RAPALLO: SARA RATTARO VINCE IL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE PER LA DONNA SCRITTRICE 2016

Scritto da Francesca Vespignani on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Sara Rattaro con splendi più che puoi (garzanti) si è aggiudicata la XXIII edizione del Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice. Seconda Cristina Battocletti e terza Stefania Parmeggiani al suo esordio.

Rapallo, Italia
Tre storie forti, importanti, storie di sofferenza e di vita, quelle dei libri protagonisti della serata finale della XXXII edizione del Premio Letterario Nazionale per la donna scrittrice, svoltasi a Rapallo lo scorso 16 luglio. Si tratta del Premio Rapallo-Carige. Ideato dal giornalista Pier Antonio Zannoni, che ne è tuttora il coordinatore responsabile, e nato nel 1985 per incoraggiare e valorizzare l’attività letteraria femminile nel campo della narrativa, promosso fin dalla prima edizione dal Comune di Rapallo e, a partire dalla settima edizione, anche dalla Banca Carige.

premio-rapallo-2016-700

La giuria tecnica, costituita, da Leone Piccioni (presidente onorario), Elvio Guagnini (presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Sveva Casati Modignani, Francesco De Nicola, Chiara Gamberale, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri e Pier Antonio Zannoni, riunitasi precedentemente il 28 maggio, ha selezionato la terna finale tra 86 romanzi in concorso e ha assegnato i premi collaterali. Giuria tecnica e giuria popolare hanno poi votato, nel corso della serata finale, i tre libri selezionati. A leggerne alcuni brani, l’attrice e conduttrice Laura Lattuada, mentre l’attore Ettore Bassi ha letto quelli tratti dagli altri libri premiati.

Il Premio Rapallo-Carige è andato a Splendi più che puoi (Garzanti), con cui Sara Rattaro si è aggiudicata il primo posto. La scrittrice genovese ha spiegato, dal palco sul lungomare Vittorio Veneto di Rapallo, l’incontro con la storia che narra nel suo romanzo. Una storia vera quella di Emma, la sua protagonista. «È arrivata da una mia lettrice, che ho incontrato a una presentazione. Mi ha detto “ho una storia da raccontare” e io le ho chiesto cosa ci fosse in questa storia da raccontare. E lei mi ha risposto “io sono stata sequestrata da mio marito per sei anni“. Però lei era davanti a me ed era splendente. E io ho capito che questa era una storia da raccontare perché parla di una quotidianità, di tutte le donne e anche di tutti gli uomini, parla di questo Paese. Ed era da raccontare perché lei era lì davanti a me e mi stava parlando di salvezza, di splendore, di tornare a splendere. Ma soprattutto era una storia che andava al di là dell’intrattenimento. Perché su certi argomenti si deve cercare di trovare sì qualcosa che intrattenga, ma che passi anche un messaggio positivo di cui abbiamo bisogno». E Sara Rattaro ha affidato questo messaggio alle ultime parole del suo libro «uscire dalla violenza si può».

finaliste-premio-rapallo-2016-700

Per scriverlo, ha passato molto tempo in casa con la sua protagonista, ha raccontato la scrittrice. Cercando di allontanare i pregiudizi, creando empatia, assorbendo il più possibile e imparando tantissimo. E poi la scrittura è arrivata come un fiume in piena, con sentimenti fortissimi, come la rabbia, ma anche la voglia di risplendere perché «le parole possono salvare il mondo».

I premi selezione per le altre due finaliste, seconda e terza classificata, sono andati rispettivamente a Cristina Battocletti, penna del Sole 24 Ore, con La mantella del diavolo (Bompiani), e a Stefania Parmeggiani, giornalista di La Repubblica, con La notte di Silvia (Castelvecchi).

Un romanzo, quello di Cristina Battocletti, sulla propria terra, dove non si vive più ma alla quale si torna. Protagonisti Irma e la sua storia familiare, il Friuli e la provincia di Cividale. Con i suoi misteri, le sue leggende e le sue paure. «La mia terra vituperata in un certo senso dalla storia, ma che ha avuto grandi occasioni di riscatto. La mia protagonista è come la mia terra. Torna nella sua terra ed è vittima di incantamenti», ha commentato la scrittrice.

Un fatto reale di cronaca, una vicenda drammatica quella di Stefania Parmeggiani. «Un rapporto lungo che attraversa diversi anni», ha raccontato spiegando il legame con il suo romanzo di esordio. «Perché il mio libro racconta una storia vera, la storia di una ragazzina che fu trovata uccisa sulla A14 tra i caselli di Cattolica e Riccione. Io sono di Riccione e avevo pochi anni in più di questa ragazza. Per cui abbiamo vissuto per un periodo di vita nella stessa città, ma a due livelli diversi. Io vivevo alla luce del sole, lei invece lavorava per organizzazioni criminali ed era vittima del traffico di esseri umani. Viveva nel mondo di sotto. Per me è stata anche la scoperta che la Riviera Romagnola di quegli anni era molto pericolosa, non era solo i lustrini che vedevamo tutti».

premio-rapallo-2016-701

Oltre alle finaliste, è stata premiata Pia Pera per Al giardino ancora non l’ho detto (Ponte alle Grazie). A lei è andato il Premio Speciale della Giuria, intitolato a Anna Maria Ortese, ritirato dalla sua editor. Memoir sulla tenacia della vita e sulla sua malattia, che l’ha portata via lo scorso 26 luglio. Giusto dieci giorni dopo la gioia di questo riconoscimento. Il Premio Opera Prima è andato a Evita Greco per Il rumore delle cose che iniziano (Rizzoli). La storia della giovane Ada e del suo rapporto con la nonna Teresa, da cui imapara ad ascoltare le cose che cominciano. Con uno sguardo carico di ottimismo verso il futuro.

Francesca Vespignani
fra.vespignani@agendaviaggi.com

Francesca Vespignani

Adora Milano, la sua città. Dove è nata, cresciuta e vive tuttora. E che rappresenta il cinquanta per cento delle sue origini. L'altro cinquanta per cento è romagnolo. Ama la Francia. Tanto che è convinta di essere stata francese, in un'altra vita. Lettrice accanita, con una predilezione per i gialli e i grandi detective della letteratura, ama il mare in ogni stagione, il profumo della macchia mediterranea e il blu che solo certi cieli di marzo sanno regalare. Le sue due grandi passioni sono viaggiare, per scoprire nuove città, altri panorami, altre culture, e scrivere. Con un forte debole per la buona cucina.