PASSIONE MUSICAL

PASSIONE MUSICAL

Scritto da Margherita Manara on . Postato in Appuntamenti, cinema

AL LITTA PER COMINCIARE

Milano, Italia.
Sono per fortuna sempre più numerosi i giovani che si si appassionano al musical. Si tratta di un genere teatrale che presuppone artisti completi, capaci di ballare, cantare, recitare. Insomma ragazzi impegnati ed entusiasti e pieni di buone intenzioni. Una disciplina, si può dire, ed insieme uno stile di vita. La scuola di musical è infatti composta di corsi impegnativi, i cui valori travalicano le semplici lezioni di canto ballo e recitazione. E non sarebbe poco. I ragazzi imparano a stare insieme, a comprendersi con uno sguardo a fare squadra, a essere creativi e a dare importanza alle persone e agli obiettivi. E questo è moltissimo.

Una delle più classiche scuole amatoriali di Milano, una fra tante, è quella del Teatro Litta. Lo sfarzoso palazzo seicentesco, sede del più antico palcoscenico della città, ospita la compagnia del Teatro Litta. Vi si entra giovanissimi – i più piccoli hanno solo 8 anni – e si procede per gradi sino ad acquisire vere capacità da palcoscenico. Si cresce. Si cresce individualmente e come gruppo, si acquisiscono competenze e valori, assieme a disinvoltura ed autostima. 

Lo dimostrano i ragazzi stessi. ” Ho cominciato questa scuola a tredici anni, ma sin da piccola mi piaceva cantare, ballare e recitare – racconta Bianca, splendida voce, oggi sedicenne – Così posso fare tutto insieme, senza dispersioni in tanti corsi diversi“. Ne aveva solo sei Lodovico, che afferma: ” Il teatro è parte della mia personalità“. Il ragazzo è divenuto maggiorenne da pochi giorni, ed è la disinvoltura in persona. Percorso diverso è quello di Costanza: “ho iniziato ad avvicinarmi al mondo del musical piuttosto tardi, a diciannove anni, quando già avevo iniziato il mio percorso universitario. Dopo la Laurea ho deciso di continuare il mio percorso di formazione specializzandomi nel musical. Grazie ai docenti del Teatro Litta inoltre ho avuto la possibilità di entrare in contatto con agenzie di intrattenimento che lavorano durante il periodo estivo nei villaggi vacanze e ho quindi avuto la possibilità di lavorare come cast artistico e imparare molto“. Così, maturata, si è iscritta ad un’Accademia orientata alla professione. 

Quale valore aggiunto offre loro il musical, esercizio del corpo, della mente e del cuore ? Bianca e Lodovico sono d’accordo entrambi nell’affermare che “Nel musical non c’è competizione. Ci vengono offerte sedute psicologiche per il gruppo, dove non c’è mai rivalità neppure nella distribuzione dei ruoli, perché l’obiettivo comune di fare qualcosa di bello.  Ci siamo l’uno per l’altro anche rapporto personale con i più, anche o nuovi arrivati si sentono integrati sin dal principio. Svolgiamo un training per sciogliere il gruppo e le coppie”. Un’attività che porta quindi al presente, alla concretezza ed alle relazioni, molto diversa dal mondo virtuale nel quale sono immersi molti adolescenti.

Per Lodovico “lavorare col corpo aiuta a porsi davanti agli altri” ed “Apre agli altri” – conferma Bianca che aggiunge a proposito: “Anche noi comunichiamo coi social come tutti, ma sappiamo fare altro, crediamo e pratichiamo molti il vero contatto anzi, il rapporto umano“. 

Quando l’esperienza è positiva e coinvolgente si guarda avanti: “Vorrei tanto diventasse il mio lavoro, sia pur accompagnando lo studio del musical con la ricerca di altre espressioni d’arte” dichiara Bianca. Un percorso difficile, dove molti si impegnano e pochi riescono “Il musical è il mio modo di esprimermi e lo amo molto – spiega Lodovico – Difficile riuscire a realizzare questo sogno, ci sono più possibilità all’estero, ma non mancherà una laurea. Ci deve essere un piano B“.

Alla domanda “Capire, Sognare, o Dimostrare:  qual è il verbo che maggiormente rappresenta la tua partecipazione al musical ?” ancora i due giovanissimi sono concordi nel rispondere, e riflettendo ad alta voce affermano: “sicuramente sognare. Scatena l’immaginazione, la fantasia, si va oltre e si spera, anche. Poi occorre dimostrare di essere capaci, ma è un secondo momento”.

Costanza è più analitica: “sognare è sicuramente la base per questo tipo di carriera, ma non sono né capire, né dimostrare. i verbi che userei per descrivere quello che si prova a fare questo tipo di spettacoli”. E’ evidente che sul palcoscenico si sente realizzata, perché conclude: “Il verbo che userei è Donare”. E spiega bene la distinzione: “Perché quando sei su un palco è per raccontare una storia, riempirla di emozioni e donarla al pubblico; altrimenti rimane vuota e fine a se stessa. Questo lavoro non è solo tecnico, per poterlo fare bisogna essere generosi perché la vera abilità di un attore, di un cantante, di un ballerino, di un artista in generale è di saper suscitare emozioni negli spettatori attraverso la sua arte”. Per Costanza la vera abilità di un attore, di un cantante, di un ballerino, di un artista in generale è di saper suscitare emozioni negli spettatori attraverso la sua arte.

Teatro Litta
Accademia “Via col musical” (Studio )
Accademia “Spring Awakinings (Allestimento spettacoli)
IndirizzoCorso Magenta, 24, 20123 Milano MI
Telefono02 8645 4545

Il palcoscenico è intelligenza e solidarietà
Al Litta per cominciare

Margherita Manara

Margherita Manara

Giornalista per passione, curiosa per natura, free lance per vocazione, ha collaborato con le principali testate nazionali di quotidiani e riviste specializzate. I suoi interessi spaziano dal turismo all’economia, dalla moda al tempo libero. Non teme la noia, costantemente alla continua ricerca di nuovi stimoli e del bello, che si può nascondere ovunque. Ama il mare d’inverno e la montagna d’estate, scoprire località nascoste e angoli d’arte, conoscere persone. La cose più belle sono condividere la tavola ma anche gioia e avversità con gli amici e l’affetto con i propri famigliari.