TEL AVIV E GERUSALEMME: ACCOPPIATA VINCENTE

Scritto da Simona PK Daviddi on . Postato in Destinazioni, Itinerari

“Two cities one break” recita il claim della campagna pubblicitaria del Ministero del Turismo di Israele e in effetti le due città rappresentano due facce, diverse e ugualmente affascinanti, di un Paese tutto da scoprire


Israele.

Il moderno aeroporto di Ben Gurion – collegato all’Italia da comodi voli El Al – si trova più o meno a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv (a 45 minuti dalla prima e a una mezz’ora scarsa dalla seconda) rendendo la logistica di un viaggio in Israele davvero semplice. Le due città, poi, come due facce di un’unica medaglia, regalano emozioni differenti: se Gerusalemme, infatti, ha il fascino mistico legato alla storia delle tre principali religioni monoteistiche, Tel Aviv seduce con il suo mix frizzante e con l’atmosfera vivace e modaiola che la permea.

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Tel Aviv: la città che non dorme mai
A Tel Aviv ci si alza presto e, prima di iniziare qualsiasi attività, ci si concede una passeggiata sulla chilometrica e sofficissima spiaggia (un consiglio: scegliete un hotel sulla Corniche, possibilmente vista mare!); ma a Tel Aviv si va anche a dormire tardi e spesso si termina la giornata sedendosi in uno degli innumerevoli locali e bar che animano la vita notturna della città. cosa-fare-a-tel-aviv-703Il fascino di Tel Aviv, tuttavia, non si esaurisce in questi due momenti: il centro, noto come la “città bianca” per il colore degli edifici che lo popolano, è altrettanto ricco di sorprese grazie ai preziosi esempi di diversi stili architettonici moderni – dal Brutalismo all’Eclettismo – che ne punteggino boulevard e viali, tra i quali primeggiano i 400 palazzi in stile Bauhaus, iscritti addirittura nel Patrimonio dell’Umanità Unesco. Se dopo tanta architettura si desidera respirare un po’ di atmosfera davvero locale, non si può non fare un giro nel colorato mercato di Carmel, magari con una guida locale che ne sveli tutti i segreti, dalle spezie da acquistare al posto dove assaggiare uno dei migliori hummus della città. Poco distante merita una visita anche Ha Tachana, l’ottocentesca stazione ferroviaria trasformata in un centro ricreativo con negozi di design, un museo interattivo e ristorantini. Si è ormai quasi arrivati alla deliziosa Giaffa, oggi un borgo inglobato in Tel Aviv ma un tempo città indipendente, un gomitolo di viette e vicoli bordati da antichi edifici color miele e punteggiata da gallerie d’arte e ristorantini. E a proposito di food, per quanti vogliano provare un’esperienza diversa dal solito, al BlackOut Restaurant all’interno del Nalaga’at Center, al porto di Giaffa, è possibile cenare o fare semplicemente un aperitivo totalmente al buio, serviti da camerieri non vedenti; nello stesso centro, è attivo anche un teatro diventato piuttosto celebre, i cui attori sono affetti da forme di disabilità. Un’altra opzione assolutamente da provare, è quella proposta dal sito Eatwith.com che consente di contattare una famiglia locale e… andare a cena a casa loro, per provare la vera cucina casalinga israeliana.

Gerusalemme, l’ombelico del mondo
La “città santa” per ebrei, cristiani e islamici sembra reggersi in equilibrio tra le diverse religioni, prendendo il meglio da ogni cultura e regalando a chi la visita suggestioni mediorientali stemperate in scorci europeizzanti, con souk e vicoli in pietra che si allargano in piazze dominate da chiese e campanili, con il profumo delle spezie che aleggia nell’aria e i ristoranti di tutte le cucine del mondo che occhieggiano lungo le vie del centro.

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Nella città vecchia la storia riecheggia scandita dai luoghi sacri meta di pellegrinaggi infiniti, dal Santo Sepolcro al Muro del Pianto, alla Cupola della Roccia, che disegna lo skyline con il suo oro abbagliante, alla Torre di David, un suggestivo sito archeologico che di sera prende vita grazie a uno scenografico spettacolo di wall mapping. E a proposito di archeologia, a Gerusalemme è possibile contribuire al Temple Mount Sifting Project e passare un paio d’ore a setacciare i detriti provenienti da uno scavo illegale che, in passato, ha cancellato gli antichi resti di una parte della città.

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Avendo ancora una manciata di ore a disposizione, si può attraversare un paesaggio lunare e desertico e dirigersi verso il Mar Morto (non dimenticatevi di farvi un selfie accanto al pilastro che indica il punto in cui la terra è più bassa del livello del mare) per provare l’ebbrezza di fare un bagno galleggiante, magari dopo essersi spalmati sul corpo i portentosi fanghi. Infine, affacciata sul Mar morto, merita assolutamente una visita l’antichissima fortezza di Masada, che imponente domina il paesaggio dall’alto.

Simona P.K. Daviddi

Simona PK Daviddi

Simona PK Daviddi

Emiliana per tre quarti (l’ultimo quarto è top secret) è convinta di essere la discendente diretta di Matilde di Canossa, perché come lei “chiacchiera” in una manciata di lingue, tra le quali il russo e il giapponese. Nessuno la chiama con il suo primo nome di battesimo – neppure i suoi genitori né il suo editore – ma con le iniziali degli altri due (anche questi top secret), Pikappa. Ha scoperto le tre grandi passioni della sua vita – viaggiare, fotografare e scrivere – quando aveva otto anni e le hanno regalato la prima reflex e la prima moleskine; da allora, appena può, infila “due cose” in valigia e parte, rigorosamente in compagnia della sua Nikon. Il jet lag la rende euforica. Di recente si è innamorata del rugby e della Sicilia: si sospetta che la “colpa” sia di Massimiliano, il suo fidanzato, rugbista trinacrio. Se non facesse la giornalista, farebbe la ballerina di danza del ventre o la bailaora di flamenco.