I moderni garibaldini che salvarono il centro storico. Il ricordo della mobilitazione popolare contro la speculazione edilizia e le ruspe nel centro storico.
Milano, Italia.
Inaugurata a Milano “Lotte del Garibaldi”, la mostra fotografica che ricorda la mobilitazione del quartiere contro il progetto di demolizione delle case storiche previsto per realizzare la linea M2 della metropolitana nei primi anni Settanta.
Fu il primo caso di sollevazione popolare urbana del XX secolo. Gli abitanti ricevevano avvisi di sfratto per fare spazio al progresso. Attorno al Comitato di Quartiere si unirono non solo i residenti interessati, ma anche il movimento studentesco, molto attivo all’epoca. Anche le parrocchie di San Simpliciano e l’Incoronata si fecero parte attiva nella protesta.

La storia
Il quartiere di Porta Garibaldi, si sviluppa fra il fossato medioevale e i bastoni spagnoli, lungo l’asse delle vie Broletto, Ponte Vetero, Mercato, corso Garibaldi ed è uno dei quartieri più antichi della città, sul tracciato di una via preromana che portava sino a Como.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il quartiere aveva visto svilupparsi l’edilizia popolare ad accogliere la popolazione operaia protagonista della rivoluzione industriale dell’epoca. Grazie alla presenza del Naviglio di San Marco e della stazione daziaria del Ponte delle Gabelle furono avviate numerose attività artigianali e commerciali.
Prima di diventare uno dei distretti più ricercati e costosi della città, l’area era caratterizzata da case di ringhiera, abitazioni modeste e botteghe.
La mobilitazione
“La mobilitazione degli anni Settanta ha ottenuto il risultato di fare adottare al Consiglio Comunale un piano di edilizia economico-popolare sugli edifici da recuperare, ai sensi della legge 167/1962 – spiega Nicoletta Petrus, una degli abitanti di via Garibaldi che ha vissuto quei momenti- Le case fatiscenti sono state restaurate e i residenti hanno potuto rientrarvi”. Il centro di ritrovo era il Teatro Fossati.
Il quartiere Garibaldi aveva già alle spalle una storia tormentata. Ancor prima degli anni 70 la zona era stata pesantemente colpita dai bombardamenti e per lungo tempo è rimasta un’area semi-costruita. Lungo la via, ancora oggi si notano i cosiddetti “denti”, palazzi moderni che occupano rientranze create dalle bombe dell’ultima Guerra interrompendo la sequenza di abitazioni storiche.
Sono state quindi inserite nell’area alcune pregevoli costruzioni nuove disegnate da architetti famosi: Lingeri in via Giulianova, Caccia Dominioni in via Cavalieri del Santo Sepolcro, Figini e Pollini in via Broletto. L’isolato prima occupato dal Teatro Fossati è stato trasformato a partire dalla fine degli anni Settanta in Teatro Studio progettato da Marco Zanuso, con la retrostante nuova sede del Piccolo Teatro.
Così, col tempo l’equo canone è stato soppiantato dal libero mercato ed oggi il quartiere è considerato una delle zone più di tendenza del centro storico milanese, di valore commerciale elevato; tuttavia, il “Garibaldi” è caratterizzato da numerosissime attività culturali e artistiche, che hanno permesso di conservare nel tempo il suo carattere originario, di sapore un po’ bohemienne, della vecchia Milano che fu.

La mostra
Attraverso documenti, fotografie, filmati e testimonianze d’archivio ed un incontro pubblico con gli abitanti e i protagonisti di quei momenti, la mostra ripropone epoche e ricordi storici, sociali e architettonici.
L’allestimento è a cura di Nicoletta Petrus, Salvatore Porcaro, Alberto Saibene, la produzione è di Casa degli Artisti in collaborazione con CASVA.
INFO
Corso Garibaldi 89/A ang. Via Tommaso da Cazzaniga
10 – 20 MAR 26 — 12.30 – 19.00
Photo courtesy of Archivio fotografico de “l’Unità – redazione milanese, Fondazione ISEC. Ufficio Stampa Casa degli Artisti




