Piccolo borgo della Val d’Adige, a metà strada tra Bolzano e Merano, Vilpiano pare nascondersi all’ombra dei giganti altoatesini del turismo. È proprio questa riservatezza gentile a esaltarne le qualità: un mondo di mezzo, perfetto per una fuga di qualche giorno alla ricerca di una quiete che non è lontananza dal mondo, ma occasione per rifiatare ed esplorare i dintorni, tra distese di meleti, un’impressionante cascata e una funivia che porta al cinema in quota più suggestivo delle Alpi. Con Merano a un tiro di schioppo, tra il relax delle sue terme e la sua frizzante vita cittadina.
Vilpiano, Italia.
Vilpiano sorge sulla riva sinistra dell’Adige, all’inizio della Strada del Vino, nel tratto tra Nalles e Terlano, lungo il percorso della via Claudia Augusta, l’antica arteria romana che collegava l’Adriatico al Danubio. Una posizione strategica, ideale per chi vuole scoprire cosa vedere a Vilpiano e muoversi con facilità tra i paesaggi più autentici della Val d’Adige.

Tra storia e natura
Se la posizione strategica rende Vilpiano un must per gli amanti delle vacanze esplorative, anche senza allontanarsi troppo dal centro del borgo si incontrano alcune piccole meraviglie. Una di queste, le Cascate di Vilpiano — tra le più alte dell’Alto Adige — è raggiungibile con una breve passeggiata. Appena oltre le ordinate viuzze dell’abitato, dentro il bosco, le cascate compaiono all’improvviso come esempio della bellezza semplice e maestosa di questi luoghi, in cui a ogni angolo può celarsi un tesoro inatteso e dove la stessa conformazione del paesaggio invita a un turismo lento e meditativo.
Il richiamo alla contemplazione cambia con le stagioni. In inverno, il bianco delle cime diventa un invito ai camminatori: dalla vicinissima funivia di Meltina si sale in quota in pochi minuti, per cercare il silenzio della neve, rotto solo dal passo dei ramponi e dal respiro che si condensa nell’aria fredda.

Ritmi e sapori stagionali
In primavera, invece, è il risveglio della natura a dominare la scena. Tra marzo e maggio torna uno dei protagonisti della tradizione gastronomica locale: l’asparago Margarete di Terlano, coltivato nell’intero territorio comunale, che comprende anche Vilpiano. Numerose le iniziative per celebrare il re degli ortaggi: dai ristoasparagi sparsi per il territorio di Terlano e dintorni – con la partecipazione anche di due ristoranti di Vilpiano, lo Sparerhof e la locanda Zum Hirschen – alle visite guidate nei campi, tra metà aprile e metà maggio, da associare a degustazioni di vini, fino alla grande festa degli asparagi di Terlano, che si tiene l’ultima domenica di aprile.

Con l’estate, i colori si fanno più intensi e le giornate si allungano quel tanto che basta per spingersi un po’ più in alto. Dal versante di Verano, facilmente raggiungibile da Vilpiano via Meltina grazie a una combinazione di funivia e trekking, parte il sentiero che conduce ai Knottnkino, tre cinema naturali ricavati sulle colline di porfido del Monzoccolo. Il più noto, progettato dall’artista Franz Messner sulla cima Rotstein Knott, è una terrazza con semplici sedie di legno rivolte verso la Val d’Adige: un film senza attori, fatto di montagne, vigneti e boschi che cambiano luce con il passare delle ore. Una meta essenziale per chi vuole capire davvero il ritmo di questi luoghi, fra camminate tranquille e pause che valgono quanto le mete finali.

Infine, prima della fine dell’estate, e poi per tutto l’autunno, i meleti diventano i veri protagonisti del paesaggio. A Vilpiano il cambio di stagione si legge nei colori: il rosso striato delle Gala, il verde che vira al giallo delle Golden, e il rosso più intenso delle Red Delicious. Ogni varietà porta sfumature diverse e trasforma il fondovalle in un mosaico che cambia settimana dopo settimana. Camminare o pedalare tra questi filari, spesso a ridosso delle case, è uno dei modi più semplici e autentici per entrare nel ritmo del luogo, fatto di gesti agricoli, profumi dolci e una calma che accompagna l’arrivo dell’autunno.
E poi c’è il vino, che insieme alle mele accompagna l’autunno e ne definisce i profumi. Il territorio di Vilpiano è costellato da piccoli vigneti che risalgono le pendici e producono soprattutto bianchi tipici dell’Alto Adige — Pinot bianco, Chardonnay e Sauvignon — affiancati dai rossi tradizionali della valle, Schiava e Lagrein. Accanto alle grandi cantine della zona, il paesaggio è punteggiato anche da piccoli masi e aziende familiari che lavorano parcelle ridotte, curano i filari a mano e producono vini in quantità contenute, spesso acquistabili direttamente in azienda durante la stagione autunnale.

Dove dormire a Vilpiano
Per chi desidera fermarsi qualche giorno, il modo migliore per entrare davvero nel ritmo di Vilpiano è dormire in un maso. Il Feldhof, parte del circuito Gallo Rosso, gestito da Christian e Gaby, accoglie gli ospiti in appartamenti luminosi e ben curati, affacciati sul meleto di famiglia. A rendere tutto più autentico c’è anche la nonna Hildegard, che prepara la colazione con un’attenzione semplice e genuina, quella che si incontra solo nelle case di campagna.

Gaby e Christian
Christian e Gaby non sono solo padroni di casa: sono guide esperte di mountain bike, con anni di esperienza sui sentieri della zona. Chi arriva con la bici — o decide di noleggiarla — trova percorsi consigliati, tour guidati, mappe, assistenza pratica e una conoscenza del territorio che nessuna app consente di replicare. È un modo per esplorare la valle con chi la vive ogni giorno, fra meleti, boschi e salite che portano verso alture più fresche.
Il soggiorno al Feldhof è fatto di spazi ampi, vista aperta sulla Val d’Adige, tempi lenti e quella combinazione di vita agricola e comfort che rende naturale sentirsi parte del luogo: la piscina accanto al meleto, le biciclette a disposizione, e il movimento silenzioso del lavoro nei campi che accompagna la giornata. Un’ospitalità familiare, semplice e curata, che restituisce la misura della valle meglio di qualunque guida.
Ivan Burroni
mail@ivanburroni.it
Credit photo dall’alto: Ivan Burroni (5). Courtesy of PressWay (2).




