DuetorriHotels conduce i propri ospiti alla scoperta di luoghi insoliti nelle quattro città italiane in cui si radicano i quattro hotel del gruppo.
Verona, Italia.

Nei Discovery4tours a Verona, Firenze, Genova e Bologna, la curiosità si appaga con la scoperta di attrazioni originali e con l’esperienza di soggiornare in palazzi dall’anima antica, come i protagonisti dello spettacolo, della letteratura e del cinema che vi hanno dimorato.
In sinergia con le principali realtà turistiche, universitarie e pubbliche delle città di riferimento, gli hotel DueTorri promuovono l’ospitalità in stile italiano e le eccellenze del territorio che valorizzano.
Il weekend nell’eleganza e nella storia permette di dormire nelle suites preferite da Maria Callas, Mozart e Lady Diana, percorrere i saloni monumentali cari ad Alfred Hitchcock, cenare all’ombra degli affreschi dei Carracci o fare colazione nelle ex bouvette del Parlamento del Regno d’Italia.
Con una guida turistica eccezionale: il cofanetto dei Libri della Buonanotte, editi da Minerva e consegnati direttamente in camera all’arrivo, è una collana letteraria di quattro racconti per ogni destinazione, sorta dall’anima di giornalisti legati alle località da visitare.

Discovery4tours Verona
In collaborazione con Destination Verona & Garda Foundation, l’hotel propone un itinerario di due giorni denso di bellezza.
Si passeggia per la città dell’amore tragico dalla Basilica di Sant’Anastasia a Piazza Erbe, si visita la ricca collezione di arte antica, moderna e contemporanea di Palazzo Maffei e si leggono lettere d’amore da tutto il mondo nell’archivio del Club di Giulietta.
A poca distanza da Verona si scopre la Valpantena e il paleocristiano Ipogeo di Santa Maria in Stelle. La sosta gastronomica si gode all’eccellente Trattoria Caprini.
Si conclude il tour ad Arbizzano di Negrar in Valpolicella, con la visita guidata alla neoclassica Villa Mosconi al suo romantico parco all’inglese e la degustazione di Amarone della Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani, pertinenza agricola della dimora storica.

Basilica di Sant’Anastasia
Affacciandosi dai balconi della Suite Maria Callas del Duetorri Hotel Verona, la Divina posava lo sguardo sull’intima piazza Sant’Anastasia.
Lo sguardo insegue le fughe dei mattoni rossi della facciata incompiuta dell’omonima Basilica, splendido esempio di Gotico italiano dedicato dal 1290 a San Pietro Martire, domenicano veronese e co-patrono della città con San Zeno.
All’interno si aprono le tre vaste navate della chiesa più grande di Verona, sorrette da 12 colonne monumentali in marmo rosso. Mattonelle bianche e nere, i colori dell’ordine domenicano, e l’affresco di Pisanello raffigurante San Giorgio e la Principessa, adornano il pavimento e l’arco esterno della Cappella Pellegrini.
Palazzo Maffei
La famiglia Maffei, cambiatori ghibellini ben inseriti alla corte scaligera, eressero Palazzo Maffei. Seicentesco palazzo privato dall’austera facciata barocca, è il raffinato elemento della scenografia di Piazza Erbe.
Venne reso Casa Museo nel 2020 dopo imponenti restauri conservativi dall’imprenditore e collezionista Luigi Carlon, che nutriva il desiderio di mantenere unita ed esporre la sua vasta collezione.
L’allestimento museale a cura di Gabriella Belli si articola su due piani e accoglie 650 opere dell’eclettica collezione, che attraversa 4.000 anni.
L’accostamento tematico di opere antiche, moderne e contemporanee è la chiave di comprensione del museo.
Infatti, varcando il portale dell’elaborata facciata sormontata da sei statue di divinità romane, nel cortile d’ingresso il ristorante con enoteca racchiude un segreto sorprendente.
Le rovine perfettamente conservate del Capitolium sono la scenografia eccezionale del tavolino per due Romeo e Giulietta.
Un aggraziato scalone elicoidale autoportante conduce ai due livelli del piano nobile. All’ingresso, presso la biglietteria, l’installazione site specific al neon blu di Maurizio Nannucci, New Horizons for Other Visions/New Visions for Other Horizons prelude ai capolavori in mostra nelle 29 sale.
Saloni finemente stuccati, impreziositi da soffitti dal gusto neogotico e affreschi della scuola dei Cignaroli, accolgono dipinti, sculture, incisioni, disegni, miniature, volumi, maioliche, bronzi, argenti, avori, pezzi d’arte orientale, mobilio e manufatti dall’antichità alla contemporaneità, accostati in perfetto contrasto.

La collezione Carlon di Palazzo Maffei
I valori della famiglia scolpiti nell’epigrafe all’ingresso sono seguiti alla lettera dalla Fondazione Carlon. Diretta da Valeria Carlon, figlia del collezionista, gestisce il delicato dialogo tra antico e moderno e tra pittura, scultura, arti applicate e architettura.
La pittura veronese, il Futurismo e la Metafisica sono il fulcro dell’interesse di Carlon.
Sfilano capolavori di Mantegna, Canova, Picasso, De Chirico, Magritte, Morandi, Fontana, Balla, Boccioni, Burri e Manzoni. Nella sala dedicata alla maternità e alle eroine, dee, sante, madonne, fanciulle o donne ritratte in duemila anni di Storia si relazionano con installazioni contemporanee. Spicca la Maternità di Arturo Martini.
Imparino i figli, imparino i nipoti ad evitare le spese inutili, a considerare ciò che dura per sempre!
Espressiva la stanza Mirabilia affacciata su Piazza Erbe: affreschi con disegni di architetture inserite nel paesaggio alle pareti, fogli miniati del XII secolo, reperti lapidei e trittici oro veronesi del secondo Maestro di San Zeno sigillano il Concetto Spaziale, Attese di Lucio Fontana su fondo rosso.
Il racconto tematico spazia verso la guerra nella sala rossa. Alle rappresentazioni di santi, eroi e battaglie dell’età moderna si accostano gli orrori della guerra novecentesca nell’opera materica di Alberto Burri.
Importanti le recenti acquisizioni come l’onda di Hokusai e le creazioni contemporanee di Pistoletto, Cattelan, Roosegaarde.

Club di Giulietta
Il lavoro del Club di Giulietta mette sulle tracce dell’amore. I volontari e le volontarie del Club di segretari dell’eroina shakespeariana si occupano di leggere, tradurre e rispondere a mano a ogni lettera. La visita agli archivi che conservano migliaia di missive da cuori più o meno infranti da tutto il mondo merita una prenotazione.
L’argomento trasversale è l’amore, ma anche la paura di rimanere da soli per sempre
Nel 1930 l’impiegato Ettore Solimani, custode della Tomba di Giulietta, rispose commosso alle prime lettere dei turisti in cerca di consiglio. Scrivere a Giulietta offre il conforto di contattare una persona reale, anche se ammantata di fascino tragico.
“Rispondiamo sempre e conserviamo ogni storia d’amore nell’archivio del Club dagli anni ‘70, quando nacque l’Associazione. Sostenuti dal Comune, ci prendiamo cura delle lettere inviate giornalmente: le ritiriamo dalla Casa di Giulietta, le dividiamo per lingue e le smistiamo ai Segretari di Giulietta per le risposte” racconta Camilla, volontaria del Club di Giulietta.
Rispondere ai mittenti è come rispondere a sé stessi, in un momento di introspezione.

L’ipogeo di Santa Maria in Stelle in Valpantena
Questo sito archeologico e luogo di culto paleocristiano sopravvive da un millennio nelle viscere della florida campagna della Valpantena. Vibra di esoterismo lo zampillio impetuoso della sorgente.
La chiesa e l’ipogeo a cinque metri sotto il livello del suolo si trovano nel borgo agricolo di Santa Maria in Stelle, che deve il suo nome ad uno degli affreschi che ornano la volta delle due camere ipogee.
Condensa Terra e Cielo in un unicum di meraviglia
Nel I secolo d.c. era una struttura idraulica che pompava acqua corrente dalla fonte sotterranea alla domus della famiglia Pomponia. Un’ara romana dedicata ad Aristoclia Pomponia, frammenti di statue romane e un’iscrizione lo verificano.
Dal III secolo divenne un luogo di culto cristiano dal valore inestimabile per l’archeologia paleocristiana, grazie al sontuoso allestimento pittorico che rivela elementi ispirati alle catacombe romane. Due stanze a volta erano destinate al culto liturgico. Raffinate cornici rosse e cilindri colorati affrescano la volta, mentre complesse geometrie e iconografie del Nuovo Testamento, come il Cristo docens, abbelliscono le pareti.
Rapito dall’oblio dopo l’edificazione della chiesa, l’ipogeo venne restaurato nel 2019 e oggi splende grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione Ipogeo Stelle.
Un pranzo alla Trattoria Caprini
La cucina della Trattoria Caprini riflette la Valpolicella nei piatti della tradizione di una famiglia da quattro generazioni. A Torbe, l’insegna “Caprini Silvio oste” avvia una storia di mestiere senza interruzioni dal 1907.
Balcone scenografico su verdi e floridi pendii vitati, nelle cucine del ristorante di Pierina e Sergio Caprini si condensa un patrimonio di sapori.
Tutto è fatto in casa, dall’accoglienza al cibo: il bollito della domenica, le lasagnette, proposte nelle varianti di salmì di lepre o ragù di coniglio, la trippa, la pasta fresca all’uovo tagliata in diversi formati.

Villa Mosconi e la Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani
Ad Arbizzano di Negrar, in Valpolicella, la settecentesca Villa Mosconi sorge a lato della cantina cinquecentesca preesistente.
Il salotto letterario della contessa Mosconi, frequentato da illustri esponenti della cultura del tempo, tra cui il poeta e letterato Pindemonte, si intratteneva con passeggiate, giochi, conversazioni, letture, spettacoli e ricevimenti nel salone delle Muse.
Completano la veduta il parco di otto ettari all’inglese e i possedimenti vinicoli della Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani, che dal 1957 esporta Amarone in mezzo mondo.
L’esistenza della coltivazione della vite risale al 1028 nella valle di Arbizzano e il rinomato Amarone Classico della Valpolicella si originò proprio nelle cantine di questa villa nel 1936. Da allora, Giovanni e Guglielmo Bertani producono vini d’eccellenza, offrono un tour della cantina monumentale, del brolo, del fruttaio con le caratteristiche arelle in bambù per l’appassimento naturale delle uve e della cantina gravitazionale cinquecentesca.
La degustazione base da 29 euro a persona che conclude la visita prevede una panoramica istruttiva sulle specie impiegate e i terroir e la beva di quattro calici di Lepiga Soave, Valpolicella Classico Superiore, Valpolicella Ripasso Classico e Amarone Classico Riserva.

Duetorri Hotel Verona
L’albergo 5 stelle Lusso, il solo a Verona affiliato a The Leading Hotels of The World, si adatta alle forme trecentesche dello scaligero palazzo dell’Aquila.
Cambiano forma, ospiti e proprietari nel corso della sua storia secolare.
I Bordieri, famiglia bresciana di coltellai e orefici, dal ‘400 al ‘700 lo rese per la prima volta una locanda. Vi soggiornarono Mozart, Goethe, gli Asburgo, gli eroi risorgimentali.
Assurto a Grand Hotel Imperiale, qui si incoronò il re di Francia Luigi XVII, si firmò il Trattato di Villafranca tra Napoleone III, Vittorio Emanuele II, l’Arciduca Ranieri e il maresciallo Radetzky e Giuseppe Garibaldi parlò ai veronesi.
Fino a quando Enrico Wallner lo trasformò nel 1958 in moderno hotel di lusso, progettò le camere e le arredò con mobili in stile Biedermeier e porcellane pregiate.
Il pittore e scenografo per l’Arena Pino Casarini rese spettacolare l’attuale Due Torri Lounge & Restaurant, la hall e il teatro. Gli affreschi del Torneo di cavalieri a Brandeburgo e Il Circo equestre sorprendono per l’estensione e l’armonia con l’ambiente.
Tutte le personalità italiane e del jet set internazionale di passaggio a Verona soggiornarono al DueTorri, tra cui De Sica, Magnani, Andreotti, Spadolini, Levi Montalcini, Thatcher, Callas e Placido Domingo.
Nel 2010 il Gruppo Duetorrihotels acquisisce Palazzo dell’Aquila e lo riafferma come un’eccellenza nel settore dell’ospitalità. 89 stanze vengono restaurate e rinnovate insieme al ristorante gourmet, una terrazza con vista a tutto tondo si estende sulle meraviglie della città.
Parquet, marmi, lampadari Murano, mosaici, tessuti preziosi, mobili Biedermeier e Impero, boiserie e arredi di pregio rendono giustizia all’atmosfera ottocentesca, mentre le animate scene circensi di Casarini caratterizzano l’albergo con brio.
INFO
Per informazioni riguardo ai Discovery4Tours: www.duetorrihotels.com




