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AGENDA VIAGGI
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Shopping natalizio all’insegna della sostenibilità e solidarietà

Fare del bene è cool e giova alla salute. Che siano cesti natalizi, panettoni o bomboniere, la nuova tendenza dello shopping alimentare è fare scelte consapevoli a impatto zero e fortemente inclusive. Un esempio virtuoso in questo senso è il Gruppo L’Impronta, di Milano

Milano, Itala.

Forse non tutti sanno che dentro il perimetro del capoluogo meneghino, nei campi proprio dietro l’IEO, Istituto Europeo di Oncologia, sorge un’azienda agricola chiamata Agrivis che è una vera e propria cooperativa sociale i cui soci lavoratori sono dipendenti con disabilità, regolarmente assunti e capaci di svolgere in autonomia ogni fase del processo produttivo.

Agrivis

Sembra impossibile eppure, senza uscire dalla città, si possono acquistare frutta e verdura biologica coltivata nei 4 ettari di terreno intorno alla cascina di Agrivis, del Gruppo L’Impronta, in via Macconago 68, nonché passate, conserve, confetture e nettari prodotti in loco. Il sabato mattina si può addirittura andare nei campi a raccogliere da sé gli ortaggi desiderati. Le colture del momento sono cavolfiori, finocchi, zucche e altre verdure di stagione, nelle serre a freddo invece si coltivano piccoli frutti come fragole, lamponi e more. 

Gli ortaggi di produzione propria insieme a quelli salvati dallo spreco alimentare, ovvero ortaggi invenduti perché non perfetti nella forma, avanti nella maturazione o avanzati nelle mense scolastiche, dove tra l’altro si offre frutta biologica (Agrivis ha un accordo con il Comune di Milano che riguarda le scuole) vengono lavorati nel laboratorio di trasformazione in modo completamente artigianale e manuale in tutte le fasi. 

Un lavoro dignitoso

“Utilizziamo solo un semplice macchinario che taglia, cuoce e miscela – spiega Lucia, tecnica alimentare – niente di più: entrano i pezzi di frutta o verdura sbucciati e tagliati a mano ed esce il prodotto finito che i ragazzi poi imbottigliano e confezionano. Uno a uno. È importante per loro avere mansioni semplici, ripetitive, che possano svolgere anche persone con grandi fragilità. Il nostro obiettivo è offrire un lavoro che sia dignitoso e dia soddisfazione anche a persone con disabilità importanti. Tutti i dipendenti sono in grado di svolgere tutte le fasi del processo produttivo e si alternano nei vari turni per comprire tutte le fasce orarie e lavorare a turno con tutti”. 

Lavorano in laboratorio dieci persone di cui sette con disabilità; nei campi agricoli invece lavorano sette persone, di cui due con disabilità, un ex detenuto e dei ragazzi immigrati, affiancati da un agronomo.

La cascina inoltre apre le porte anche ad aziende e scuole per team building e progetti educazione alimentare.

Accordi con aziende e hotel

“Nel 2024 abbiamo venduto oltre 58 mila prodotti, per il 60% nettari, passate di pomodoro e sughi. Siamo in contatto con molte aziende che fanno per esempio i cesti natalizi con i nostri prodotti oppure hotel che li offrono agli ospiti nelle camere. Sulle etichette usiamo bande di due colori diversi: verde per i prodotti della filiera interna, ocra per la filiera esterna, metà verde metà ocra per le produzioni miste, come per esempio la confettura di zucca, mela e cannella (buonissima, ndr)”.

Nettari e confetture

I nettari sono senza zucchero, al posto del saccarosio viene utilizzato il succo di mela, e le conserve prive di pectina o altre sostanze addensanti: “Stiamo sperimentando le confetture senza zucchero, con sciroppi sostitutivi. Cerchiamo di offrire una gamma di prodotti il più ampia possibile, per soddisfare i gusti dei clienti e andare incontro alle varie esigenze, per esempio acquistano molto da noi i pazienti del vicino Istituto Europeo di Oncologia”.

Tisane

“Un progetto nuovo  partito nel 2024 è quello delle piante officinali; il nostro obiettivo è produrre tisane. Abbiamo sperimentato varie colture, per ora abbiamo prodotto una tisana rilassante digestiva a base di achillea, melissa, menta e stelvia. L’esperimento è andato bene. Abbiamo in mente di aumentare la coltivazione”. 

Se Agrivis è il backstage, in città ci sono altre realtà che costituiscono in un certo senso il versante on stage del Gruppo l’Impronta. Bum e Rab, per esempio.

Bum

Bum (Buoni Un Mondo), in zona Ripamonti/Vigentino all’interno del quartiere riqualificato “5square”, è un bar, panificio, pasticceria e emporio, ottimo per colazioni, pranzi informali e feste a tema. Nei laboratori interni si svolgono anche cooking class, corsi di formazione e team building. A Bum i ventidue dipendenti sono persone fragili che, anche in questo caso, possono contare su un vero lavoro, stabile e regolarmente retribuito, talvolta imparato proprio qui.

Inserimento lavorativo

“Da due anni al pomeriggio tengo corsi di formazione in cucina per ragazzi che devono essere inseriti in un contesto lavorativo, sia per imparare a muoversi in una cucina vera, sia per capire se questo mestiere fa per loro – spiega Francesca, cuoca e formatrice –Molti di loro sono stati assunti, una ragazza fa la panettiera qui, sta facendo un percorso di accompagnamento all’autonomia, abita con altri quattro ragazzi in un appartamento proprio sopra il Bum, è facile per lei venire a lavorare nonostante gli orari impegnativi del panificio; un altro è stato assunto da McDonad’s, altri in altre realtà, l’ultimo che mi viene in mente è stato anche lui assunto qui, fa la pasta“.

Quasi 2000 cesti di Natale aziendali

Per Natale Bum ha venduto circa 1900 cesti di Natale, a privati e aziende come Mitsubishi Electric, Santander, DXC Enterprise, Axa, Banca Mediolanum, Arthur D. Little, Unipol Service, con panettoni fatti in casa e prodotti di varie cooperative sociali, tra le quali Agrivis e 3500 biscotti fatti a mano.

Cooking class per tutti

“Non ci si pensa ma fare i biscotti a mano è un lavoro infinito. Anche con le confezioni dei cesti non si scherza – aggiunge Francesca, nella “sua” cucina – Il giovedì, ogni due settimane, tengo delle cooking class dalle 18 alle 21, con aperitivo compreso, aperti a tutti: facciamo ricette di varie parti del mondo, per bambini, vegane, di montagna o di lotta allo spreco. Vengono gruppi di amici oppure team building“.

Da Bum si possono acquistare pasta, pane e gli altri prodotti fatti in casa, gli ortaggi e le conserve di Agrivis e altre cooperative e alcuni prodotti speciali, come il nuovo nato Camand, formaggio 100% vegetale, molto apprezzato anche dallo chef Davide Oldani.

Rab

Un altro tipo di locale, gestito dal Gruppo L’Impronta, è il Rab, a due passi dai navigli, apprezzatissimo dai ragazzi che vengono qui a studiare, giocare o sferruzzare, nuovo piacevole passatempo antistress: sono sempre a disposizione libri, giochi in scatola e gomitoli di lana. Al Rab (che “non è un bar”) si respira un piacevole clima rilassato un po’ bohémien e si organizzano mostre fotografiche e vivaci serate culturali, con musica dal vivo e presentazioni di libri.

Anche qui lavorano dodici dipendenti con fragilità, che hanno vinto la scommessa dell’inserimento lavorativo, dopo una storia difficile.

Una realtà che parte dal basso

“Quello che mi piace del Gruppo L’Impronta è che nasce dal basso, da un gruppo di volontari che inizialmente, nel 1999, frequentava la parrocchia di San Barnaba nel quartiere Gratosoglio e si occupava di disabilità – sottolinea Andrea Foschi, responsabile comunicazione – Poi quel gruppo è cresciuto e si è esteso a buona parte della zona sud di Milano. Non c’è un magnate che ha preso a cuore la causa e finanzia le iniziative dall’alto: anche se oggi esistono varie cooperative e il gruppo è molto più strutturato lo spirito è sempre quello degli inizi. Inoltre la gestione è totalmente democratica: tutti i dipendenti sono soci lavoratori, tutti possono votare“.

I numeri

Nel Gruppo L’Impronta ad oggi lavorano 400 persone in tutto (di cui moltissimi educatori e formatori), con 112 disabili assunti e numerose attività sociali. Un traguardo che ha superato le aspettative, raggiunto lavorando sodo giorno dopo giorno, con uno sguardo attento al percorso personale di ciascuno e un approccio al modo del lavoro altamente professionale e creativo, segno che la vera parità è offrire le condizioni per imparare un mestiere e metterlo in atto, costruendo la propria autonomia. E questo vale per ogni persona, abile o disabile. È questione di giustizia, non di carità.

Agrivis (via Macconago 68, Milano)

  • lunedì-venerdì 9-14:30
  • sabato 9-13

Bum (via Antegnati 9, Milano)

  • lunedì-mercoledì 8-19
  • giovedì-sabato 8-20:30

Rab (C.so San Gottardo 41, Milano)

  • lunedì 18:30–00
  • martedì 10:30–00
  • mercoledì 10:30–00
  • giovedì 10:30–00
  • venerdì 10:30–02
  • sabato 10:30–02
  • domenica 10:30–00




    Photo Elena Borravicchio
Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Laureata in Filosofia, giornalista pubblicista, moglie, mamma. È di Torino ma vive a Monza, dopo un periodo in Brasile e un altro ad Abu Dhabi. Ha una passione connaturata per la scrittura, suo canale espressivo privilegiato, insieme alla danza e alla fotografia. Ama il teatro, l'arte, la musica e tutto ciò che fa vibrare l'anima. È nelle librerie il suo primo romanzo, “Guardandoti ballare”.

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