Un viaggio di ricordi

Un viaggio di ricordi

Scritto da Licia Zuzzaro on . Postato in Cultura, Turismo

Una raccolta di contributi di autori vari per addentrarsi nella complessità affascinante del mondo ferroviario.

Milano, Italia.

Il libro raccoglie contributi di autori vari che raccontano vicende vissute in prima persona


Il mondo complesso e variopinto delle ferrovie è fatto innanzitutto di persone. Di macchinisti, capistazione, capitreno, casellanti, ingegneri, controllori, manutentori. E non solo…
Una moltitudine di professionalità diverse, ognuna delle quali è preziosissima per il funzionamento di quella macchina complessa che si chiama Ferrovia.

Con il libro Ricordi in Treno, per le edizioni ARTESTAMPA, si vuole rendere in qualche modo omaggio a questa umanità varia che ha viaggiato sui binari della rete ferroviaria italiana, a vario titolo.
Il libro raccoglie infatti contributi di autori vari che raccontano vicende vissute in prima persona, da viaggiatori o da dipendenti delle FS, o ricostruiscono episodi di parenti lontani che hanno indossato la divisa di ferroviere.

Il racconto sulla esistenza di Giuseppina, detta “La Beppa”, anziana casellante

Un libro che ci racconta anche di mestieri, oggi superati dalla tecnologia: il casellante, il lampista, il fuochista che in passato erano figure fondamentali, ora superate, ma che sopravvivono grazie alla memoria custodita da chi è ancora in vita, ma anche dagli stessi piccoli e grandi musei ferroviari.

Come non ricordare, ad esempio, il racconto sulla esistenza di Giuseppina, detta “La Beppa”, anziana casellante che, una volta scomparso il marito, si ritrova completamente sola, con la compagnia di alcuni animali domestici, a gestire un casello al km 50+415 dell’Appenino, nei pressi di Fornello, sulla mitica ferrovia Faentina che collega Faenza a Firenze?

E poi il mitico museo ferroviario di Suno

O il racconto “In viaggio con il re”: un viaggio che risale al 1890 sul treno reale guidato dal macchinista, allora trentunenne, Niccolò Panconesi, bisnonno dell’autore del racconto. Il treno, trainato dalla locomotiva Giovanna d’Arco, la più moderna e veloce dell’epoca, doveva compiere il tragitto per trasportare il re Umberto I da Roma alla tenuta di Pisa San Rossore. O ancora il racconto di un sogno che, grazie alla determinazione e caparbietà, diventa realtà. È così che prende vita il piccolo museo ferroviario di Suno, in provincia di Novara.

Racconti che spalancano finestre su episodi lontani nel passato, ma anche più recenti

Senza parlare della moltitudine dei passeggeri o, se si preferisce, viaggiatori. Alcuni dei quali possono lasciare ricordi indelebili nella memoria di chi ha avuto la ventura o la sventura di incrociarli. Tra questi, il racconto “L’ultima sigaretta” che ricostruisce la vicenda del giovane ragazzo che decide di farla finita sdraiandosi sui binari per una delusione amorosa. Il giovane verrà salvato in extremis dal capotreno che, gentilmente cerca di distrarlo e farlo parlare, offrendogli una sigaretta. Che dire poi del racconto esilarante delle sorelle che, non avendo mai viaggiato prima in treno, scendono ad ogni stazione, per recarsi precipitosamente in biglietteria e ritornare trafelate al convoglio, prima che parta, convinte che il biglietto si possa fare solo per singole tratte?. E molti altri sono i racconti che spalancano finestre su episodi lontani nel passato, ma anche più recenti.

In definitiva, si tratta di un libro non solo per chi è affascinato da binari, treni e stazioni. Ma di un libro che mette in scena un’umanità variegata. Frammenti di storie di singoli uomini o donne che evocano la complessità dell’organizzazione del trasporto ferroviario, in cui tutti devono farsi parte attiva e collaborare, a tutti i livelli. In cui l’opera di nessuno è superflua, perché tutto funzioni e possa continuare a funzionare ancora oggi.

INFO

Ricordi in Treno, AA.VV.
Pagg. 136
Edizioni ARTESTAMPA

Licia Zuzzaro

Viaggiare responsabilmente. Rispettando l’ambiente, le persone che si incontrano per la via, il vasto patrimonio culturale, materiale e immateriale. Scrivere di turismo è, soprattutto, specialmente oggi, una grande responsabilità. Ma anche gioia, passione, divertimento. Forse la laurea in Lingue e Letterature straniere e anni di collaborazione con diverse testate hanno contribuito ad affinare una predisposizione naturale alla sorpresa e all’emozione di fronte al nuovo e al diverso, prima che questi sentimenti diventino testo scritto. Amo in particolare raccontare esperienze di viaggio vissute in città e territori vicini e lontani, da raggiungere possibilmente in treno.