VALENCIA PER TUTTI I GUSTI

Scritto da Ivan Burroni on . Postato in Destinazioni

Valencia, Spagna.
Valencia, terza città di Spagna come numero di abitanti, possiede, come tutte le metropoli al mondo, tante e tante anime diverse. La particolarità di Valencia, tuttavia, non è questa sua capacità di offrire sempre qualcosa di nuovo al turista. Valencia va visitata e vissuta per la sua capacità di mettere chiunque a suo agio. Valencia è una città felice, dove la dulce vida è il leit motiv di ogni escursione o esperienza che si avrà la fortuna di vivere da queste parti. Ecco alcuni spunti per respirare un po’ di questa felicità in una delle città più belle e solari del Mediterraneo.

VALENCIA, CITTÀ DI MARE

Valencia è prima di tutto una città di mare. Complice un clima incredibile, che permette di vivere le enormi spiagge cittadine fino alla fine di ottobre (e qualche volta novembre), la vita dei valenciani è spesso incentrata sul connubio trabajo y playa. Ogni giorno d’estate il lungomare, collegato al centro da autobus, tram e piste ciclabili, è gremito di turisti e valenciani, con decine e decine di bar, ristoranti, discoteche e chilometri di spiagge per rinfrescarsi nelle acque del Mediterraneo. Mentre a sud, vicino al Parco Naturale della Dehsea, si trovano le spiagge più selvagge, per quelle attrezzate si rimane nelle centralissime Las Arenas e Malvarrosa, oppure si prosegue a nord fino a playa de la Patacona.

Le due edizioni dell’America’s Cup nel primo decennio del 2000 sono state l’occasione per recuperare e rinnovare tutta la zona del porto. La Marina Real Juan Carlos I è oggi uno dei porti più belli d’Europa, con ristoranti, bar e servizi vari, tra cui noleggio barche, escursioni in catamarano o gite in moto d’acqua. Super cool è il Marina Beach Club tra Las Arenas e il porto, un complesso con piscina, cocktail bar, ristorante e spazio per eventi, feste e dj set. Sempre in zona porto c’è Azul, cocktail bar all’aperto ancora poco conosciuto ai turisti, con bella vista sulle barche ormeggiate e perfetto per un drink romantico al tramonto.  

VALENCIA, CITTÀ GOLOSA

Valencia è conosciuta come la culla della paella. Quella originale, alla valenciana, è fatta con zafferano, pollo, coniglio e qualche volta lumache, fagiolini corallo e una speciale varietà di fagiolo bianco, il garrofó. La migliore paella si mangia a Casa Carmela sulla spiaggia della Malvarrosa, oppure in centro, a Casa Almudin. Tuttavia la gastronomia valenciana è molto più che riso e paella. Il modo migliore per conoscere i sapori della città è il Mercado Central. Qui si osservano i prodotti sulle centinaia di bancarelle, si assaggiano longanizas valenciane e buñuelos de bacalao e ci si rinfresca con zumos de frutas o horchata.

Dal Mercado Central si prosegue verso altri templi del cibo, luoghi che miscelano tradizione, innovazione e cosmopolitismo, come il Mercado de Colón, luogo multitasking con caffetterie, ristoranti e spazio per eventi e mostre, o il il Mercado San Valero, primo Street Food Market di Valencia aperto nel 2018 a Ruzafa, quartiere trendy di Valencia. Per gli amanti della tradizione e dei prodotti tipici deve invece andare in una delle due botteghe Original CV, dove acquistare e degustare il meglio della produzione della regione valenciana, dal riso per la paella ai vini dei vigneti dell’Alforins, dai torroni ai licores de crema de arroz. Due volte l’anno la città si trasforma nella capitale mondiale della cucina grazie al festival Cuina Oberta

VALENCIA A DUE RUOTE

Valencia è una città per ciclisti. Una rete di 130 km tra piste e itinerari ciclabili, un centro pedonale chiuso al traffico e uno dei più sistemi di verde urbano più particolari del mondo, i Jardines del Turia, ne fanno un paradiso per gli amanti delle due ruote. In bici è facile pedalare per il centro de la ciudad ammirando le decine di architetture differenti che popolano la città. Dall’architettura gotica della Cattedrale e delle antiche porte della città, Torres de Serranos e Torres de Quart, ai gioielli modernisti di cui Valencia è stracolma, dal Mercado Central a quello de Colón, fino al Stazione del Nord e all’Edificio dell’Orologio Tinglados del Porto.

Da non perdere l’esperienza di pedalare nei Jardines del Turia, antico letto di un fiume oggi prosciugato che avvolge ad anello la città attraversandola da est a ovest. Dieci km di natura, prati, campi da calcio, piste di atletica, musei, oggi luogo di ritrovo per eccellenza di turisti e valenciani. Ottimo il servizio di noleggio Valenbisi: oltre 2.500 biciclette distribuite in 250 stazioni sparse in ogni angolo della città.

VALENCIA, ARTE, SCIENZA E CULTURA

L’opera di Santiago Calatrava, l’architetto che più di tutti ha cambiato i connotati della città, rappresenta la direzione che Valencia ha preso negli ultimi vent’anni: nuovi spazi per arte, architettura e scienza e una vocazione moderna, rivolta al futuro. A Calatrava si deve la Città delle Arti e delle Scienze, la cui architettura è diventata simbolo dello skyline valenciano. All’interno di questo enorme polo museale troviamo l’acquario più grande d’Europa, L’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa, il Palau de la Música, il Palau de les Arts Reina Sofia, l’Hemisfèric, e l’Umbracle, un giardino meraviglioso che d’estate si trasforma in una discoteca all’aperto.

Oltre al polo di Calatravas troviamo, sparsi per la città, decine di musei: l’Istituto Valenciano di Arte Moderna, che è il secondo museo d’arte contemporanea più importante dopo il Reina Sofia di Madrid; il Museo di Storia di Valencia, dove si scoprono passato e presente della città attraverso una macchina del tempo; Il Museo di Belle Arti, la più grande galleria d’arte spagnola dopo il Prado; oppure ancora il Museo Fallero, in cui si racconta de Las Fallas, la festa più famosa di Valencia, o il Museo del Riso, imperdibile per i veri amanti della paella.

SANTA VALENCIA

La Spagna e il Cristianesimo sono intrinsecamente legati da innumerevoli vicende storiche. Una di queste riguarda proprio Valencia, che dal 1916 conserva nella sua Cattedrale una delle reliquie più preziose e celebrate dalla Chiesa Cattolica, e sulla quale sono fiorite centinaia di leggende più o meno credibili. Stiamo parlando del Santo Graal, il calice che Gesù Cristo utilizzò durante l’ultima cena e che Giuseppe d’Arimatea usò per raccogliere il sangue del figlio di Dio dopo la crocifissione. Questa versione del sacro Graal è una semplice coppa d’agata intrisa di storia e spiritualità, e per molti, compresi i papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, questo sarebbe davvero il calice originale.

DOVE DORMIRE

Centralissimo, Lo Sweet Hotel Continental è un due stelle economico, semplice ma assolutamente dignitoso. Reception sempre molto disponibile, ottimo il servizio di noleggio bici.

A metà strada tra il centro e il mare, vicinissimo ai giardini del Turia, l’Hotel Barceló è senz’altro uno degli hotel più trendy della città. Camere nuovissime, cocktail bar al 10° piano con vista a 270° sulla città (frequentato anche dai valenciani), zona relax con mini pool, spa e ristorante di cucina spagnola e internazionale. Anche qui possibilità di noleggiare una bici.

  • Si ringrazia l’Ufficio del Turismo di Valencia per le fotografie
  • La fotografia della cappella del Santo Graal è stata scattata da Diego Delso, delso.photo, License CC-BY-SA
  • L’ultima fotografia è stata scattata dalla terrazza dell’Hotel Barceló. La modella, Melissa Vera, è esperta di fashion e fondatrice di Meli Ross Moda. Un punto di riferimento per le donne che amano fare shopping in vacanza.

Ivan Burroni
mail@ivanburroni.it

Tags: , ,

Ivan Burroni

Ivan Burroni

Personaggio dai mille interessi, la maggior parte dei quali ha una vita breve quanto quella di una farfalla Effimera. In mezzo al marasma di entusiasmo per le cose della vita tuttavia esistono delle costanti, tra le quali il viaggio e la scrittura. Sogna di unire alle sue due passioni anche l’altro grande amore: quello per la sociologia e lo studio dell’uomo. Cosa ama fare in vacanza? Affittare una vespa e girare senza meta, perdersi nella giungla cittadina o nella natura inesplorata di un luogo esotico e registrare impressioni su carta, magari su un tavolino che dà direttamente sull’oceano, con un bicchiere di vino in mano e la luce del tramonto che lentamente affievolisce per lasciare il posto all’ebbrezza della notte.