In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.

Transnistria l’ultimo Paese “sovietico”

Scritto da Tiziano Argazzi on . Postato in Destinazioni, Famiglia, Single, Turismo

In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.
Bandiera della transnistria.
Foto piccola in alto, statualenin a Tiraspol

In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.

In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.
Statua equestre Suvoro

Moldova. Transnistria. Europa.
La Moldova – che noi italiani molto spesso chiamiamo ancora Moldavia – è un piccolo Paese dell’Europa orientale, con tre milioni e mezzo di abitanti, stretto tra Romania e Ucraina. Fino a pochi anni fa era una destinazione turistica praticamente sconosciuta. Poi, in poco tempo tutto è cambiato, tanto da ritrovarsi nella Top Ten delle destinazioni che, secondo Lonely Planet,  meritano assolutamente il viaggio. Questo “cambio di passo” lo si vede anche nel logo dell’Ente del Turismo moldovo – un “Albero della Vita” stilizzato alla cui base c’è una “M” e, nella parte superiore, una rosa e lo slogan “scopri i percorsi della vita” – è un invito ai visitatori a scoprire la Moldova attraverso la storia, la cultura, l’ospitalità, il vino, la gastronomia e le sue tradizioni. La “M” rappresenta il terreno fertile del Paese e le linee verticali le tante strade di campagna che bisogna percorrere per conoscerlo in ogni parte.

Una delle tante cose che affascinano è la sua natura straordinaria che quasi “si tocca con mano” in ogni momento. Oltre il 10 per cento del territorio è ricoperto da boschi, ci sono circa 60 laghi naturali e tremila corsi d’acqua fra cui gli  importanti Nistro e Prut che scorrono per centinaia di chilometri entro i confini del Paese.

Il terreno è particolarmente fertile, tanto che ai tempi dell’Impero Sovietico, era considerata l’orto della Russia. A questo si aggiungono tante altre “chicche”, tutte straordinarie: dalla storia, alla cultura; dalle tradizioni, ai costumi plurisecolari per arrivare alle migliaia di monumenti storici e archeologici, molti dei quali di grande rilevanza per la cultura europea, e ai vigneti ricolmi di profumi, ai vini di qualità e alle straordinarie cantine molte delle quali sotterranee.

Di fatto il Paese è diviso in tre parti la Moldova propriamente detta con la bella capitale Chişinău, la Găgăuzia a sud, un microcosmo con tradizioni turche e religione ortodossa, e la Transnistria, una striscia di terra a nord della Moldova, che corre alla destra del fiume Nistro, fino al confine con l’Ucraina.

In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.
Carro armato a Tiraspol

Un viaggio in Moldova non è completo se non si visita, anche solo per poche ore, la  Transnistria, una regione separatista dove sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS e che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto. Da quasi trent’anni, Repubblica della Transnistria e Repubblica Moldova vivono da separati in casa dopo che il 3 settembre 1992 la prima, in modo non proprio amichevole, ha proclamato la propria indipendenza dalla seconda.

Questo Paese che “non c’è” ma che di fatto esiste – grande un terzo della Lombardia con mezzo milione di abitanti –  ha comunque una propria moneta, una bandiera, un presidente, un parlamento, un inno nazionale, un corpo di polizia, un esercito e una capitale, Tiraspol, un tipico paesone di stampo sovietico, con strade larghe e dritte e file di palazzoni costruiti negli anni ’60 che si alternano con case di legno,  dove sopravvivono i simboli e i riti del dissolto Impero sovietico. Per esempio la falce e martello e la stella rossa svettano ancora nella bandiera nazionale. Da qualunque parte si guardi c’è  un tripudio di stelle rosse con falce e martello, tanti monumenti in onore di Lenin tra cui uno enorme davanti al Palazzo del Parlamento, la ex Casa dei soviet che oggi ospita il Municipio, i tank sovietici rimasti dalla seconda guerra mondiale, il Memoriale ai Caduti dello stesso conflitto e quello in onore ai caduti della Guerra di indipendenza e la statua equestre di Alexander Suvorov, il famoso eroe militare russo.  La maggior parte dei luoghi di interesse è situata nelle vicinanze del viale principale, chiamato Ulitsa 25 Ottobre in onore della rivoluzione socialista dell’ottobre 1917. Nelle vicinanze c’è anche il colorato mercato cittadino sempre molto affollato. Poco distante, su Ulitsa Lenina, si incrocia la Distilleria Kvint che produce vodka, cognac e vini. Fondata nel 1897 è la più antica impresa commerciale ancora attiva nella regione. I residenti la considerano un tesoro nazionale e un simbolo dell’intero Paese.

TIRASPOL E BENDERI SONO GEMELLATE CON CITTA’ ITALIANE
Nessuna nazione al mondo  ha riconosciuto la Transnistria però alcune sue città si sono gemellate con località di vari Paesi. Per esempio Tiraspol è gemellata con la città ucraina di Mykolaïv, con la russa Volgograd e con Carapelle, un paese di settemila abitanti in provincia di Foggia. Benderi (o Tighina) ha in essere quattro gemellaggi: con Beira, seconda città del Mozambico; con la georgiana Ochamchira e con le italiane Montesilvano (PE) e Cavriago (RE). Il rapporto tra la cittadina reggiana e Benderi è molto speciale. Innanzi tutto ognuna delle due ha dedicato all’altra una via o una piazza. Così a Cavriago si incontra Piazza Benderi e nella città transnistriana una via è intitolata a Cavriago. Poi una delegazione di Benderi nel 1970 ha portato in dono a Cavriago un busto di Lenin (ai tempi della rivoluzione d’ottobre i cavriaghesi conferirono al leader bolscevico la cittadinanza onoraria) che ancora oggi sovrasta il monumento a lui dedicato nella omonima piazza.

In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.
Fortezza di Tighina Benderi

FORTEZZA DI BENDERI E MONASTERO DI NOUL NEAMT:
DUE SIMBOLI NAZIONALI
Appena fuori da Tiraspol il panorama cambia. Qui c’è uno stadio modernissimo, che può contenere circa 18mila spettatori, a cui si affiancano hotel lussuosi e un grande centro commerciale della Sheriff, il più grande gruppo privato del Paese.

A pochi chilometri da Tiraspol si trova uno dei simboli della Transnistria. Si tratta della Fortezza di Benderi, tuttora in ottimo stato di conservazione e meta di migliaia di turisti tanto da farne uno dei monumenti più visitati della repubblica separatista. La fortezza, al centro di un ampio parco, è composta da 10 bastioni, 11 torri e sei porte ed è circondata da un ampio fossato. È stata fatta costruire dal principe Stefan cel Mare (Stefano il Grande) nel XV secolo  e  ricostruita in pietra da suo figlio, Petru Rares.

Molto interessante anche l’antico Monastero di Noul Neamţ a Chițcani, a poca distanza dalla fortezza di Benderi e da Tiraspol. Questo è il luogo ideale per “stare da soli”, meditare e ritrovare la pace interiore.  Da poco tempo è stata riservata ai pellegrini un’ala del monastero dove è anche possibile pernottare. C’è anche un piccolo shop con una interessante raccolta di varie icone e oggetti sacri.

In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.
Monastero Noul Neamţ

Molto caratteristica è la moneta locale, il rublo transnistriano, diviso in 100 copechi, che si presenta in banconote e monete. Proprio le monete sono le più particolari e nei tagli  di 1, 5 e 10 copechi sono fatte di alluminio e nei tagli di 25 e 50 copechi sono di rame e zinco come le monete dell’era sovietica.

I posti di frontiera, alquanto severi, per entrare in Transnistria dalla Moldova sono principalmente tre: Dubasary, Bender-Tiraspol e Rybnitsa. Al controllo documenti si dovrà mostrare il passaporto  con una validità residua di almeno sei mesi e rispondere ad alcune semplici domande quali per esempio cosa si pensa di fare in Transnistria e quando si pensa di uscire. Sarà rilasciato un visto stampato su un foglietto da tenere sempre nel passaporto che dovrà essere riconsegnato all’uscita dal Paese.

In questa regione, che nessun Paese al mondo ha mai riconosciuto e che vive da separata in casa con la Moldova, sopravvivono riti e simboli dell’ex URSS.
Distilleria Kvint

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Come arrivare
Per andare in Transnistria prima bisogna arrivare in Moldova e precisamente nella sua capitale Chişinău. Dall’Italia la si raggiunge facilmente con due ore di volo grazie ad Air Moldova che ha voli diretti da sette aeroporti italiani (www.air-moldova.it/) . La durata del volo è di circa due ore. L’aeroporto dista soli 10 km dal centro ed è ben collegato con la città con servizi di trasporto pubblico, rent-a-car, taxi e bus. Dall’autostazione centrale della capitale moldova partono dei minibus per Tiraspol. Il tragitto di una ottantina di chilometri lo si percorre in un’ora e mezza. Il costo del biglietto: circa 2,50 euro .

Dove mangiare
A Tiraspol ci sono molti ristoranti e trattorie. Si può provare il Kumanek Restaurant in via Sverdlov 37, che propone ottimi piatti tipici sia di carne sia di pesce. Una autentica scoperta.

Dove dormire
Si consiglia di pernottare in Moldova e non  in Transnistria. Se la scelta ricadesse sulla capitale Chişinău  si può provare il Zentrum Aparthotel un piccolo hotel quattrostelle con appena 35 camere e con un buon rapporto qualità prezzo. Si trova a 10 minuti a piedi dal centro.

L’orario. Dal punto di vista del fuso orario, quando si arriva in Moldova bisogna spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio.

Ulteriori info:
www.moldova.travel
360.moldova.travel

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Tiziano Argazzi

Ferrarese DOC e da tanto tempo appassionato di viaggi. Viaggiare è una passione nata decenni fa che non accenna a diminuire ……anzi. Grande è sempre la gioia di partire per una nuova destinazione con la consapevolezza che la vita è un viaggio e chi viaggia vive almeno due, tre, dieci, cento volte. Viaggiare è conoscenza e confronto con culture, ambienti e persone diverse e per questo è “gioia di vivere”. Altrettanto grande è il piacere di documentare con parole ed immagini quanto visto. Per tale ragione da alcuni decenni mi diletto a scrivere di viaggi, vacanze e tempo libero, inserendo anche suggerimenti enogastronomici. Fino ad oggi ho privilegiato quel bellissimo Paese che è l’Italia e l’Europa con alcune (poche) puntate oltreoceano. Il giornalismo di viaggio è diventato parte della mia vita ed ogni articolo l’occasione ed il modo piacevole per trasmettere al lettore tutte quelle emozioni che fanno parte di ogni destinazione visitata