Corrado d’Elia e il viaggio nell’Inferno dantesco

Scritto da Redazione on . Postato in cinema

Milano, Italia.
Ancora una volta Corrado d’Elia scuote gli animi con un progetto di grande spessore artistico che esplora e racconta il vivere poetico ponendovi al centro l’uomo e le sue domande fondamentali.

“Dante, Inferno”, diretto e interpretato dallo stesso Corrado e in scena al Teatro Litta di Milano dall’11 al 23 giugno, ha registrato un successo clamoroso tra il pubblico imponendo l’aggiunta di ben nove repliche alla programmazione originale.

“Il viaggio di Dante è il senso del viaggio che tutti noi compiamo attraverso un inferno che non è solo nell’Aldilà, immaginario, ma in questa vita” – dichiara Corrado d’Elia che si accosta all’opera in punta di piedi, con profondo rispetto, e che ci tende la mano per invitarci ad affrontare il viaggio nel “cammin” della nostra stessa vita.

Un viaggio che ha inizio ancor prima di raggiungere la sala con le indicazioni rosso fuoco presenti lungo il tragitto che riportano l’incipit della Commedia – nel mezzo del cammin… – con l’ultimo stralcio – … di nostra vita – all’interno, sul fondo della scena. Una volta dentro un leggio, un microfono, una luce rossa e Corrado che legge e interpreta i versi più noti del capolavoro dantesco e ci induce a riflettere su valori dell’animo umano quali l’amore, il dolore, le ipocrisie, i conflitti, la paura della morte.

Perché il viaggio di Dante all’Inferno, tra le debolezze dell’uomo e della società, racconta la storia di ogni essere umano e attraverso la sua voce e le suggestive parole Corrado ci presenta un Dante contemporaneo che ci spinge a seguirlo per intraprendere l’ultimo viaggio, quello dentro noi stessi, laddove Inferno, Purgatorio e Paradiso convivono e ci chiamano a rendergli conto. Cambiano i tempi, le abitudini, i costumi e le geografia ma non cambia il sentire dell’animo umano che con “Dante, Inferno” ci regala un’ora di pura poesia nella poesia.

Diana Facile La Globetrotter

 

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