Triennale Milano omaggia Enzo Mari

Triennale Milano omaggia Enzo Mari

Scritto da isabella cursio on . Postato in Appuntamenti, Cultura, Spazi & Natura

Installazione “Lo zoo di Enzo” per la mostra “Enzo Mari” curata da Hans Ulrich Obrist con Francesca Giacomelli. Foto di Gianluca Di Ioia

L’artista-designer che ha esposto in tutto il mondo, a partire dalle case degli italiani

Sedia Uno – Enzo Mari, 1974. Prodotta da Cucula. Foto di cucula.org

Milano, Italia.

La creatività è un atto che avviene solo in alcuni momenti storici

Enzo Mari (Novara, 27 aprile 1932 – Milano, 19 ottobre 2020), artista-designer (nonostante non amasse definirsi tale), vincitore di cinque compassi d’oro, letterato, ribelle e sboccato era convinto che la parola “creatività” andasse usata con parsimonia, perchè l’atto creativo si manifesta raramente.

Forse in questo momento storico non sarebbe stato il solo a pensarla così, ma gli avrebbero fatto compagnia tutte le menti brillanti che hanno vissuto un risveglio creativo proprio durante il lockdown.

Il Gigante, come lo ha definito Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, oltre a lasciare in eredità opere d’arte esposte in musei come il MoMa di New York, ed oggetti di uso quotidiano come la Sedia Uno o le famose serigrafie di animali per Danese, ci ha tramandato la sua etica. A Maria Paola Orlandini, che nell’intervista del 2012 gli chiede quale delle sue opere avrebbe voluto che l’archeologo del futuro trovasse scavando, lui risponde che nessun prodotto d’arte o di design è importante quanto il suo processo di ideazione, perchè le future generazioni di progettisti non si limitino a studiare l’opera-oggetto di Enzo Mari, ma come Enzo Mari concepisce l’opera.

Il Museo del Design italiano: a Milano e su smartphone
16 pesci, puzzle – Enzo Mari, 1957. Prodotto da Danese Milano. Foto di danesemilano.com

Triennale Milano, nell’intento di salutarlo al meglio ha voluto raccontare quel processo, avvalendosi anche dell’aiuto della tecnologia, lo strumento -come lo chiamava lui- che tanto lo spaventa, ma del quale però non nega l’utilità quando usato come si deve, e in questo caso avrebbe probabilmente riconosciuto che il fine giustifica i mezzi. Sicuramente neanche l’ideatore del calendario perpetuo si aspettava l’avvento di una pandemia mondiale per la quale i maggiori contenitori d’arte, i musei, sarebbero rimasti chiusi per un così lungo periodo di tempo e che quindi il testimone della distribuzione della cultura sarebbe passato in mano ai social.

Per citare alcuni canali, su quello Instagram di Triennale Milano, un appuntamento settimanale che coinvolge curatori, artisti, designer e redattori ci fa esplorare i contenuti della mostra “Enzo Mari” curata da Hans Ulrich Obrist con Francesca Giacomelli, in programma al Museo del Design italiano di Milano, dal 17 ottobre 2020 al 18 aprile 2021.

La mostra, che Mari stesso ha ideato con il curatore, è articolata con un percorso storico e una sezione dedicata alle opere di artisti internazionali, come quella di Nanda Vigo, che con la sua installazione ispirata ai due celebri lavori di Mari “16 animali” e “16 pesci”, omaggia il progettista.

Esposizioni virtuali sono inoltre visitabili tramite l’app Arts and Culture, disponibile sia per Android che per Apple, o sul sito Arts and Culture. Ad oggi sono già presenti tre storie su Mari: una ci racconta gli highlights della vita del designer e teorico, le altre due sono veri e propri tour all’interno del Museo del design italiano con immagini, frasi, video ed altro materiale presente alla mostra, fruibile e gratuito per chiunque.

isabella cursio

isabella cursio

Romana, col cuore sempre a Roma e la testa da altre parti, esploratrice ed architetto, collezionista seriale di Erasmus. Dopo la laurea, con gli occhi ancora pieni di Berlino, si convince ad inseguire il sole e a partire con un biglietto di sola andata per l' Australia, dove, accompagnata da uno zaino, un taccuino e una macchina fotografica, farà un viaggio di otto mesi che le cambierà la vita. Qualche ostello più tardi, nel 2020, decide di posare per un pò la valigia a Milano, in un colorato appartamento al quinto piano, dove vive di caffè, zenzero, sogni ed architettura