
25 anni, artista di strada, ha composto e pubblicato l’album “Ta Da!” in pochi mesi e se gli chiedi che progetti ha per il futuro ti risponde: “Conto di morire giovane lasciando un cadavere di bell’aspetto”, strizzando l’occhio ad Oscar Wilde.
Piana Crixia, (SV), Italia.
“Ta Da!”: come l’esclamazione dei bambini, come il sommo dello stupore. “Ta Da!” è il nuovo album di Samuele Fortunato, originario di Como e cittadino del mondo, 25 anni, cantautore.
“Nella mia vita o vivo o scrivo: si vede che ho trascorso un lungo periodo ad assorbire esperienze e quando mi sono fermato ero pronto per comporre” dice Samuele. Nascono così, di getto, le sei tracce che compongono il disco: “Ho scritto il mio primo ep, “Primo piano”, a 18 anni, poi per 7 anni non ho più scritto niente. Ora, a Teatro Cantiere ho trovato un posto per fermarmi, sedermi e tirare un sospiro di sollievo. “Ta Da!” è stato registrato in modo totalmente amatoriale (con il contributo di Matteo Longhi alla chitarra solista e al basso, di Jonathan Bellini ai fiati e di tutti i ragazzi di Teatro Cantiere nel coro, ndr); dopo l’uscita dell’album, a maggio, sono stato contattato da varie etichette discografiche con la proposta di registrare l’album in maniera professionale ma non ho voluto: erano canzoni impulsive e in maniera impulsiva le ho registrate”. Fortunosamente bloccato a causa del lockdown nella comunità di artisti di Piana Crixia il cantautore ha estratto dal cilindro i brani Il passato, Baudelaire, Lisbona – Pisa, Che sei figlia mia, La nausea, Dei sogni e dei silenzi. Sonorità che scivolano come seta sulla pelle, echi di Vinicio Capossela, Pino Daniele, Lou Reed, Bob Dylan, una voce sporca e graffiante di chi ha maturato una profonda esperienza della musica e della vita nonostante la giovane età, testi che con sapienza e ironia mescolano Jean-Paul Sartre, i poeti maledetti, i Cafés de Paris, un senso disincantato e poetico dell’amore e gli insetti della Val Bormida.

“Ho iniziato a suonare da molto piccolo: mio fratello era un grande chitarrista e i miei genitori avevano gusti musicali ottimi, mi hanno trasmesso la canzone cantautorale e il rock and roll classico, anni Settanta”. La passione ha fatto il resto: dopo un solo anno di liceo musicale, l’istituto alberghiero a Como, la carriera da cameriere, responsabile di sala e poi direttore di tre locali in città, pochi mesi fa Fortunato ha lasciato tutto per liberarsi di tutti i pesi che lo schiacciavano. “Avevo un serio problema personale dovuto allo stress accumulato: sono “scappato”, sono arrivato a buttare via le chiavi dei locali e andarmene. Ho girato in varie città, suonando per strada; questo mi permette di parlare con chi voglio. La strada è il palcoscenico più grande che esista, ti dà un riscontro diretto su quello che stai facendo; nei locali si applaude per noia”.
È certamente un periodo magico per Fortunato che ha già pronta una raccolta di canzoni per bambini ispirate agli animali, frutto di un breve periodo vissuto in solitudine sulla riva del fiume Bormida e quasi pronto un concept album incentrato sulle relazioni umane, per il quale l’artista lancerà un crowdfunding. (Un inedito dell’album, Anna e Andrea, si può ascoltare su Instagram). Inoltre, poiché la creatività è inarrestabile, sta scrivendo uno spettacolo su Arthur Rimbaud insieme a Ginevra Gavazzi: “Sarà uno spettacolo non verbale, molto basato sulle emozioni e l’interazione con il pubblico. Non racconteremo una storia, piuttosto faremo percepire ciò che percepiva Rimbaud mentre la storia accadeva”. E appena sarà ultimato, si ricomincerà a viaggiare.
Per informazioni:
Ta Da! su Spotify , ITunes, Googleplay, Amazon
Teatrocantiere
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Testo e foto Elena Borravicchio




