
In scena al Manzoni di Monza, dal 14 al 16 aprile, l’adattamento teatrale del romanzo di Sergej Dovlatov “La Valigia” di e con Giuseppe Battiston.

Monza. Italia.
Una scena nuda, una grossa luna piena che grava sul palcoscenico, dei microfoni che pendono dal soffitto. A meno che non si conosca Dovlatov (ma anche avendolo letto la sorpresa è comunque molta) non si sa cosa aspettarsi quando compare sul palco Giuseppe Battiston, che passa da un microfono all’altro ripetendo parole apparentemente sconnesse e facendo poi lo speaker radiofonico. “Questa è La Valigia. È la nostra trasmissione”. La voce sempre un po’ distorta, echi che si rincorrono, luci spezzate.
La società ai tempi dell’Unione Sovietica
Lo stratagemma narrativo – che nel romanzo dello scrittore russo non c’è, benché la citazione, essendo stato lui giornalista e reporter, ci sta tutta – rimane presto sullo sfondo e Battiston inizia a interpretare tutti i personaggi che Dovlatov, lontano dalla sua patria, tira fuori dal suo bagaglio, con una bravura straordinaria. I personaggi prendono vita, sono uomini e donne, canaglie e poveracci, ognuno con la sua particolare parlata, i suoi tic, la sua storia. Il contesto quello della società ai tempi dell’Unione Sovietica. Battiston cambia accento, cambia postura, cambia persino voce, è istrionico. Sergej si perde spesso in “digressioni” che sono la parte più gustosa dei suoi racconti: i ricordi prendono il sopravvento e spezzano la narrazione, vuoi di un interrogatorio a cui il protagonista è sottoposto a Leningrado, vuoi di un’intervista a New York in cui è ospite d’onore.
Ciò che Sergej desiderava più di tutto era la libertà ma una volta sbarcato oltre oceano si accorge che la libertà di quella parte del mondo “è incline in egual misura al bene e al male ed è difficile distinguerli in una società che propone tutto. Ci si sente come in un negozio di giocattoli molti dei quali improvvisamente sparano”.
Grande sintonia tra Paola Rota e Giuseppe Battiston
Grande sintonia tra Paola Rota, regista, e Giuseppe Battiston che hanno curato insieme l’adattamento teatrale del romanzo a partire dall’ottima traduzione di Laura Salmon. È stato un preciso desiderio del protagonista, nonostante la grande difficoltà attoriale e il ritmo serrato da sostenere per lo spettatore, interpretare l’intero spettacolo da solo. Battiston non calcava le scene da tre anni e la scelta di questo testo non è stata un caso, ma frutto di un’esperienza in un certo senso di esilio, non geografico bensì esistenziale, l’isolamento a cui tutti siamo stati costretti dalla pandemia, e la risposta del pubblico è stata buona.
Al Manzoni di Monza, a conclusione della prima, gli applausi del pubblico hanno richiamato Battiston sul palco per ben sei volte. Peccato per qualche rumore sospetto tra gli spettatori coi capelli bianchi che – ma forse ho sentito male – più che sospirare di emozione, russavano proprio. Rimpiango i tempi in cui si andava in piccionaia, magari rinunciando alla cena, per il solo amor di teatro e non di status.
INFO
Teatro Manzoni Monza
Dal 14 al 16 aprile 2023
venerdì 14 e sabato 15 ore 21.00, domenica 16 ore 16:00
Giuseppe Battiston in
La valigia
In viaggio con Dovlatov – Un torero squalificato



