
Al piccolo teatro Strehler, dall’11 al 23 maggio 2021, va in scena “Macbeth, le cose nascoste”, un tuffo nell’introspezione dell’animo umano tratto dall’opera di Shakespeare, di Carmelo Rifici, scritta a quattro mani con Angela Demattè.

Milano, Italia.
Il regista e i giovanissimi attori (Alessandro Bandini, Alfonso De Vreese, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Leda Kreider, Maria Pilar Pérez Aspa, Elena Rivoltini) hanno collaborato con l’equipe scientifica formata dallo psicanalista junghiano Giuseppe Lombardi e dalla psicoterapeuta Luciana Vigato, non solo allo scopo di intrattenerci con quella che è una delle più belle tragedie scritte dal drammaturgo britannico, ma soprattutto per farci riflettere su quanto doloroso ma importante sia per un attore, e per ognuno di noi, scavare tra i propri fantasmi, per provare sul palcoscenico e nella vita un’emozione autentica e restituirla al pubblico.
Il sipario si alza infatti su di una serie di colloqui tra gli attori e lo psicoanalista Giuseppe Lombardi, che fanno da ponte tra spettatori e attore, il quale si apre nel racconto della propria tragedia personale.
A queste parentesi di confessioni così sentite e private, si intervalla la storia di Macbeth, scandita dalle fasi lunari, come a rappresentare le fasi dello stato d’animo dei protagonisti dall’inconsapevolezza fino al compimento dell’atto finale.
Le fasi stanno anche a definire la presenza dei vari attori in scena, i quali, a seconda del loro coinvolgimento emotivo, si scambiano i ruoli creando un intreccio tra le loro storie e quelle dei personaggi della tragedia.
Siamo così spettatori di un accurato susseguirsi di sfumature, che ci rendono partecipi e attenti sia alle vicende che alle emozioni di sorpresa, rabbia, paura, follia dei diversi Macbeth, lady Macbeth e Banko del momento.
Così l’interprete presta le proprie emozioni al personaggio, come il Macbeth disperato e sconvolto che, per mettere in scena l’omicidio del re, simbolo paterno, sfrutta il proprio conflitto irrisolto con il padre.
Allo stesso modo vediamo in scena una lady Macbeth appassionata, una seconda lady Macbeth manipolatrice e coraggiosa, forte della consapevolezza di essere una donna sicura di sé e infine la lady Macbeth in preda alla follia perché ha visto troppa violenza, tre aspetti molto diversi della figura femminile interpretati da tre donne diverse.
Interessanti paralleli tra la vita umana e lo spettacolo vengono esplorati, come quello tra la tradizione siciliana del rito di uccisione del maiale e l’omicidio del giovane figlio di Lady Macduff.
L’uccisione del ragazzo avviene, come fosse un animale, nudo e inerme, appeso ad una corda, in mostra al centro della scena. Poi verrà ricoperto di olii e vi si festeggerà attorno perché, come il famoso detto siciliano recita, “Mors tua, vita mea” – la tua morte è la mia vita. Il ragazzo viene quindi cosparso d’oro e rinasce, come un maiale che anche se morto genera vita perché sfama molte bocche.
Il tutto è arricchito da una scenografia minimale ma d’effetto alla quale fa da protagonista l’acqua, che scorre sotto i piedi dei personaggi caricando ancor più di significato il contrasto con l’altro liquido presente in scena, il sangue, dal quale purifica.
Uno spettacolo pieno di simbolismi, tramite i quali chi ne prende parte prova a svelarci le “cose nascoste”, un invito a riagganciarsi alla propria strega interiore e proprio come la filosofia per “Ifigenia, liberata!”, la psicoanalisi si presta strumento che un abile Rifici usa per dare alla luce “Macbeth, le cose nascoste”.
Foto Studio Pagi

INFO
Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza), dall’11 al 23 maggio 2021
Macbeth, le cose nascoste
Orari: da martedì a sabato, ore 19; domenica, ore 16. Lunedì riposo.
Durata: 130 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org
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