Un testo originale che segna il ritorno a una scrittura profondamente personale, in cui riaffiorano le qualità che da sempre contraddistinguono Dix: il gusto dell’affabulazione, la precisione della parola e la capacità di far convivere ironia e profondità, trasformando il disordine della memoria in un racconto vivo e coinvolgente.
Milano, Italia.
La memoria che sfugge e ritorna, che rievoca momenti belli e altri più dolorosi, un rincorrersi di immagini che si ripresentano all’interno di una stanza vuota, con una parete nera come una lavagna e un uomo che entra e prova a capire dove si trova. Arrivato a questo punto, nuovo spettacolo di Gioele Dix, in scena dal 6 al 18 ottobre 2026 al Teatro Franco Parenti in Sala Grande, si presenta come un flusso di coscienza vivo e intenso.
Il testo è firmato da Gioele Dix e Paolo Cananzi, con la regia dello stesso Gioele Dix. Il sound design è di Hubert Westkemper, le luci di Cesare Agoni. La produzione è di CTB Centro Teatrale Bresciano con Giovit.

Lo spettacolo
Il protagonista si presenta sul palco disorientato, con la sensazione di essere arrivato al momento di tirare le somme della propria vita, ma invece dei grandi eventi affiorano alla memoria dettagli insignificanti, episodi dimenticati, pensieri che sembrano non portare da nessuna parte. Libri prestati e mai restituiti, chat inconcludenti, liste della spesa, brutte figure, occasioni mancate: è da questi frammenti, apparentemente marginali, che prende forma un racconto capace di restituire il disordine e l’imprevedibilità della memoria.
Un testo originale che segna il ritorno a una scrittura profondamente personale, in cui riaffiorano le qualità che da sempre contraddistinguono Dix: il gusto dell’affabulazione, la precisione della parola e la capacità di far convivere ironia e profondità, trasformando il disordine della memoria in un racconto vivo e coinvolgente.
La memoria come materiale vivo e instabile
In Arrivato a questo punto la memoria non è un archivio ordinato, ma un materiale vivo, instabile, attraversato da occasioni colte al volo e appuntamenti mancati.
Gioele Dix costruisce così un inventario personale e insieme condivisibile, dove vicende pubbliche e private si incontrano senza diventare cronaca né confessione. La scena diventa il luogo protetto in cui ritrovare le parole, giuste o sbagliate, in un tempo che sembra affidarsi soprattutto alle immagini. Lo spettacolo procede per scarti, lampi comici, osservazioni improvvise.

La scena
L’allestimento è essenziale e netto: una scatola nera, luci geometriche, pochi oggetti. In questo spazio asciutto il suono assume un ruolo decisivo. La partitura sonora firmata da Hubert Westkemper agisce come una guida nel labirinto: una voce lontana, un rumore familiare, una melodia improvvisa diventano indizi, aperture, piccole rivelazioni. Ogni eco può riportare a galla qualcosa; ogni interferenza può trasformarsi in memoria.
Un racconto individuale diventa esperienza comune
Il teatro, in Arrivato a questo punto, è insieme rifugio e strumento d’indagine. Non un luogo separato dalla vita, ma una camera di risonanza in cui la leggerezza non cancella il pensiero e il comico non esclude l’intensità emotiva. Gioele Dix, attore, autore e regista formatosi anche accanto a figure come Franco Parenti e Sergio Fantoni, ritrova qui uno dei nuclei più riconoscibili del suo percorso: la fiducia nella letteratura, nella musica della lingua e nella capacità del palcoscenico di trasformare un racconto individuale in esperienza comune.

Arrivato a questo punto
di e con Gioele Dix
scritto con Paolo Cananzi
progetto sonoro Hubert Westkemper
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano
in collaborazione con Giovit
INFO
Per informazioni, www.teatrofrancoparenti.it
Photo Laila Pozzo. Courtesy of Teatro Franco Parenti



