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L’Elba che non ti aspetti: cultura, storia e luoghi affascinanti dell’isola, dalle ville di Napoleone alle miniere

L’Elba, perla dell’Arcipelago Toscano, è ben nota per il mare cristallino, la natura incontaminata e i paesaggi mozzafiato. tuttavia, tantissime sono le sfaccettature che l’Isola propone ai suoi visitatori, luoghi meno noti ma ugualmente affascinanti, dalle Ville Napoleoniche alle esplorazioni nel cuore della terra, come l’imperdibile Miniera del Ginevro.

Isola d’Elba, Italia.
L’Elba non è fatta solo di mare cristallino, distese sabbione e ciottolose, paesaggi mozzafiato, per quanto indimenticabili: ci sono anche opportunità di scoprire lati meno noti ma egualmente affascinanti dell’isola, ottime alternative per chi vuole abbinare anche cultura e storia alla propria vacanza. Scopriamo alcuni luoghi assolutamente da non perdere.

LE RESIDENZE NAPOLEONICHE

Una delle ragioni che spinge il turista a soggiornare all’isola d’Elba è la memoria della permanenza sull’isola di Napoleone Bonaparte: nonostante il soggiorno sia durato solo dieci mesi, è ricordato prettamente dalla presenza delle due residenze napoleoniche, la Palazzina dei Mulini, posta alla sommità di Portoferraio e la Villa di San Martino, distante pochi chilometri, rispettivamente testimonianze della vita pubblica e di quella privata dell’imperatore. Gli ultimi interventi di restauro hanno restituito l’originario aspetto alle dimore, riportando alla luce le decorazioni murali e ricomponendo parte della mobilia originaria.
In seguito alla disfatta dell’esercito francese a Lipsia ed al successivo trattato di Fontainebleau Napoleone fu costretto ad abdicare il 4 aprile 1814. Poiché il trattato prevedeva una rendita vitalizia a suo favore e la sovranità sull’isola d’Elba, l’ormai ex imperatore arrivò a Portoferraio la sera del 3 maggio 1814, a bordo della fregata inglese Undaunted.
Nel corso degli intensi mesi trascorsi sull’isola, Napoleone riattivò i commerci e le attività estrattive mentre, pressato dalle necessità di cassa, fu costretto a incamerare le rendite delle miniere e a inasprire le imposte fondiarie, tanto da provocare la ribellione della popolazione di Capoliveri. Allo stesso tempo, per facilitare le comunicazioni all’interno dell’isola, intraprese migliorie stradali e favorì lo sviluppo dell’agricoltura e della pesca, ideando un’infinità di progetti (tra cui l’industria per la produzione della seta) destinati a rimanere sulla carta; non da ultimo, si preoccupò di rendere efficiente la piccola guarnigione militare e la flotta.
L’operosa serenità dell’imperatore durò ben poco e a nulla valsero le affettuose cure della madre Letizia e della sorella Paolina, accorse sull’isola, né quelle della contessa Walewska, profuse nel corso di una memorabile visita a Marciana. La sera del 26 febbraio 1815 un destino ancora incompiuto spinse Napoleone a bordo dell’Incostant e lo riportò in Francia per condurre la sua ultima grande impresa, quella nota come i “Cento giorni”.

PALAZZINA DEI MULINI

Inserito in un contesto storico ed ambientale straordinario, il museo si propone di ricordare la permanenza nell’isola di Napoleone Bonaparte, avvenuta dal 4 maggio 1814 al 26 febbraio 1815, costretto all’esilio elbano dopo l’abdicazione e il trattato di Fontainebleau e prima dei “Cento giorni”. Nella residenza di città, la cosiddetta Palazzina dei Mulini, Napoleone ha voluto ricreare, in formato ridotto, l’atmosfera di una corte che lo aveva sempre accompagnato, grazie anche al soggiorno della madre e della sorella Paolina.

Attualmente vi si conservano cimeli, arredi e mobili dell’epoca e parte dell’interessante biblioteca condotta con sé dall’imperatore e poi da lui donata alla Comunità di Portoferraio.

Per ulteriori informazioni, consultare www.museiarcipelago.it/musei/palazzina-dei-mulini/

VILLA SAN MARTINO

Sede extra-urbana, Villa San Martino si presenta come la “maison rustique”, acquistata da Napoleone nel giugno 1814 per farne la sua residenza estiva e rimasta inabitata a causa della partenza dall’Elba. Architettura neoclassica, villa raffinata, e oggi museo immerso nel verde che raccoglie cimeli napoleonici, fu acquisita nel 1856 dal principe Anatolio Demidoff, erede Bonaparte per matrimonio, che, fatta edificare l’imponente Galleria neoclassica da cui trae il suo nome, sostanzialmente si disinteressò dell’originaria idea di crearvi un museo di memorie napoleoniche. Conserva arredi d’epoca nelle sale affrescate (notevole la cosiddetta “Sala egizia”) e una raccolta di stampe napoleoniche ottocentesche solo in piccola parte esposte.

Per altri dettagli, visitare www.museiarcipelago.it/musei/villa-san-martino/

LE MINIERE

Con più di 200 specie mineralogiche, rintracciate e catalogate in secoli di ricerche da parte dei più importanti studiosi e appassionati di mineralogia mondiale, quest’isola vanta più di un ventesimo dei minerali del pianeta.

Che siano campioni delle miniere del versante orientale o le favolose cristallizzazioni pegmatitiche del versante occidentale, nessun museo del mondo può definirsi completo senza campioni elbani. È possibile anche vivere un’esperienza da geologo direttamente: martello alla mano e sacchetto per la raccolta sono la dotazione fornita in occasione dei percorsi guidati alla scoperta dei vecchi cantieri di lavoro delle miniere ferrose di Rio e Capoliveri. Qui, accompagnati da esperte guide, si potranno scovare campioni di ematite, pirite, limonite, malachite e tantissimi altri da custodire tra le proprie collezioni. Per un’esperienza ancora più emozionante c’è anche la possibilità di esplorare il “cuore della terra”, immergendosi con elmetto in testa e “bussole impazzite”, nelle gallerie sotterranee della miniera di magnetite del Ginevro, unica miniera in galleria ancora visitabile sull’isola.

Sul versante occidentale invece, la capitale mineralogica è sicuramente San Piero, regno di generazioni secolari di scalpellini del granito, dove a fare da attrazione principale vi aspetteranno le tormaline e le gemme dei filoni pegmatitici del Monte Capanne e potrete prendere parte a numerose escursioni emozionanti sul tema dell’estrazione e dell’utilizzo del granito.

Per diventare dei “minatori per un giorno”, basterà rivolgersi ad uno dei centri visita museale a vostra disposizione sull’isola d’Elba: a Rio Marina (frazione del Comune di Rio) con il museo mineralogico del Parco Minerario Elbano e le visite guidate alle cave del Bacino e Valle Giove; a Capoliveri con le visite al Museo della Vecchia Officina e dei cantieri del Vallone e delle Gallerie del Ginevro, ed infine al MUM, ovvero il museo mineralogico e gemmologico di San Piero per scoprire il meraviglioso mondo del granito.

LA MINIERA DEL GINEVRO

La miniera di magnetite del Ginevro, unica miniera in galleria ancora visitabile sull’isola, è il giacimento più grande d’Europa ed è considerata una riserva strategica di ferro dallo Stato italiano, tanto da essere tutt’ora tutelata per la sua importanza.
Muniti di caschetto e di spirito d’avventura, grazie all’aiuto delle guide, si potrà scendere nella pancia dell’isola, immergendosi in una visita esperienziale. Come vivevano i minatori? Quali abitudini avevano la piccola comunità dedicata agli scavi? Che cosa voleva dire lavorare sottoterra? La visita risponde a queste e altre domande, in un percorso articolato lungo i cunicoli e gli spazi comuni della miniera, in cui si avrà più di una volta la sensazione di vedere l’attività ancora in corso, anche grazie alla presenza di strumentazioni lasciate in loco subito dopo la chiusura degli anni ’80.
Sono previsti due percorsi: uno a quota +6, pianeggiante e adatto a tutti, e un secondo a quota -24, che prevede la discesa di 220 scalini.

Per tutte le informazioni, visitare www.minieredicalamita.it

INFO
È sempre una buona idea partire alla scoperta dell’Elba, splendida isola dell’arcipelago toscano. Per dettagli, curiosità ed esperienza consigliate, consultare www.visitelba.info

Foto Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

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