PEDALANDO IN CUIAVIA-POMERANIA

Scritto da AGENDAVIAGGI on . Postato in Coppia, Itinerari

Quest’estate abbiamo deciso di fare un’esperienza diversa dalla solita capitale europea e di abbandonare il traffico e lo smog per viaggiare in Polonia con la bicicletta: un tour nella regione centro-settentrionale, per l’esattezza nel voivodato della Cuiavia-Pomerania, una vasta area in cui natura e cultura convivono felicemente. Il nostro viaggio ha come punti di partenza e arrivo i due capoluoghi della regione, Bydgoszcz e Torun.

Che il viaggio abbia inizio!
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, raggiungibile sia in auto che in treno da Danzica o Varsavia (da cui dista rispettivamente 170 e 300 km), fu fondata dal Re Casimiro il Grande nel 1346, ma secondo la leggenda il suo nome deriva dalle parole che tradotte suonano come “picchiare l’ospite”, dato che anticamente pare fosse un avamposto di pirati dediti ad assalire e derubare i commercianti che percorrevano il fiume Brda per raggiungere la Vistola. Oggi non ha più nulla di minaccioso ed è diventata, invece, moderna ed accogliente, con la Città Vecchia sviluppata intorno all’antica piazza del mercato, circondata da magnifici edifici colorati e dominata dall’enorme municipio costruito nel XVII secolo come collegio gesuita, a due passi dall’antica cattedrale gotica di mattoni rossi. Nonostante le dimensioni contenute del centro storico, ci sono molte cose interessanti da vedere, una delle quali è senza dubbio la statua dell’Uomo che attraversa il fiume, realizzata nel 2004 per commemorare l’ingresso della Polonia nell’Unione europea. Attraversando il ponte di fronte ai tre antichi granai simbolo della città, è impossibile non soffermarsi ad ammirarla: si tratta di una scultura raffigurante un uomo a dimensioni naturali, incredibilmente in equilibrio con un solo piede appoggiato su un filo teso tra le sponde del fiume! Dopo qualche minuto passato a scervellarti su come possa fare a restare in equilibrio in quella posizione degna di un esperto funambolo, giungi all’inevitabile conclusione che dev’esserci un trucco, che preferisci non conoscere per continuare ad ammirarlo come fosse una magia. Passiamo un’intera giornata a passeggiare tra le strade, le piazze e i parchi di Bydgoszcz, ammiriamo la monumentale Fontana del diluvio (la più alta in bronzo di tutta la Polonia), attraversiamo l’oasi verde dell’Isola del mulino, facciamo un giro in battello e ceniamo in un delizioso ristorante, che funzione anche come birrificio tradizionale, nel pittoresco quartiere sull’acqua chiamato, guarda caso, Venezia.

Cominciamo a pedalare…
La mattina successiva, dopo una pantagruelica colazione che nessuno di noi si sognerebbe mai di fare quando non è in vacanza, sapendo (o meglio, sperando) che ogni caloria verrà presto bruciata pedalando, stringiamo le sacche da viaggio laterali alle biciclette, ripassiamo per l’ennesima volta sulla cartina il percorso da fare e iniziamo il tour, percorrendo confortevoli piste ciclabili che affiancano le strade principali o semplici tratti sterrati nei boschi. Laghetti, fiumi e campi coltivati si susseguono come una serie di cartoline e ci sembra strano constatare, vedendo dopo qualche ora le colonnine chilometriche ai bordi della pista, di aver già percorso così tanta strada. Quando arriva uno scroscio d’acqua, ci rendiamo conto che la pioggia dà molto più fastidio in città: qui ci infiliamo semplicemente una mantellina impermeabile “onnicoprente” e continuiamo a pedalare come se nulla fosse. Attraversiamo foreste fittissime, incontaminate e rigogliose, piene di milioni di pini, molto più slanciati di quelli italiani, dato che devono spingersi sempre più in alto per intercettare qualche raggio di sole, soprattutto nei mesi invernali. Siamo diretti al paesino di Pieczyska, nei pressi di un enorme lago costeggiato da graziose spiaggette, e per arrivarci percorriamo una pista che è stata realizzata coprendo di asfalto i binari di una vecchia ferrovia a scartamento ridotto: sembra di essere tornati indietro nel tempo e ti immagini quando al nostro posto c’era un trenino a vapore simile a quelli che vediamo nei film western…

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Alla scoperta di miniere e acquedotti
Da qui ci dirigiamo a Pila – Mlyn, un paesino talmente piccolo che è difficile trovarlo sulla mappa, dove è stato creato un villaggio tematico basato su quella che prima della Seconda Guerra Mondiale era in tutta la regione l’unica miniera di carbone, di cui si estraevano la bellezza di 10.000 tonnellate l’anno. Nel bel mezzo del Parco nazionale di Tuchola è stata infatti recentemente ritrovata la galleria di accesso alla miniera, e un gruppo di volenterosi ha messo a punto un programma di valorizzazione del territorio, creando un percorso tematico che grazie a reperti originali come i vecchi carrelli per trasportare il carbone fuori dalle profondità della terra, spiega come si viveva da queste parti un secolo fa. Per dormire ci rechiamo nella vicina cittadina di Cekcyn, dove facciamo una magnifica passeggiata su un romanticissimo lungolago, che al tramonto si accende di un bagliore rossastro così forte da sembrare frutto di un incendio.
Il giorno successivo proseguiamo con le nostre fedeli amiche a due ruote fino a Fojutowo, una specie di acquedotto realizzato dai prussiani a metà dell’Ottocento per facilitare l’irrigazione del territorio facendo incrociare il corso di due fiumi: si tratta di un tunnel di 75 metri che è il più lungo impianto del genere in Polonia.

Visitiamo le città teutoniche…
Dopodiché ci dirigiamo a Grudziadz, che raggiungiamo dopo una sessantina di chilometri, un’antica città fortificata edificata dai Cavalieri Teutonici e sviluppatasi grazie alla sua posizione strategica, la cui cinta muraria esterna fatta di milioni di mattoni rossi è rimasta praticamente intatta. Il panorama che si ammira avvicinandosi dal basso è già spettacolare, ma se si vuole avere una visione a 360 gradi non resta che entrare dalla maestosa porta (che a guardar bene, con le due finestrelle laterali e l’enorme cancello sotto l’arco, sembra la bocca di un gigante arrabbiato) e dirigersi dopo una lunga salita fino ad un torrione, anch’esso tutto fatto di mattoni rossi, che riproduce esattamente quello utilizzato dai teutonici come punto di osservazione, dato che da qui lo sguardo può spaziare per decine di chilometri in ogni direzione.

… e degli innamorati
Proseguiamo per Chelmno, detta anche la “Città degli innamorati” perché custodisce, nella chiesa dell’Assunzione di Maria, una delle più grandi e antiche della Pomerania (sul cui campanile alto 60 metri ci siamo “arrampicati” salendo un migliaio di faticosissimi gradini per godere di un panorama mozzafiato!) una reliquia di San Valentino. Si tratta di una cittadina molto ospitale, con un centro storico ricco di monumenti e di storia: nonostante le ridotte dimensioni ha avuto un passato importante, dato che fece parte della Lega Anseatica e fu il luogo in cui fu firmata la cosiddetta Legge di Chelmno, che durante il Medioevo vigeva su tutte le città dominate dai Cavalieri Teutonici.

E dulcis in fundo… la città di Copernico
La nostra ultima tappa si trova a un cinquantina di chilometri, che percorriamo per la maggior parte su strade poco trafficate, molte delle quali affiancate da vere piste ciclabili, comunque sempre circondati da boschi o campagne. Finalmente arriviamo a Torun, la ciliegina sulla torta del nostro viaggio: siamo infatti nell’antica capitale della Pomerania, una città medievale fondata dai Cavalieri Teutonici nel 1231 che da allora è sempre stata una delle più ricche del Paese, non solo per la sua posizione strategica sulla Vistola, utilizzata come una sorta di autostrada verso il mare che la poneva al centro di tutti i traffici commerciali, ma soprattutto perché rappresentava l’ultimo avamposto teutonico prima dei confini con la Russia, e quindi intorno ad essa fu edificata una inespugnabile cinta muraria che le permise di rimanere intatta fino ad oggi. Visitata da oltre un milione di turisti ogni anno, è certamente una delle città più importanti della Polonia, tanto che nel 1997 è stata inserita nella lista UNESCO come patrimonio dell’umanità, grazie al suo centro storico perfettamente conservato perché risparmiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Anche se è bello perdersi passeggiando tra i vicoli e le stradine medievali piene di chiese gotiche ed edifici barocchi, il punto di aggregazione naturale degli abitanti e dei turisti è indubbiamente la piazza in cui si trova il municipio gotico della Città Vecchia, uno dei più grandi d’Europa nel suo stile, di fronte al quale si erge la statua di bronzo del più famoso cittadino di Torun, il geniale astronomo padre della teoria eliocentrica Niccolò Copernico, che “fermò il Sole e fece muovere la Terra”.

Il motivo per cui l’abbiamo lasciata per ultima non è stato solo per concludere in bellezza, ma soprattutto per far coincidere il nostro breve soggiorno con l’avvenimento più importante dell’anno: il Festival di suoni e luci Bella Skyway, che da sette anni a questa parte si svolge nell’ultima settimana di agosto richiamando decine di migliaia di spettatori da ogni dove. La notte si accende di bagliori sfolgoranti che si muovono a ritmo di musica: le vie principali, gremite di folla festante, vengono illuminate da spettacolari giochi di luci e suoni psichedelici, mentre le facciate di antichi edifici si animano improvvisamente, come risvegliati da un lungo sonno, grazie a potentissimi videoproiettori che, con una tecnica innovativa, proiettano elaborate figure geometriche in continuo movimento che combaciano perfettamente con le porte, i balconi e le finestre… dando l’impressione di trovarsi all’interno di un gigantesco caleidoscopio.

TACCUINO DI AGENDA VIAGGI


A Bydgoszcz

Centro Informazioni Turistiche in via Batorego 2 (tra il Municipio e la Piazza del Mercato)
Dove dormire
Hotel Przystan Bydgoszcz €€. Comodo e centrale, sull’isola del quartiere dei mulini. Non particolarmente lussuoso ma la comodità ed il prezzo non elevato lo rende una buona opzione per il pernotto.
Dove mangiare
Warzelnia Piwa Bydgoszcz €€. Situato in un nuovissimo birrificio, con l’intera catena di preparazione a vista, si consiglia vivamente di provare tutte le birre ordinando gli appositi assaggi corredati da mini boccali. Quattro tipi di birra che variano dalla chiara alla non filtrata, scura e amara, alla dolcissima al miele: non male per un’attività cominciata da soli 5 anni!
Curiosità
Muzeum Mydła i Historii Brudu (Museo del sapone e della storia della sporcizia) €. Curiosa attrazione situata nel cuore della via principale. Con la spiegazione ed illustrazione di come ci si lavava nei tempi più antichi e fino alla fine del Comunismo, spesso in modi piuttosto bizzarri, questo museo attira sia il pubblico dei piccoli, che si divertiranno con un simpatico laboratorio di fabbricazione del sapone, sia di quello più esigente degli adulti. Non si può non visitare!
Per un break
Cafe Post Coffice €. Via Długa 61
Gelateria Primo €. Via Gdanska 18

viaggiare-in-polonia-in-bici-706A Grudziadz
Per un break
Gelateria Torino in piazza Rynek 16 €. Situata nella piazza principale, è un ottimo posto per rifocillarsi con un favoloso gelato italiano al 100%.

A Chelmno
Dove dormire
Apartamenty Chelmińskie €€. Appartamenti con tutti i comfort e lusso di un 4 stelle: ampi appartamenti nel cuore della città, con un bellissimo contrasto tra le antiche pareti a mattoni rossi e l’arredamento moderno, frutto del lavoro di un ottimo interior designer.
Dove mangiare
Ristorante Karczma Chełmińska €€. Se volete un’ampia scelta di piatti tipici siete nel posto giusto! Che sia pesce o carne, la qualità non vi deluderà!

A Torun
Dove dormire
International Youth Meetings Center €. Nonostante sia un ostello (molte camere hanno il bagno in comune ed è relativamente lontano dal centro), la pulizia e l’aspetto completamente nuovo, appena ristrutturato, non fa pentire della scelta, anche grazie ad un efficace servizio notturno e ad una appetitosa colazione… Meraviglia decisamente il modestissimo prezzo per notte.
Dove mangiare
Ristorante Chleb i Wino €€. Posizione centralissima, cucina molto buona: famoso per la pizza, ma anche il pesce è eccezionale. Vedendo la lunga fila all’entrata, ne avrete la conferma.

Per informazioni Polonia.travel

Testo e foto di Beatrice Caldovino

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