
Un uomo viene picchiato a morte dalle guardie di sicurezza di un supermercato per aver rubato, e bevuto, una bottiglie di birra. Un fatto di cronaca che sembra minimo, ma minimo non è…
Milano, Italia.
Al Teatro Franco Parenti di Milano, all’inizio di questo mese, Vincenzo Pirrotta, con la regia di Roberto Andò, ha portato in scena il monologo del cinquantaduenne scrittore francese Laurent Mauvignier, “Storia di un oblio”, che racconta la tanto semplice quanto tragica vicenda di un uomo che ruba una birra in un supermercato e viene picchiato a morte dagli uomini della sicurezza. Il tutto dal punto di vista di un narratore esterno che racconta la vicenda rivolgendosi al fratello della vittima.
Tutto, a partire dalla scenografia, è al servizio della narrazione, il testo quindi risulta chiaro e coinvolgente per lo spettatore.
Vincenzo Perrotta mantiene un ritmo serrato per tutta la durata del monologo, spezzato solamente da una voce fuori campo che a volte esplicita un po’ troppo i pensieri del narratore e qualche volta rovina alcuni momenti che potevano risultare più coinvolgenti se interpretati e non detti. L’unica vera grande caduta di stile, a mio parere (ma per onestà devo dire che invece a qualcuno è piaciuta…), è stata mostrare al pubblico una foto del corpo martoriato di Stefano Cucchi (il giovane romano morto mentre era in custodia cautelare dopo un arresto), una scelta fatta per attualizzare un testo che però è già attuale di per sé e che senza il bisogno di simili espedienti stimola emotivamente lo spettatore e che già è basato su un fatto di cronaca realmente accaduto (a Lione nel 2009, lo stesso anno della vicenda di Stefano Cucchi). Nel complesso, un buon spettacolo, sottolineato dagli applausi del pubblico.
Info: Teatro Franco Parenti di Milano
Giacomo Fava




