai musei nazionali, come Castello Sforzesco e Pinacoteca di Brera, Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, Galleria Sabauda di Torino e Pinacoteca Nazionale di Siena. Per la sezione di arte contemporanea prestiti da istituzioni come Peggy Guggenheim Collection di Venezia e Niki Charitable Art Foundation si aggiungono a quelli di collezioni private specializzate.L’allestimento della mostra è a cura di Mauro Piantelli (De_8 Architetti).

La più importante panoramica sui tarocchi mai realizzata
Nati come svago aristocratico e ampiamente diffusi con l’invenzione della stampa, i tarocchi si sono affermati come strumento divinatorio nel XVIII secolo, raggiungendo un’enorme fortuna culturale e simbolica nel Novecento e oltre. I temi trattati all’interno del progetto restituiscono la più importante panoramica sui Tarocchi mai realizzata: l’origine delle carte; l’ambiente raffinato e sfarzoso delle corti dell’Italia settentrionale in cui il gioco si diffuse intorno alla metà del Quattrocento; l’evoluzione da passatempo aristocratico a intrattenimento popolare, per trasformarsi infine in una tecnica di divinazione del futuro; la fortuna dei tarocchi nel Novecento e fino a oggi.
Una mostra che accompagna alla scoperta del potere immaginifico delle carte che da secoli incantano: da Bonifacio Bembo e Antonio Cicognara, autori delle carte del Mazzo Colleoni, fino al Surrealismo con artisti come Victor Brauner, dalle miniature ispirate ai Trionfi petrarcheschi alle testimonianze contemporanee di Irving Penn, Niki de Saint Phalle, Leonora Carrington e Francesco Clemente.

Il Mazzo Colleoni
Il Mazzo Colleoni, il più completo tra quelli antichi, è composto da 74 carte oggi divise tra Accademia Carrara di Bergamo (26), The Morgan Library & Museum di New York (35) e una collezione privata (13). Tra i mazzi legati alla committenza sforzesca, quello Colleoni è certamente il più celebre, anche grazie a Italo Calvino che ha utilizzato queste carte come straordinari dispositivi narrativi ne Il castello dei destini incrociati edito nel 1969 da Franco Maria Ricci proprio con il titolo Tarocchi, Il mazzo visconteo di Bergamo e New York e, nel 1973, da Einaudi.
Gli studiosi sono concordi nell’attribuzione a Bonifacio Bembo (forse con la collaborazione del fratello Ambrogio), mentre si sono molto interrogati sul nome dell’artista che intervenne in un secondo momento per integrare sei carte, propendendo per Antonio Cicognara. Un’attenta indagine araldica ha consentito di ricondurre la committenza del mazzo a Francesco Sforza, che sposò nel 1441 Bianca Maria Visconti, unica figlia legittima di Filippo Maria Visconti, e che resse il Ducato di Milano dal 1450 sino al 1466.
La mostra celebra, oltre alla straordinaria riunione delle 74 carte, anche gli oltre 125 anni dall’ingresso dei Tarocchi Colleoni nella collezione bergamasca: dal 1900, infatti, le carte non solo sono parte del patrimonio della Carrara, ma hanno occupato, all’interno del percorso museale, un posto sempre di primo piano, ennesima conferma del valore e dell’attenzione riservata all’opera.

Le parole di Elena Carnevali, presidente Fondazione Accademia Carrara e sindaca di Bergamo
“Questa mostra nasce da un progetto scientifico avviato nel 2021, un lavoro di lunga durata sotto l’occhio attento del Responsabile Ufficio Conservatori, Paolo Plebani, che ha permesso ad Accademia Carrara di valorizzare it proprio patrimonio mettendolo in dialogo con alcune delle più prestigiose istituzioni culturali internazionali, a partire dalla Morgan Library & Museum di New York. È uno di quei casi virtuosi in cui il tempo dedicato alla ricerca e alla programmazione ha portato a un risultato di altissimo profilo, in cui tutte le professionalità coinvolte sono cresciute, la comunicazione è stata efficace, e il museo ha dimostrato cosa può fare un’istituzione culturale guidata da un approccio scientifico”.
“Il grande richiamo nazionale e internazionale di questa esposizione conferma la capacitò di Accadomia Carrara sotto la quida dolla direttrice Maria Luisa Pacelli, di porsi come punto di riferimento nel panorama museale contemporaneo, capace di costruire progetti ambiziosi e di rete promuovendo al tempo stesso il proprio patrimonio e la città di Bergamo nel mondo. I tarocchi possiedono un fascino straordinario: nati come carte da gioco aristocratiche, sono diventati nel tempo strumenti di divinazione, oggetti di culto, opere d’arte. Accanto al percorso espositivo, un viaggio suggestivo dal Quattrocento fino a testimonianze contemporanee, abbiamo costruito un ricco programma di attività per tutti i pubblici – bambini e bambine, famiglie, adulti — che consente di approfondire i diversi temi dell’esposizione, raccontando la storia dei Tarocchi, il loro significato e i protagonisti di una vicenda così affascinante. È una mostra quindi che incarna pienamente la missione dell’Accademia Carrara: unire il rigore della ricerca scientifica alla capacità di parlare a un pubblico ampio e diversificato, con un’offerta culturale che coniuga bellezza, conoscenza e accessibilità“.

Cosa sono i Tarocchi
Oggi i Tarocchi sono comunemente associati alla divinazione, ma per molti secoli furono soprattutto un gioco di carte in cui, per quel che ne sappiamo, la memoria contava più della fortuna. La composizione del mazzo, al contrario, è rimasta sostanzialmente invariata. leri come oggi un mazzo è composto da 78 carte, articolate in due gruppi principali. Il primo comprende 56 carte (Arcani minori) suddivise in quattro semi (Denari, Coppe, Spade e Bastoni secondo la tradizione italiana) e ciascun seme include 10 carte dette Numerali e 4 carte figurate dette Onori (Fante, Cavallo, Regina, Re). Il secondo gruppo è formato da 22 carte illustrate con figure umane e animali dal significato simbolico, inizialmente denominate Trionfi e in seguito note come Tarocchi o Arcani maggiori. Pur con lievi variazioni nell’ordine delle carte, la sequenza iconografica è rimasta stabile nel tempo. Se le immagini sono sostanzialmente le stesse, i significati loro attribuiti si sono trasformati e arricchiti nel corso dei secoli, rivelando la grande capacità dei Tarocchi di adattarsi e di tenere insieme cultura colta e popolare. Proprio questa ricchezza simbolica è alla base del percorso della mostra che ne ripercorre la loro lunga e straordinaria storia.

I tarocchi di De André
Fabrizio De André (1940-1999) rientra tra gli intellettuali che hanno mostrato un interesse profondo e consapevole per i Tarocchi. Ne ha studiato la tradizione simbolica e ne ha tratto spunti e riferimenti che attraversano la sua opera, influenzando la costruzione dei personaggi e delle vicende dei suoi brani, fino a trovare espressione nelle scenografie dei suoi concerti.
Accademia Carrara, in occasione della mostra Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna, rende omaggio al cantautore genovese e al suo ultimo tour Mi innamoravo di tutto del 1997/98 allestito con la scenografia dei tarocchi, con un regalo alla città di Bergamo, ai suoi abitanti e ai turisti che ogni giorno visitano Città Alta: l’installazione video / Tarocchi di De André, realizzata nel 2009 per la mostra dedicata al cantautore genovese voluta da Palazzo Ducale di Genova, viene eccezionalmente allestita negli spazi di Palazzo della Ragione, fruibile gratuitamente dal 20 febbraio al 3 maggio 2026.
INFO
Per informazioni e dettagli, consultare www.lacarrara.it
Credit photo Antonio Cadei. Courtesy of Accademia Carrara Bergamo




