In occasione di San Giovanni martedì 24 giugno, Monza ha conferito il Giovannino d’Oro e la Corona Ferrea d’argento a cittadini e realtà distintisi per l’impegno civico. Tra i premiati, Rosella Stucchi e Anna Cavenaghi, simboli di memoria, inclusione e scuola aperta al territorio. Il riconoscimento diventa spunto per riflettere sul valore reale di parole come rispetto e accoglienza.
Monza, Italia.
“Il Giovannino d’Oro, la benemerenza civica istituita nel giorno dedicato alla festività del Santo patrono di Monza, 24 giugno, è assegnato ogni anno ai monzesi che nel corso della loro vita hanno contribuito al bene, al progresso e alla notorietà positiva della comunità in diversi ambiti, dal culturale, dall’economia alla ricerca, alle scienze, alle lettere, alle attività sportive e nel campo del sociale con azioni concrete di carattere assistenziale e filantropico.
La civica benemerenza del S. Giovanni d’Oro è conferita ogni anno a singoli cittadini in un numero massimo di tre. La Commissione si riserva la facoltà di assegnare anche una quarta benemerenza “alla memoria” a persone particolarmente meritevoli che sono scomparse nei 12 mesi precedenti la data del 31 maggio (termine di presentazione delle candidature). Nella stessa ricorrenza viene anche assegnato il premio Corona Ferrea in argento a un ente o istituto o azienda che si sia particolarmente distinto nei campi di scienza, lettere, arti, sport e mondo del sociale.” (dal sito del Comune di Monza).
Premiati gli educatori Fabio Castelli (alla memoria) e Anna Cavenaghi; contributi al bene comune Eugenio Galbiati, Tiziana Fedeli e Rosella Stucchi. Corona Ferrea d’argento all’associazione Carcere Aperto, da decenni impegnata con i detenuti.

Anna Cavenaghi e Rossella Stucchi
Un mondo parallelo
La notizia riportata generalmente è più idonea alla cronaca che non alla nostra rivista . Tuttavia merita un momento di focus sul tema più generale culturale. Tematiche centrali sono stati i concetti di accoglienza, inclusione, memoria condivisa, in una città che vuole riconoscersi nella solidarietà.
Due sono le figure che possono essere considerate come emblematiche, senza togliere nulla alle altre, in tal senso: Rosella Stucchi e Anna Cavenaghi.
Stucchi, figlia del comandante partigiano Gian Battista Stucchi, nome di battaglia Redi, per l’impegno profuso, prima da insegnante poi come testimone dell’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dei valori della Resistenza, rispetto della Costituzione, della Democrazia pagata a caro prezzo con il sacrificio di numerosi martiri. “…ha segnato profondamente la vita civile e culturale della Città. Insegnante per oltre trent’anni è testimone attiva dei valori della Resistenza… ha contribuito a costruire una coscienza civica fondata sulla Memoria, sull’inclusione e sul rispetto dei valori costituzionali.”

Cavenaghi, dirigente scolastico I.C.via Correggio Cederna
“ …ha saputo coniugare competenza, professionalità e disponibilità con un profondo senso di impegno civile, trasformando le scuole a lei affidate occupandosi con impegno tanto delle opere quanto delle strategie educative, garantendo un presidio d’inclusione e d’accoglienza capace di rispondere con semplicità e visione alle sfide educative di un quartiere ricco di diversità culturali e sociali”.
Penso d’interpretare un senso comune di commozione e condivisione, a cui però poco dopo è subentrata una riflessione che vorrei condividere con voi lettori.

Inclusione e rispetto delle diversità culturali e sociali:
Era presente un’altra Monza per cultura e scelte politiche ( non partitiche, ma nel senso più lato del termine) oppure sono termini condivisi solo nell’accezione semiologica? Spesso abbiamo letto o ascoltato pareri sprezzanti sull’argomento inclusione, su visioni di straniero poco legati alla realtà di quanti onestamente lavorino nel territorio, mettendo solo la luce su fatti spiacevoli di cronaca. Di pochi che possono aver commesso reati ma non in quanto stranieri, in quanto persone che commettono atti scorretti, nazionali o stranieri che siano.
Soprattutto il termine Rispetto, tanto messo in crisi da bullismi, arroganze, incapacità di dialogo amplificate dai social…si può plaudire al sentir pronunciare il termine e disconoscerne il valore pochi minuti dopo?
Jerome Liss nel testo “La comunicazione ecologica” nella copertina mostra un bullo che sovrastando un immaginario interlocutore gli urla “ posso suggerire qualcosa?! Rispetto rappresenta uno stile di vita, da applicare con numerosi errori nel tentativo di renderlo possibile, ma che sicuramente risponde ad un bisogno: in un’epoca di guerra e crudeltà tornare umani.
Grazie del vostro tempo lettura. Pensare fa sempre bene.
Ed allora ben venga un Buon San Giovanni a tutti.
Photo dall’alto: Redaelli. Pippo Biassoni. Redaelli. Pippo Biassoni.
Testo Pippo Biassoni



