
Una mostra monografica eccezionale su uno dei maggiori pittori veneziani di sempre, dal nome forse meno altisonante rispetto a Tintoretto e Giorgione, ma sicuramente unico nel suo talento e nella sua capacità di raccontare, e non solo rappresentare, la Città lagunare in modo originale e affascinante.

Venezia, Italia.
“Carpaccio è Venezia”. E se lo afferma Vittorio Sgarbi, celebre critico d’arte e ora Sottosegretario al Ministero della Cultura, probabilmente c’è da credergli. “Questa è la più grande mostra che si potesse fare dedicata alla città nella sua dimensione di sogno” continua il critico alla conferenza stampa che anticipa l’apertura della mostra sabato 18 marzo 2023.
Le sale dell’Appartamento del Doge, nel Palazzo Ducale di Venezia, ospitano fino al 18 giugno 2023 una grande e completa retrospettiva su Vittore Carpaccio (1465 ca – 1525 o 1526). Egli è uno dei più grandi artisti veneziani a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, parte di una maestosa triade con Bellini e Tintoretto. I curatori concordano nel dire che non c’è miglior illustratore e narratore della Venezia del tempo rispetto a Carpaccio, che pur non ha mai rappresentato la città con quella precisione che più tardi avrebbe caratterizzato i Vedutisti. Il suo era un sogno di Venezia, le cui atmosfere sono come sospese, secoli prima del Surrealismo. Straordinaria l’attenzione verso la flora, la fauna e il paesaggio della laguna, ma non meno ricercati sono i dettagli architettonici, di arredo e decorazione, finanche l’abbigliamento e una nuova prospettiva data dagli oggetti, non dalle linee.
Carpaccio fu di fatto l’inventore della pittura di genere, ovvero legata a temi quotidiani e laici. Due dame veneziane, conservato al Museo Correr, è riprodotto in ogni libro di storia dell’arte e ora è temporaneamente riunito alla sua parte superiore, la Caccia in laguna, proprietà del Getty Museum di Los Angeles. A lui si deve anche una delle più emblematiche rappresentazioni della potenza di Venezia: una tela con l’enorme leone alato con le zampe posteriori sul mare e le anteriori sulla terra, segno del dominio incontrastato sullo Stato da Mar e lo Stato da Tera. Ma Carpaccio è soprattutto un “raccontatore di storie”, come lo definisce il co-curatore Andrea Bellieni. Il pittore veneziano è sempre stato lodato soprattutto per i cicli in cui rappresenta, o meglio narra, racconti sacri. Questi capolavori dal sapore quasi cinematografico erano destinati alle sedi delle confraternite di Venezia, le cosiddette Scuole. In mostra è riunito il ciclo della Scuola degli Albanesi, smembrato in vari musei, mentre non si sono potuti spostare lo spettacolare ciclo di Sant’Orsola, conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e il ciclo della Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, unico rimasto nella sua collocazione originaria.
La mostra
Da esattamente 60 anni mancava una retrospettiva su Carpaccio a Venezia. La Fondazione dei Musei Civici di Venezia ha dedicato molti sforzi alla realizzazione di questa mostra in collaborazione con importanti esperti e istituzioni culturali internazionali. Prima fra tutte la National Gallery of Art di Washington, che ha co-organizzato l’evento e l’ha ospitato prima che giungesse in Laguna. Molte opere provengono proprio da questo importante museo americano, come anche dal British Museum, dal Getty Museum di Los Angeles, dalla Pinacoteca di Brera e dall’Accademia Carrara di Bergamo e molti altri.
La mostra offre al visitatore ben 70 opere di Carpaccio, 42 dipinti e 28 disegni. Di questi, sei sono eseguiti sia sul recto sia sul verso del foglio, dunque le opere totali salgono in effetti a 76. Le 11 sale espositive ripercorrono la sua opera in modo cronologico, dagli albori fino all’incontro con i nuovi grandi e le loro rivoluzioni prettamente rinascimentali. Senza soluzione di continuità si susseguono tele, teleri, tavole dipinte e disegni cu carta. Proprio i disegni permettono di ammirare da vicino e apprezzare la straordinaria abilità tecnica di Carpaccio, che prepara minuziosi studi anatomici, pose, composizioni corali prima di passare alla vera esecuzione. Una dodicesima sala è invece occupata da una postazione multimediale che permette di indagare nei dettagli, in 3D, la Caccia in laguna, in cui si possono avvicinare e riconoscere gli animali al centro della scena.
Photo Marta Covre

INFO
Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni
A cura di Peter Humfrey con Andrea Bellieni e Gretchen Hirschauer
Palazzo Ducale di Venezia, Appartamento del Doge
18 marzo – 18 giugno 2023
Tutti i giorni 9:00-18:00 fino al 31 marzo, 9:00-19:00 dal 1 aprile al 18 giugno
Biglietto intero € 13,00, previste riduzioni e agevolazioni per la visita alla Scuola di San Giorgio degli Schiavoni.
Tutte le info su www.palazzoducale.visitmuve.it




