Un Veneto inedito, osservato dalla prospettiva dell’acqua, tra fiumi, paesaggi, cultura e comunità. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 il cortometraggio Turismo Fluviale del Veneto: un patrimonio da navigare e vivere racconta una nuova modalità di esplorare il territorio, lenta, autentica e sostenibile.
Venezia, Italia.
Un altro sguardo sul Veneto
C’è un Veneto che si lascia scoprire seguendo il ritmo dell’acqua, a bordo di un’imbarcazione o lungo la ricca rete di fiumi che attraversa il territorio. È questo il paesaggio inedito raccontato dal cortometraggio Turismo Fluviale del Veneto: un patrimonio da navigare e vivere, presentato allo Spazio Regione Veneto alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 dal vicepresidente e assessore regionale al Turismo Lucas Pavanetto e dall’assessore regionale alla Cultura Valeria Mantovan.
Un racconto per immagini che invita a cambiare prospettiva: accanto al Veneto delle grandi città d’arte e delle destinazioni più conosciute emerge un territorio fatto di acqua, paesaggi e percorsi da vivere lentamente, lontano dalle rotte del turismo di massa.
«Questo cortometraggio permette allo spettatore di immergersi nella magia di paesaggi unici, visti dall’acqua», sottolinea il vicepresidente Pavanetto. Il turismo fluviale offre infatti una prospettiva nuova per scoprire il Veneto in maniera lenta, rispettosa dell’ambiente e delle comunità, valorizzando luoghi e territori attraverso un’esperienza diversa.

L’assessore regionale alla Cultura Valeria Mantovan.
Tra navigazione, natura e sport
La proposta veneta legata alle vie d’acqua è tutt’altro che uniforme. Il cortometraggio presenta un’offerta ricca e diversificata, che comprende attività leisure dedicate alla navigazione e al tempo libero, ma anche esperienze outdoor, sportive e attività più adrenaliniche, da vivere nelle diverse destinazioni regionali.
L’acqua diventa così una chiave di lettura alternativa del paesaggio: un elemento capace di collegare esperienze differenti e di accompagnare il viaggiatore alla scoperta di un Veneto meno consueto, dove il rapporto con la natura si intreccia con quello con le comunità e con la storia dei luoghi.

L’assessore regionale al Turismo Lucas Pavanetto
Una scelta di turismo sostenibile
Il turismo fluviale non rappresenta per il Veneto una semplice tendenza, ma una scelta precisa. La Legge Regionale n. 5/2024 lo riconosce infatti come una forma autentica di turismo sostenibile.
«Non si tratta di un’opzione di nicchia», evidenzia Pavanetto. I fiumi, le vie d’acqua e la rete fluviale che attraversano il territorio costituiscono un patrimonio straordinario, capace di proporre un’esperienza lenta, autentica e accessibile.
Su questo fronte la Regione ha scelto di investire con risorse dedicate tanto alle infrastrutture quanto alla promozione, con l’obiettivo di consolidare e rendere sempre più riconoscibile questa forma di turismo.
Un percorso che ha anche un appuntamento preciso nel calendario: è stata istituita la Giornata regionale sul turismo fluviale, la cui prima edizione si è svolta il 12 aprile 2025. Un momento destinato a ripetersi ogni anno, perché, come sottolinea Pavanetto, «una tradizione si costruisce anche così: dandole un momento fisso nel calendario, ogni anno».

Dalle città d’arte al Delta del Po
Seguire le vie d’acqua significa attraversare un Veneto sorprendentemente articolato. I fiumi conducono attraverso città d’arte e piccoli centri, ville, musei e testimonianze storiche, per poi aprirsi verso paesaggi naturali e rurali.
Un itinerario che arriva fino al Delta del Po, dove acqua, natura e presenza dell’uomo hanno costruito nel tempo un’identità territoriale particolarmente forte e riconoscibile.
È proprio questa relazione fra elementi diversi a rendere il turismo fluviale una prospettiva interessante per raccontare il Veneto: l’acqua non è soltanto una via di percorrenza, ma diventa un filo conduttore capace di mettere in dialogo cultura, storia, paesaggio e comunità.

Il cinema per raccontare il territorio
La presentazione del cortometraggio alla Mostra del Cinema di Venezia assume così un significato che va oltre la promozione turistica. Il linguaggio audiovisivo possiede infatti una capacità particolare di restituire la complessità di un territorio attraverso le immagini, rendendo visibile la relazione fra paesaggio, cultura e identità.
«Il turismo fluviale ci permette di raccontare un Veneto diverso, fatto di acqua, paesaggi, cultura, storia e comunità», osserva l’assessore regionale alla Cultura Valeria Mantovan.
Le vie d’acqua diventano così protagoniste di un racconto capace di mostrare connessioni spesso meno evidenti: quelle fra il patrimonio culturale e l’ambiente, fra i centri abitati e i paesaggi rurali, fra la presenza dell’uomo e il corso naturale dei fiumi.
Per Mantovan, proprio il linguaggio audiovisivo può «rendere visibile la relazione tra paesaggio, cultura e territorio» e trasformarla in un racconto in grado di coinvolgere e suscitare curiosità.
In questa prospettiva assume un ruolo importante anche la Veneto Film Commission, che mette in dialogo il mondo dell’audiovisivo con il territorio, contribuendo a far conoscere il Veneto attraverso nuovi sguardi e nuove narrazioni.
Ed è forse questa la chiave più interessante del progetto: raccontare un territorio già universalmente riconosciuto attraverso una prospettiva ancora capace di sorprendere. Quella dell’acqua, che scorre attraverso città, campagne, paesaggi naturali e luoghi della memoria, offrendo al viaggiatore un modo più lento e autentico di incontrare il Veneto.
Photo courtesy of Ufficio Stampa della Giunta Regionale del Veneto




