Lux in Fundo è un interessante tour alla scoperta del Rione Sanità, uno dei quartieri più autentici e antichi di Napoli, in forte rinascita grazie al lavoro di riqualificazione svolto principalmente dalla popolazione locale. I ragazzi della Cooperativa La Paranza conducono egregiamente quest’esperienza da non perdere, un perfetto connubio tra antico e contemporaneo.

Napoli, Italia.
Passeggiare per Napoli è una costante scoperta: ogni angolo, scorcio, vicolo o quartiere presenta sfaccettature particolari e univoche, dove la storia pervade e la cultura predomina. Il Rione Sanità è una delle zone più antiche della città partenopea, oggi meta di tantissimi turisti grazie anche a una forte riqualificazione e all’impegno della popolazione locale, che ha cercato di migliorare e migliorarsi. Addentrarsi in questo quartiere è un’esperienza assolutamente da non perdere: Lux in Fundo è un nuovo itinerario guidato tra le bellezze artistiche e i tesori ancora da ammirare.
Lux In Fundo
Lux in fundo è un vero e proprio faro di speranza che, attraverso l’arte del passato e quella del presente, illumina i vicoli più nascosti dello storico quartiere. Un’esperienza coinvolgente che mostra attraverso nuovi luoghi e nuove storie come l’arte può essere uno strumento capace di generare cambiamento e innovazione. Scopriamo le tappe previste dall’itinerario.
– Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi e Jago Museum. Dedicata al primo patrono di Napoli, fu costruita nel 1633 e ricostruita circa un secolo dopo, a causa delle alluvioni che scorrevano nel Rione Sanità, dette lave dei Vergini. In origine, la chiesa era un monastero dedicato alla cura degli infermi del quartiere, in cui prestavano la propria opera i Crociferi, impegnati nell’assistenza ai malati in tutta la città di Napoli. Lo scheletro del nuovo progetto fu realizzato nel 1760 da Bartolomeo e Luca Vecchione, collaboratori di Luigi Vanvitelli, che articolarono lo spazio a croce latina con una navata unica e quattro cappelle laterali. Oggi, infine, la Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi è stata messa in sicurezza dopo 40 anni di abbandono per ospitare le opere di Jago, nel suo Jago Museum.
– Borgo dei Vergini. Storico quartiere che racconta e rappresenta più di tutti l’evoluzione dal mondo antico a quello moderno della città partenopea. Viene considerata l’area sacra e cimiteriale prediletta dalle famiglie aristocratiche e notabili della città sin dall’antichità, i Vergini, come più comunemente viene indicato questo importante comparto urbano, rappresentano un itinerario attraverso i secoli per conoscere a fondo l’anima, la storia e le tradizioni del posto e della sua gente.
– Palazzo dello Spagnuolo. Edificato dal 1738 per volere del marchese di Poppano, Nicola Moscati, l’architettura è attribuita a Ferdinando Sanfelice che realizzò degli ampi archi che seguivano l’andamento delle scale, poste su entrambi i lati, riproponendo lo stesso tema architettonico del Palazzo Sanfelice.
– Chiesa dei Cristallini. Riaperta al pubblico dopo 40 anni, è stata ridipinta dai giovani del quartiere con circa venti tonalità di azzurro, insieme agli artisti Tono Cruz, Mono González e Giuliana Conte.
– Basilica di San Severo fuori le mura, Cappella dei Bianchi e Figlio Velato di Jago. L’attuale Basilica fu costruita nel 1573 per volere dell’arcivescovo Carafa e rifatta nel 1680 dall’architetto Dionisio Lazzari. Nella primavera del 2017, la Basilica è stata riportata al suo splendore, rinnovando uno dei più importanti centri di aggregazione del Rione. Nel 1621, l’Arciconfraternita dei Bianchi acquistò dai frati la Cappella di Sant’Antonio per la celebrazione di riti comunitari e la sepoltura degli associati. La Cappella custodisce opere di artisti come Giordano, Fracanzano e Vaccaro, mentre lungo le pareti laterali ben 12 tele raccontano storie di Sant’Antonio. La volta è impreziosita da quattro grandi tele: L’Eterno Padre, La Vergine col Bambino e Santi, L’Immacolata e San Francesco. Il 21 dicembre del 2019, nella Cappella dei Bianchi, lo scultore Jago ha inaugurato la mostra permanente Figlio Velato. L’opera, scolpita in un unico blocco di marmo americano proveniente dal Vermont, s’ispira al “Cristo Velato” di Giuseppe Sammartino e fissa, nel marmo, l’attualità contemporanea costringendo lo spettatore a confrontarsi con una realtà che troppo spesso lascia indifferenti.
– Piazza Sanità e Murales “Luce”. L’opera, realizzata dallo street artist spagnolo Tono Cruz, sulla parete di un edificio in piazza della Sanità, di fronte alla Basilica di Santa Maria della Sanità. L’opera ha forma tonda come quella di un fascio di luce, e rappresenta il volto sorridente e pieno di speranza dei bambini del Rione Sanità.
Cooperativa La Paranza
La riqualificazione del Rione Sanità è stata possibile soprattutto grazie alla tenacia e all’impegno di chi questo luogo lo vive quotidianamente sin dalla nascita. La Cooperativa La Paranza si è prodigata per cambiare le cose, attraverso le proprie conoscenze e la volontà di sostenere nuove attività produttive, per far crescere la speranza nei giovani.
Fondata nel 2006, in un quartiere diviso tra contrasti e grandi risorse, grazie all’entusiasmo e alla professionalità, contribuisce al rilancio dell’immagine della città, attraverso la riscoperta del patrimonio artistico e culturale. Inoltre, sono stati introdotti percorsi formativi e processi di inserimento lavorativo, di scambio e di networking fra persone, enti ed associazioni.
INFO
Il tour è in programma ogni sabato alle ore 15:00, con partenza dalla Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi – Jago Museum in Piazzetta Crociferi – Napoli, all’inizio del borgo dei Vergini; la durata è di circa 2 ore e mezza. Per informazioni e dettagli, consultare www.catacombedinapoli.it
Photo courtesy of Catacombe di Napoli




